"Padoan? È il profeta del dolore fiscale"

L'economista Brancaccio ed ex allievo del ministro: "È un altro paladino dell'austerity, non cambierà nulla"

Il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan

«È curioso, si pensa che cambiando le facce cambino le politiche economiche, invece Padoan è in linea con Saccomanni e Monti. Non credo affatto sia l'uomo da cui aspettarsi un cambiamento delle politiche recessive imposte dall'Europa». Emiliano Brancaccio, economista dell'Università del Sannio (già collaboratore del Manifesto) se lo ricorda bene il prof. Padoan. «Era uno dei nostri docenti al Collegio Carlo Alberto di Torino, insegnava, non a caso, economia dell'Unione europea».
Un Padoan già euroentusiasta.
«Non userei quell'aggettivo: la personalità di Padoan mi è sempre sembrata poco avvezza all'entusiasmo. Ma certo, era assolutamente persuaso che l'euro fosse la strada giusta, un fatto definitivo, e che i dubbi sulla futura tenuta dell'eurozona fossero privi di fondamento».
Previsione non azzeccatissima, ma era il '99, chi poteva immaginare la crisi.
«Bè, molti autorevoli economisti, dal nostro Augusto Graziani a premi Nobel come Krugman, già allora esprimevano dubbi sulla tenuta dell'eurozona. Io chiesi a Padoan cosa pensasse di quegli studi che già allora criticavano l'idea che gli squilibri tra i paesi membri dell'Ue potessero essere risolti a colpi di austerità. Padoan non rispose. Scrollò le spalle e sorrise, con un po' di sufficienza».
Come dire: sciocchezze.
«Evidentemente per lui non valeva la pena ribattere. E non mi pare abbia cambiato idea. In una recente intervista al Wall Street Journal ha detto che le critiche all'austerity nascono solo da “un problema di comunicazione” visto che secondo lui “stiamo ottenendo risultati”. E ha aggiunto: “Il risanamento fiscale è efficace, il dolore è efficace”».
Quindi si aspetta un altro ministro dell'austerity?
«Non c'è dubbio. Anche quando era all'Ocse Padoan ha sempre sottovalutato gli effetti recessivi del rigore. L'Ocse di Padoan, ancora nel 2012, si aspettava per l'Italia nel 2013 una riduzione del Pil dello 0,4% e invece sappiamo che è stata del 2%. Forse Padoan crede ancora troppo alle previsioni della sua istituzione di provenienza».
Ma ora dice che la priorità è la crescita.
«Curioso. A me pare che abbia già messo in soffitta l'idea di Renzi di sforare il tetto del 3% del rapporto deficit/Pil. In linea con le istituzioni europee, Padoan ha già detto che non c'è spazio per rivedere questi vincoli. Lui si aspetta di rilanciare l'economia con un taglio del cuneo fiscale, che si rivelerà inefficace anche perché fatto all'interno dei vincoli di bilancio recessivi imposti dalla Ue. Un'altra illusione, temo».
Ancora austerity, dunque, anche col giovane Renzi?
«Gli auspici renziani di poter ottenere qualcosa nel semestre europeo nella migliore delle ipotesi si tradurranno in concessioni irrisorie rispetto a quanto servirebbe per invertire il trend recessivo, dopo una caduta di 9 punti di Pil in cinque anni».
Lei insomma pensa che Renzi verrà bloccato dall'euroburocrazia di cui è espressione Padoan.
«Non esiste l'uomo della Provvidenza. Abbiamo già visto due premier definiti “autorevoli” e “capaci di imporsi in Europa”: hanno fallito. Ora c'è il terzo, con un Padoan chiaramente ostile a una svolta. Il vero problema sono i rapporti di forza nella Ue. In Germania c'è una ostilità profonda verso il cambiamento perché ai tedeschi va bene un'eurozona fatta così. Per riaprire la contesa bisognerebbe mettere in chiaro che la Germania sta mettendo a rischio la sopravvivenza dell'euro e del mercato unico europeo. Un rischio noto. Ma non sono argomenti che un ministro come Padoan potrebbe mai esplicitare».

Commenti
Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Lun, 10/03/2014 - 08:34

con queste persone possiamo solo andar male. ci aspettiamo già altri suicidi per crisi, ci aspettiamo pignoramenti, ci aspettiamo insomma solo il peggioramento. altro che renzi!!

carpa1

Lun, 10/03/2014 - 08:49

Mi domando perchè chiedere a gente tipo Monti, Saccomanni ed ora Padoan, che cosa ne pensano di europa ed euro. Sarebbe come chiedere ad un banchiere che cosa ne pensa delle sue banche. Ovvia la risposta, considerato che trattasi delle loro creature. Ci illudiamo a volte di essere in mano a dei geni per poi accorgerci che invece siamo in mano solo a dei grandissimi opportunisti e per di più cretini che non volgiono mai ricredersi dei loro errori.

