Ora il romanzo criminale lo scrivono le telecamere

Gli occhi elettronici ormai ti pedinano dappertutto come uno stalker Un trucchetto per seminarle ci sarebbe. Ma può essere molto pericoloso

Telecamere.
I tempi erano cambiati, e continuavano a cambiare... Ovviamente in peggio, soprattutto per chi aveva la necessità di passare inosservato. Altro che Orwell, pensava Giacomo, uscendo di casa a mezzanotte con il suo cagnolino che gli saltellava intorno. Ormai c'erano più telecamere per le strade che soldi rubati nelle tasche dei politici corrotti. Ma usando l'astuzia, anche quei maledetti occhi elettronici potevano tornare utili.
«È una notte speciale, Teddy...»
Aveva addirittura sentito dire che una donna era stata beccata insieme all'amante dal marito poliziotto, che l'aveva pedinata virtualmente attraverso decine di video di sorveglianza. Roba da matti.
E poi le chiamano telecamere amiche… Amiche di chi? Uscì dal portone e s'incamminò sul marciapiede.
Era gennaio, faceva un gran freddo. Nonostante abitasse appena fuori dalla cerchia dei viali, in giro non si vedeva un'anima. Le finestre dei palazzi erano quasi tutte spente, o addirittura chiuse, a parte qualcuna da cui emanava la luce tremolante e spettrale di un televisore. Tutto come aveva previsto. Passò davanti alla filiale di una banca con aria indifferente, ben sapendo di essere inquadrato dalle telecamere, e passò oltre. Ce n'erano davvero molte, di quelle diavolerie. Aveva studiato la sua zona per mesi e conosceva ogni telecamera. Lungo il percorso che aveva programmato e che percorreva da molti giorni ce n'erano quattro.
Rientrava tutto nel suo piano, un piano perfetto.
Ne avevano beccati tanti, con l'aiuto dei video. Come si faceva a non pensarci, nell'epoca della tecnologia? Era da sprovveduti. Lui non avrebbe commesso l'errore di farsi scoprire da una stupida telecamera. Lui aveva studiato, aveva letto, era uno che rifletteva e non lasciava nulla al caso. In fondo era banale. Non si sentiva un genio, aveva solo fatto due più due. Se non puoi eliminare un pericolo, devi trovare il modo di usarlo a tuo favore. E pensare che c'era addirittura chi era andato a far fuori qualcuno facendosi incastrare come un ragazzino da un video. Era mai possibile? Be', in certi casi era un bene che ci fossero le telecamere. Ad esempio quando quelle due tipe avevano ucciso la ragazza nella metro...
Non era stato un omicidio premeditato, le avevano viste tutti in TV le due assassine che se ne andavano senza voltarsi, dopo aver ucciso quella povera ragazza. Era ovvio essere contenti che le avessero arrestate.
Quando si trattava di faccende così brutali, Viva le telecamere, borbottò sorridendo, e Teddy lo guardò scodinzolando. E in quell'altro caso, quello delle due quindicenni che avevano ammazzato un vecchio, dicendo che si erano difese da un tentativo di stupro? Era vero o era una bugia? E poi era saltato fuori quel video. Ma si poteva davvero capire da poche immagini in che rapporti erano le due giovani assassine con il vecchio che avevano strangolato? Chissà quante volte gli inquirenti avevano guardato e riguardato quel video, cercando di cogliere la verità dagli sguardi, dai movimenti... Be', comunque lui non voleva ammazzare nessuno, voleva soltanto… Insomma, si trattava di dare una lezione a uno che se la meritava.
Aveva organizzato tutto nei dettagli, da diverse settimane, fino ai più piccoli particolari. Le telecamere? Le avrebbe usate a suo favore, sarebbero state il suo alibi.
«Vieni, Teddy...». Era un cagnolino davvero obbediente, non aveva nemmeno bisogno del guinzaglio.
Imboccò un vicolo deserto e buio, dove non c'era l'ombra di una telecamera. Era lì che aveva parcheggiato la sua macchina, e ci salì sopra con il cagnolino. «Dovrai aspettarmi per un po', Teddy» disse, mentre metteva in atto il suo capolavoro: una trasformazione completa. Ci vollero solo pochi minuti. Nessuno avrebbe potuto riconoscerlo. Un casco integrale di quando era ragazzino, da cui spuntavano le ciocche bionde di una vecchia parrucca che aveva trovato in una cassapanca. Tre giubbotti uno sopra all'altro e dei pantaloni larghi e imbottiti lo facevano sembrare molto più grasso. Lasciò Teddy in macchina e scappò via sopra il suo scooter, parcheggiato lì accanto. Aveva uno zaino agganciato alle spalle, con dentro l'occorrente. In cinque minuti arrivò a destinazione. Parcheggiò fuori dalla portata delle telecamere e avanzò a piedi. Avrebbero pensato subito a lui, era ovvio. Ma lui li avrebbe fregati tutti. Passò volutamente sotto tre telecamere di sorveglianza, fingendo di zoppicare leggermente, e ogni dieci secondi scuoteva appena la testa di lato, come Mike Tyson sul ring, un tic che si faceva notare molto bene. Arrivò nella strada dove abitava il figlio di puttana da punire. Prima che apparisse quel topo di fogna, tra lui e Daniela andava tutto benissimo. Non poteva lasciar perdere. Tirò fuori la latta di benzina dallo zaino, e per sembrare un vandalo qualsiasi la vuotò sopra il tettino di tre macchine, compresa la Mercedes argentata dello sgorbio che gli aveva portato via Daniela.
Chissà se in quel momento Ginevra e Lancillotto stavano dormendo o se invece… Bei tempi, quando le mogli infedeli e gli amanti si potevano infilzare con la spada, con l'approvazione di tutti. Adesso doveva accontentarsi di un fiammifero... Lo accese, lo gettò sopra la benzina e scatenò l'inferno. Fuggì via a passò svelto, sempre zoppicando, senza dimenticarsi del tic di Tyson. Dentro di sé rideva, rideva...
Arrivò alla sua macchina, con grande gioia di Teddy. Si cambiò in fretta, e prima di andarsene buttò il travestimento in un cassone della spazzatura, ben chiuso dentro un sacco. Tutto secondo i piani. Tornò verso casa dalle stesse strade, passando sotto le stesse telecamere, a passo tranquillo. In lontananza si sentiva la sirena dei pompieri, musica per le sue orecchie. Appena entrò in casa si versò un calice di vino, e brindò alla sua impresa.
***
«Brigadiere, porca miseria... Mi può spiegare come mai pensa che sia stato proprio io? Gliel'ho detto, ho fatto come sempre una passeggiata a mezzanotte, con il mio cagnolino... Controllate le telecamere nella zona di casa mia... E poi le sembro io quel grassone che zoppica?».
«Non esistono solo le telecamere... Ha presente quelle vecchiette che soffrono d'insonnia e non si fanno mai gli affari loro? Ecco, ce n'è una che abita proprio davanti a dove lei ha parcheggiato la macchina e si è cambiato... Nulla di più semplice...»