A un passo dal patatrac. Cara lira, ci salverai tu

Ogni Paese pensa per sé, altro che euro irreversibile: i prof se ne accorgeranno quando in giro non ci saranno più soldi

Dopo la scoppola di venerdì - spread fra le nuvole e Bor­se sottoterra - oggi è il giorno della verità.L’apertu­ra dei mercati ci dirà dove stia­mo andando, e la loro chiusura dove saremo andati a finire. Siamo realisti e non ci illudia­mo che le turbolenze siano pas­seggere. Cessato un temporale – insegna l’espe­rienza recente – ne viene un altro e, fra tuoni e ful­mini, la sintesi è che piove sul ba­gnato. C’è chi pre­vede un agosto da tregenda: la gente sarà in va­canza e gli specu­latori con pochi soldi ne faranno tanti. Alle nostre spalle, non più larghe quanto una volta.
Le cause delle tempeste e dei nubifragi sono note e non vo­gliamo tediarvi ricordandove­le. La crisi è mondiale e andreb­be affrontata a livello interna­zionale, ma ciascun Paese pen­sa per sé e trascura gli altri. Ri­sultato: in Europa si predica l’unione e si persegue l’interes­se nazionale. Il Sud sprecone
invoca l’aiuto della Germania. Non lo ottiene e si scaglia con­tro Angela Merkel, accusando­la di egoismo. I tedeschi rispon­dono di non aver alcuna inten­zione di pagare il conto a chi è vissuto al di sopra delle pro­prie risorse, accumulando-co­me l’Italia- un debito pubblico da suicidio.
In tutta franchezza, non riu­sciamo a dare tor­to
ai teutoni. Già dieci anni fa avremmo dovu­to capire che lo stato sociale ne­ces­sitava di un ri­dimensiona­mento.
Non ab­biamo provvedu­to.
Al contrario, abbiamo conti­nuato ad assicu­rare servizi, assistenza e previ­denza a ricchi e poveri, e ci sia­mo svenati. Per tappare i buchi abbiamo insistito a inasprire le tasse, che sono diventate le più alte del mondo, ma non tutti le pagano. Cosicché il cane italia­no si morde la coda: gli onesti vengono spremuti, i disonesti se la ridono.
Poi è arrivato Mario Monti. Doveva fare
miracoli. Poveraccio: non ne fa più ne­anche San Gennaro, figuriamoci se era in grado di farne lui. Tanto per cambiare, ha messo mano alla leva fiscale, come (qua­si) tutti i suoi predecessori. Poi ha intuito che ciò non bastava e si è aggrappato alla spending review : tagliamo gli sprechi, ha annunciato. Buona notte. In Italia come ti muovi sulla spesa pubblica, ti fulmina­no. Dopo otto mesi di governo tecnico, siamo ancora lì: come prima, peggio di prima. Significa che serve altro: ficcarsi in testa che il welfare, come fu concepito e re­alizzato (alla carlona), non è alla nostra portata;per forza o per amore –di patria – va contenuto entro le disponibilità di cas­sa. Altrimenti il debito pubblico,lungi dal­l’essere abbattuto, sarà destinato a cre­scere ulteriormente.
Il medico gratis, le medicine gratis, i ri­coveri gratis, le pensioni a chi non ha ver­sato contributi­ solo per fare alcuni esem­pi - sono lussi; non abbiamo denaro per permetterceli. Concediamoli agli indi­genti, al massimo. Gli abbienti ricorrano a coperture assicurative. Lo sappiamo, so­no discorsi duri e impopolari. Ma se non adottiamo la linea del rigore, non attraver­seremo il guado. Lo Stato mamma che ac­compagna il cittadino dalla culla alla ba­ra conviene scordarlo. Diversamente, av­viamoci allegramente lungo la strada del
default, il fallimento, la grecizzazione del Paese, l’ispanizzazione della società.
Inutile tentare di risalire ai responsabi­li dello sfascio: le colpe, in varie misure, sono comunque collettive. Sbagliare è umano, perseverare è diabolico. Quindi correggiamoci, in fretta. Viceversa, nessu­no si salverà eccetto i soliti noti. I peggiori. Un cenno di biasimo è da riservare alla fi­nanza predatoria. La quale da anni pre­tende di guadagnare miliardi senza nulla produrre se non imbrogli più o meno raffi­nati. Ci riferiamo in particolare alle ban­che, non tutte, ma quasi tutte: statuniten­si, inglesi, spagnole e, naturalmente, ita­liane. Le nostre hanno acquistato titoli tossici in quantità, dimostrando di non
avere capito niente. Le altre li hanno «fab­bricati » e smerciati per buoni. Hanno fat­to credito a tutti, per un lungo periodo, ac­co­rdando mutui a cani e porci affinché ac­quistassero immobili a prezzi assai supe­riori ai valori reali. Mutui che richiedeva­no il pagamento di rate insostenibili per chi avesse un reddito medio.
Era fatale, dato il rischio, che gli interes­si sui prestiti lievitassero a livelli critici. Di­fatti, a un certo punto, il bubbone- la bol­la - è scoppiato. Case da 100mila euro (o dollari) vendute al doppio o al triplo e ac­quistate da gente in bolletta che, però, aveva ottenuto da istituti di credito teme­rari l’intero finanziamento delle opera­zioni. Non poteva durare. Non è durata.
Quando le banche non fanno il loro me­stiere e si buttano, invece, a capofitto nel­le speculazioni, succedono brutte cose. Se il loro problema è solo quello di incre­mentare i dividendi, e se per raggiungere lo scopo di soddisfare i soci sono disposte a qualsiasi nefandezza, logico che prima o dopo saltino in aria come cavallette im­pazzite. Deve poi intervenire lo Stato per tenere in piedi il sistema.
Questo è accaduto. Il debito pubblico di molti Paesi ne ha sofferto. Il nostro ha sempre patito a prescindere per l’insi­pienza dei governanti, pronti a elargire denaro non loro per conquistare il voto degli elettori e conservare il potere. Il po­tere della poltrona. A questo occorre ag­giungere l’errore della moneta unica eu­ropea, creata prima dell’unità politica (di là da venire) che avrebbe potuto sostener­la, quindi in procinto di crollare.D’altron­de, s’è mai visto costruire una casa parten­do dal tetto anziché dalle fondamenta? L’euro è il tetto di un edificio che non c’è: come fa a stare su? Un concetto accessibi­le anche a chi non abbia studiato scienza delle costruzioni. Nonostante ciò, Mario Monti e Mario Draghi, pure lui, afferma­no che l’euro è irreversibile. Se ne accor­geranno tra un po’, quando non ci sarà più in giro nemmeno un soldo.
Siamo sulla strada della sciagura da un pezzo. Inoltre, non esiste nulla di irrever­sibile, neppure la vita degli uomini, nep­pure l’ordine universale, immaginarsi una moneta scalcinata e maledetta quale la nostra, europea. Qualcuno ha iniziato ad accorgersi che essa è una iattura e au­spica un euro di serie B per i Paesi in diffi­coltà. Ieri un numero non esiguo di esper­ti o presunti tali ha consigliato alla Grecia di recuperare la dracma per le transazio­ni interne.
E allora? Prepariamoci al patatrac. Do­po non potremo che risalire, se non altro per effetto del rimbalzo di cui si giova chiunque abbia toccato il fondo. Il fondo è vicino. Lira, dolce lira, rientra in fretta nei nostri portafogli.

