Pacchetto giustizia: è un «indultino»

RomaUn decreto legge per svuotare le carceri e un ddl delega per snellire il processo civile e smaltire l'arretrato accumulato. Il ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri porta a casa due ok dal consiglio dei ministri. Slitta, invece, al nuovo anno l'atteso provvedimento sul processo penale.
Dalla Corte europea dei diritti dell'uomo l'Italia ha avuto tempo fino a maggio per affrontare il sovraffollamento penitenziario e ad ottobre il messaggio alle Camere di Giorgio Napolitano ha ribadito l'urgenza dell'intervento e sollecitato anche un indulto e un'amnistia.
Quella di ieri, spiega Enrico Letta, è «la prima importante risposta» al capo dello Stato, necessaria per evitare sanzioni europee e far fronte ad una situazione «esplosiva». La riunione a Palazzo Chigi è appena terminata e il premier annuncia l'approvazione dei provvedimenti assicurando che non comportano «elementi di pericolosità per i cittadini».
Sembra una risposta a chi, Lega in testa, già prevede va un aumento dei reati. Ma se per il Pd si tratta di «un significativo passo avanti», Forza Italia attacca rimandando alle sue 10 proposte sulla giustizia. Solo «pannicelli caldi», dice il capogruppo alla Camera Renato Brunetta, perché Palazzo Chigi «si fa condizionare dalla lobby dei magistrati». Per Ncd e Sc adesso il Parlamento deve pensare all'amnistia.
Nel decreto legge sulle carceri, spiega la Guardasigilli, non ci sono «indulti e indultini», perché viene incentivato l'accesso alle misure alternative ma nulla è automatico: il giudice di sorveglianza deciderà caso per caso. Lo sconto di pena per buona condotta viene portato a 75 giorni per semestre, al posto degli attuali 45: 2 mesi in più l'anno e con l'applicazione retroattiva potranno essere liberati in anticipo circa 1.700 detenuti. Altri 1.500 potranno uscire per la modifica della legge Fini-Giovanardi, che istituisce il reato di «piccolo spaccio» di droga: il massimo della pena si riduce da 6 a 5 anni e si consente anche ai tossicodipendenti recidivi di accedere alle comunità di recupero. Trattandosi di un terzo della popolazione carceraria, quella sui detenuti tossicodipendenti è una misura che alleggerirà molto il numero dei carcerati. Per gli extracomunitari (18mila dei 23mila detenuti stranieri) si cerca di favorire l'espulsione negli ultimi 2 anni di detenzione, anche anticipando i tempi dell'identificazione e per evitare il passaggio dalle prigioni ai Cie. Sarà più frequente l'uso del braccialetto elettronico, ma solo per la detenzione domiciliare. Potranno accedere alla «messa alla prova» alternativa al carcere, anche i condannati fino a 4 anni e non più solo a 3. Il decreto rende definitive le leggi «svuotacarcere», che prevedono i domiciliari per gli ultimi 18 mesi di pena. Istituita poi la figura del Garante dei diritti dei detenuti «per dare voce a chi voce non ce l'ha», dice la Cancellieri. Sulla custodia cautelare il governo attende la Camera, dove un testo dovrà essere votato in aula, per Letta all'inizio del 2014.
Il pacchetto sul processo civile prevede un rito più snello, sentenze semplificate e l'appello più veloce, anche al giudice unico per smaltire le cause meno complesse.
Ieri il ministro Cancellieri ha firmato un'intesa con la Toscana, che punta sul lavoro per recuperare e reinserire fino a 300 detenuti tossicodipendenti. E ha annunciato che l'ex carcere di massima sicurezza dell'isola di Pianosa riaprirà per diventare un modello per il resto d'Italia, dove i condannati possono prepararsi attraverso il lavoro a rientrare nella società.