Il Papa si scusa per i pedofili: pesano su coscienza Chiesa

La prima volta in Vaticano. La prima volta di Papa Francesco. L'aveva detto fin dall'inizio del suo Pontificato: la lotta alla pedofilia e la linea della tolleranza zero sono sempre stati i suoi pilastri fondanti. E ieri mattina, nella “sua” casa a Santa Marta, Jorge Mario Bergoglio ha incontrato sei vittime di abusi sessuali commessi da alcuni sacerdoti. Tre donne e tre uomini: due dalla Germania, due dall'Irlanda, due dalla Gran Bretagna. Un breve saluto a cena domenica, poi la messa strettamente privata ieri mattina, e infine l'incontro durato oltre tre ore. Incontro a tu per tu con ciascuna vittima, durante il quale il Papa argentino ha voluto ascoltare le storie dolorose degli abusi subiti quando erano bambini. Li ha guardati negli occhi, li ha abbracciati, ha ascoltato le loro richieste. Un momento commovente, emozionante, toccante. Il senso della giornata storica è racchiuso nel discorso che Papa Francesco ha voluto rivolgere alle sei vittime di pedofilia. Un mea culpa pubblico, chiaro, diretto. Una richiesta forte di perdono. «Davanti a Dio e al suo popolo sono profondamente addolorato per i peccati e i gravi crimini di abuso sessuale commessi da membri del clero nei vostri confronti e umilmente vi chiedo perdono». Bergoglio condanna gli abusi che rappresentano «qualcosa di più di atti deprecabili: un culto sacrilego», li definisce, chiedendo perdono anche per «i peccati di omissione» commessi dai «capi della Chiesa» per coprire l'immagine della stessa.
Il discorso del Pontefice è partito dal commento del brano di Pietro che piange vedendo Gesù dopo l'interrogatorio che lo porterà in croce. «Oggi il cuore della Chiesa guarda gli occhi di Gesù in questi bambini e bambine e vuole piangere. Chiede la grazia di piangere di fronte a questi atti esecrabili di abuso perpetrati contro i minori. Atti che hanno lasciato cicatrici per tutta la vita». Storie di dolore e di sofferenze che hanno portato anche a gesti estremi come il suicidio. E il Papa pensa anche a chi è arrivato a tal punto. «La morte di questi amati figli di Dio pesa sul cuore e sulla mia coscienza e di quella di tutta la Chiesa. Questa è la mia angustia e dolore - sottolinea - per il fatto che alcuni sacerdoti e vescovi hanno violato l'innocenza di minori e la loro propria vocazione sacerdotale abusandoli sessualmente».
Il Papa diventa ancora più duro quando afferma che chi abusa sessualmente di un minore «profana la stessa immagine di Dio» e assicura che per i sacerdoti “orchi” non «c'è posto nella Chiesa». «Mi impegno - afferma Bergoglio - a non tollerare il danno recato a un minore da parte di chiunque, indipendentemente dal suo stato clericale». Padre Federico Lombardi, in un briefing, ha fatto sapere che «i partecipanti, dopo i colloqui con il Papa, hanno manifestato la loro commozione e la loro soddisfazione per essere stati ascoltati dal Papa con tanta attenzione e disponibilità». Intanto prosegue il lavoro della Commissione ad hoc per la tutela dei Minori voluta dal Papa e affidata al cardinale Sean O'Malley, arcivescovo di Boston, che tornerà a riunirsi a ottobre in una struttura più allargata, con membri da Asia e Africa, continenti non ancora rappresentati nell'organismo.
L'incontro di Francesco con le vittime di abusi sessuali è il primo che si tiene in Vaticano. Ratzinger incontrò alcune vittime a margine dei viaggi in Australia, Malta, Germania. Pure Benedetto XVI chiese perdono, a più riprese, per gli abusi del clero: «Anche noi chiediamo insistentemente perdono a Dio e alle persone coinvolte mentre intendiamo promettere di voler fare tutto il possibile affinché un tale abuso non possa succedere mai più». Un impegno che lega i due pontificati.