Ritratto di Azo

Azo

Lun, 10/03/2014 - 08:56

Padoan, dovrebbe aprire una fattoria, con tanti animali. Con il sistema con cui purga gli Italiani, se avesse questa fattoria, GLI ANIMALI MORIREBBERO TUTTI DI FAME E DI SETE. Questo personaggio nella vita privata sarebbe un assassino, ma è del partito DEMOCRATICO ed è la crema della crema degli ECONOMI ITALIANI. Dopo Monti.

Ritratto di CADAQUES

CADAQUES

Lun, 10/03/2014 - 09:03

SCHIFOSE SANGUISUGHE CHE INGRASSANO CON IL SANGUE DELLA GENTE ONESTA CHE LAVORA, CREA E PRODUCE E DEI TANTI CHE NON TROVANO LAVORO ASFISIATI DALL´ANGOSCIA E DALL´IMPOTENZA ... La Veritá é che anche tu non hai il coraggio di mettere mano all´accetta e menare colpi su colpi sopra il feroce cancro parassita che sta distruggendo il Paese che vale. --- BASTA PAGARE LE TASSE ALLO STATO MAFIOSO CHE VIVE DELLA VIOLENZA SOPRA LE FABBRICHE CHE CHIUDONO E SOPRA LA PELLE DEI LAVORATORI ... Il Paese si faccia giustizia da se. É puro masochismo sperare nel ravvedimento di un apparato statale mafioso che sempre ha prosperato sopra il Paese onesto che lavora e produce, sperare in una sinistra ottusa e vigliacca, scoria unica al mondo sopravvissuta alla caduta del Muro di Berlino, che sempre ha dominato con il suo apparato autoritario i Lavoratori con la menzogna e con la truffa, sperare in una destra egoista, ignorante e populista referente di meschini interessi faziosi di rivoltanti minoranze. Il Paese per rinnovarsi non puó affidarsi al dissoluto autoritarismo dell´apparato poliziesco di Jagoda, Yezhov e Beria dalla parte della ottusa violenza dello stato padrone. IL PAESE ONESTO CHE LAVORA E PRODUCE DEVE FARSI GIUSTIZIA DA SOLO CON IL CORAGGIO E LA DIGNITÁ DI SMETTERE DI PAGARE LE TASSE AL VIOLENTO SUDICIUME DELLO STATO MAFIOSO.

Ritratto di CADAQUES

CADAQUES

Lun, 10/03/2014 - 09:06

SCHIFOSE SANGUISUGHE CHE INGRASSANO CON IL SANGUE DELLA GENTE ONESTA CHE LAVORA, CREA E PRODUCE E DEI TANTI CHE NON TROVANO LAVORO ASFISIATI DALL´ANGOSCIA E DALL´IMPOTENZA ... La Veritá é che non si ha il coraggio di mettere mano all´accetta e menare colpi su colpi sopra il feroce cancro parassita che sta distruggendo il Paese che vale. --- BASTA PAGARE LE TASSE ALLO STATO MAFIOSO CHE VIVE DELLA VIOLENZA SOPRA LE FABBRICHE CHE CHIUDONO E SOPRA LA PELLE DEI LAVORATORI ... Il Paese si faccia giustizia da se. É puro masochismo sperare nel ravvedimento di un apparato statale mafioso che sempre ha prosperato sopra il Paese onesto che lavora e produce, sperare in una sinistra ottusa e vigliacca, scoria unica al mondo sopravvissuta alla caduta del Muro di Berlino, che sempre ha dominato con il suo apparato autoritario i Lavoratori con la menzogna e con la truffa, sperare in una destra egoista, ignorante e populista referente di meschini interessi faziosi di rivoltanti minoranze. Il Paese per rinnovarsi non puó affidarsi al dissoluto autoritarismo dell´apparato poliziesco di Jagoda, Yezhov e Beria dalla parte della ottusa violenza dello stato padrone. IL PAESE ONESTO CHE LAVORA E PRODUCE DEVE FARSI GIUSTIZIA DA SOLO CON IL CORAGGIO E LA DIGNITÁ DI SMETTERE DI PAGARE LE TASSE AL VIOLENTO SUDICIUME DELLO STATO MAFIOSO.

Ritratto di stenos

stenos

Lun, 10/03/2014 - 09:20

L'hanno messo li apposta, tasse, tasse, tasse, per sfamare la Bce.