Commenti
Ritratto di mark911

mark911

Lun, 23/07/2012 - 16:29

Già è probabile che finirà così ma se torniamo alla vecchia Lira con quale cambio??? Di certo non quello già assurdo fissato da Prodi ma probabilmente 1 € = 3.000 se non 4.000 lire e questo vuol dire che da un giorno con l'altro ci troveremo ancora + poveri...certo una volta toccato il fondo non rimane che risalire ma il rischio che il fondo sia moooolto in fondo forse troppo.

Ritratto di Bertollini

Bertollini

Lun, 23/07/2012 - 16:44

Mi fa piacere constatare che, dopo oltre 2 anni che lo scrivo, se ne sia accorto anche l'Ex Ministro Brunetta. Euro, Unione Europea e Stati Uniti d'Europa. Un saluto a tutti, come potete leggere sotto, sul mio articolo, la speranza era quella di fondare in 4 o 5 gli Stati Uniti d'Europa con un Euro Pesante ed accettare singolarmente gli altri dell'Unione man mano che si rendevano disponibili a perdere la sovranità nazionale (quello che hanno fatto gli Stati Uniti d'America aggiungendo Stelle alla Bandiera) ma l'attuale "Mostruosità" di avere Stati Sovrani che prendono i Soldi a "strozzo" da una Banca Privata che li stampa, con la garanzia di non poter mai ripianare il debito (più soldi ci facciamo stampare più il debito cresce) mi fa pensare che staccandoci non saremmo noi a "colare a picco" ma gli "altri"; è vero che inizialmente avremmo un forte svalutazione con inflazione e perderemmo circa il 30% ma lo perderemmo anche del nostro debito e le nostre aziende riprenderebbero "fiato". Vorrei tornare ad uno Stato Sovrano con una Moneta Sovrana; in estrema sintesi o ci Uniamo o ci Dividiamo, lo stare a metà è "Folle". http://www.studiostampa.com/2010/03/unione-europea-e-stati-uniti-deuropa.html#comment-form

antonin9421

Lun, 23/07/2012 - 16:49

Non si possono assistere i bisognosi con soldi pubblici che non ci sono più: veramente non ci sono mai stati. I politici senza scrupoli li avevano presi in prestito dalle tasche degli italiani per quello scopo, ma se li sono intascati rimpinguando gli stipendi propri e quello di amici e conoscenti. Ora il debito è enorme, i politici arraffoni sono diventati un numero sterminato,come gli apparati burocratici, ecc...ecc. Basta, Si taglino tutte, dico tutte, le strutture pubbliche create per scopi clientelari, si cancellino stipendi e pensioni faraoniche loro attribuiti... campino con quanto accumulato finora... anzi si sequestri anche questo... ora basta.

