Il papà dell'italiano: "Sta bene, è in ferie"

Si sono presentati a casa dei genitori con aria affranta. Ma sono stati gli stessi Walter Maraldi e sua moglie a rassicurare gli agenti del commissariato di Cesena. E l'Unità di Crisi della Farnesina, dopo aver parlato con il connazionale, ha confermato: sì, Luigi non era sul volo MH 370. Per due ora è stato considerato morto. Poi ha chiamato padre e madre, dopo aver sentito la notizia dell'aereo malese scomparso tra il Golfo del Siam e il Mar cinese meridionale. «Sto bene, sono in Thailandia e non ho alcuna intenzione di andare a Pechino», le parole dell'uomo ai familiari. «Luigi è in vacanza» spiega il padre a il Giornale. «Non ci spieghiamo, nessuno se lo spiega, come sia stato possibile un equivoco del genere - prosegue l'uomo - siamo esausti, stiamo ricevendo decine di telefonate l'ora da parte di giornalisti».

Resta il mistero sull'inserimento dell'italiano sulla lista della compagnia di bandiera della Malaysia. Chi ha preso il posto del 37enne romagnolo? Lo stesso malvivente che gli ha sottratto il passaporto il primo agosto dello scorso anno sempre nel Paese asiatico? Domande che in queste ore stanno facendo impazzire gli investigatori e destinate, probabilmente, a rimanere senza risposta. In agosto Maraldi, rientrato in Italia, ottiene un nuovo passaporto dalla questura di Ravenna, dove si è trasferito nel frattempo, per poi tornare in Thailandia. I responsabili della Malaysia Airlines da ieri notte stanno contattando i parenti degli oltre 270 dispersi: «I nostri pensieri e le nostre parole sono per loro e per i loro familiari» dicono. In un primo momento, secondo l'amministratore delegato di AirAsia, al Boeing B777-200 non sarebbe accaduto nulla. Solo un guasto radio, un black-out nelle comunicazioni che ha fatto scattare le procedure di emergenza. Informazione smentita dalla compagnia aerea e, quindi, cancellata dalla rete. Maraldi avrebbe fatto parte della lista di passeggeri stranieri (14 nazionalità diverse, 153 cinesi). Una fatalità insomma: qualcuno sarebbe salito a bordo del velivolo con un passaporto rubato e falsificato. Quello di Maraldi.