Lorenzi

Lun, 23/07/2012 - 16:55

E magari, come ricordano quelli della mia generazione, piano, piano,nonstante le distruzioni della guerra, arrivare alla Lira Oscar Europeo della moneta, alla faccia dell' euro, del marco etc. etc. Utopia ? Attenzione, specialmente noi veneti, siamo abituati, a fare passare.... 'a nuttata !

giuliana

Lun, 23/07/2012 - 16:57

Deve ritornare la Lira e con essa la possibilità, per lo Stato italiano, di stamparla secondo le esigenze dell'economia reale. Sono state le politiche sciagurate dell'europa a distruggere il nostro tessuto economico fatto di piccoli e medi imprenditori, artigiani, agricoltori (e non di costruttori-distruttori del nostro patrimonio paesaggistico. Chi non ha impedito l'invasione di paccottaglia a basso prezzo, di tessuti di infima qualità, favorito la delocalizzazione e sostenuto che tutto questo fosse un affare? Chi ci ha costretti a subire l'invasione del nostro territorio da parte di milioni di persone alle quali siamo stati obbligati ad assicurare la precedenza (a discapito dei cittadini)in tutto ciò che riguarda il welfare? Dobbiamo uscire dall'europa, stampare la nostra moneta e chiudere le frontiere. E non mi importa se sarò censurata. Gli immigrati pesano moltissimo sulla nostra disastrata economia anche con l'inarrestabile emorragia di denaro (rimesse esentasse)che puntualmente prendono il volo al di fuori di ogni controllo. All'ufficio postale non mi è mai capitato di vedere immigrati in fila per pagare il canone della televisione o le bollette. Per spedire soldi a casa, sì.

giuliana

Lun, 23/07/2012 - 16:54

Deve ritornare la Lira e con essa la possibilità, per lo Stato italiano, di stamparla secondo le esigenze dell'economia reale. Sono state le politiche sciagurate dell'europa a distruggere il nostro tessuto economico fatto di piccoli e medi imprenditori, artigiani, agricoltori (e non di costruttori-distruttori del nostro patrimonio paesaggistico. Chi non ha impedito l'invasione di paccottaglia a basso prezzo, di tessuti di infima qualità, favorito la delocalizzazione e sostenuto che tutto questo fosse un affare? Chi ci ha costretti a subire l'invasione del nostro territorio da parte di milioni di persone alle quali siamo stati obbligati ad assicurare la precedenza (a discapito dei cittadini)in tutto ciò che riguarda il welfare? Dobbiamo uscire dall'europa, stampare la nostra moneta e chiudere le frontiere. E non mi importa se sarò censurata. Gli immigrati pesano moltissimo sulla nostra disastrata economia anche con l'inarrestabile emorragia di denaro (rimesse esentasse)che puntualmente prendono il volo al di fuori di ogni controllo. All'ufficio postale non mi è mai capitato di vedere immigrati in fila per pagare il canone della televisione o le bollette. Per spedire soldi a casa, sì.

mister1

Lun, 23/07/2012 - 17:11

Sono d'accordo sull analisi storica , non sono d'accordo su 2 punti . 1) Le banche italiane non hanno fatto le porcate che hanno combinato quelle anglosassoni(americane soprattutto) 2) Tornare alla lira non gioverebbe all'Italia per alcune semplici ragioni . Io credo che lo sviluppo di una società dipenda dai valori che essa possiede . L'euro è una grande occasione perchè condividendo la politica monetaria possiamo IMPORTARE la serietà ed il rigore tedesco che riguardano la gestione della valuta . Il VALORE si deve CREARE non STAMPARE. Dobbiamo ficcarci in testa che non possiamo spendere piu di quanto abbiamo. Immagino a che ritmo riinizierebbe lo stampo di moneta in questo periodo se tornassimo alla lira(con annesso incremento del debito) . Scongiuriamoci questo scenario . Dottor feltri , io spero che monti riesca a togliere dal cilindro un jolly perchè è vero che siamo vicini al fondo .

Ritratto di veon

veon

Lun, 23/07/2012 - 17:24

Caro Feltri, era ora che se ne accorgesse! Sarebbe anche il caso che almeno il Giornale iniziasse ad informare correttamente i cittadini su questo argomento...

Ritratto di Bartuldin

Bartuldin

Lun, 23/07/2012 - 17:24

Mi ricordo la notte di capodanno in cui si passo' all'Euro. Pagai una bottiglia di spumante italiano un minuto dopo mezzanotte. Lo pagai in euro. Ero, come tutti del resto, un euroueforico. E festeggiai la fine della lira che, detto tra noi, non valeva un ciufolo bucato. All'estero, agli sportelli dei cambisti, ci si presentava con le lire: si mettevano a ridere. Potessimo tornare indietro!!

mariolino50

Lun, 23/07/2012 - 17:25

Caro direttore i cavilli monetari sono al di sopra della mia portata, ma pretendere che i cosidetti abbienti, ovvero quelli che pagano le tasse, rinuncino a pensioni e sanità che è ampiamente pagato dalle tasse e dai contributi versati per tutta la vita da quelli come me, è troppo, dove vige il welfare privato oltretutto il costo in proporzione al pil è assai superiore che da noi, vedi Usa e capisci bene, il debito è stato fatto per altre cose non certo per quello, addirittura per la sanità siamo agli ultimi posti in Europa, equivalente a quasi la metà della spesa americana, chiaramente per le fasulle statistiche italiane io rientrerei frà gli "abbienti", visto che mi hanno fatto sempre pagare le tariffe legate al reddito al livello massimo, mentre veri ricchi pagavano la metà, questa è una delle cose che mi ha sempre fatto inc.....re più di tutte, pagare per chi aveva di più. Anche stampare soldi a iosa che non sono coperti da niente è assai pericoloso, vedi repubblica di Weimar, per quello i crucchi sono fissati sull'inflazione. Il welfare poi prima a noi, se poi avanza anche agli altri, altrimenti ognuno a casa propria, troppo buono vuol dire coglione.

cesaresg

Lun, 23/07/2012 - 17:22

Secondo il mio parere il cambio euro-lira deve essere di 1 a 2 cioè 1 euro - 2 lire si avrebbe di colpo il doppio dei capitali e un lavoratore che adesso prende 1000 euro si vedrebbe 2000 lire mantenendo il costo della vita come adesso, cioè se pago 500 euro l'affitto di un appartamento dopo devo ancora pagare 500 lire e via dicendo. Bisogna fare in fretta altrimenti peggiora la situazione e allora addio.

andri75

Lun, 23/07/2012 - 17:26

Se l'Italia fosse un altro Paese con altri sindacati e altre forze politiche sarei d'accordo al ritorno della Lira. La verita' e' che se tornasse la Lira anche i pochi paletti imposti dalla UE scomparirebbero e l'Italia indebiterebbe ancora di piu' le generazioni future. Gli Italiani non sono capaci a rinunciare a nulla : dal vivere con la mamma, alla pensione senza aver mai lavorato, al posto di lavoro sotto casa, alla sanita' gratis anche quando si e' ricchi, al dover guadagnarsi il lavoro e invece che trovarselo garantito senza se e senza ma. L'altra faccia della medaglia l'Euro ha un senso solo con l'Unione politica e fiscale Europea che risolverebbe di colpo tutti i mali. Pochi Stati da subito e gli altri dentro quando rispetteranno i parametri : pareggio di bilancio e debito pubblico sotto controllo.

nino47

Lun, 23/07/2012 - 17:27

come potrà mai salvarci un'eventuale lira che varrebbe il nulla?

MMARTILA

Lun, 23/07/2012 - 17:25

Strada senza uscita quella della riorganizzazione monetaria all'interno dell'Europa...a che prezzo vedremo, e pure in quale modo, ma certamente con molti molti sacrifici e ridimensionamenti. Il tutto per un continente che non sarà mai unito, costretto a fare i conti con egoismi e impuntamenti degli stati membri per difendere i propri privilegi, qualunque essi siano.

Ritratto di Bartuldin

Bartuldin

Lun, 23/07/2012 - 17:29

Questo articolo dovreste inviarlo al Mortadella Balanzon de Balanzoni. Un'altro dovreste inviarlo al Carlazeglio. Il gatto e la volpe. Assieme hanno taroccato i nostri conti per affossarci in questa mefitica palude senza uscita.

Arruffato

Lun, 23/07/2012 - 17:26

Certo la Lira è la soluzione. E' però la soluzione più comoda e quella che non fa affrontare i problemi. Di per se il ritorno della Lira non taglia la spesa pubblica, non riforma lo stato sociale. Dopo il ritorno della Lira dovremo comunque intervenire su questi capitoli. Tanto vale affrontarli subito. Questo non ci consentirà di rimanere nell'euro, però potrebbe fornire la spinta necessaria a far digerire ai sinistri la pillola. In effetti, sulla carta, tra la riforma delle pensioni e quella del lavoro in teoria, il walfare sarebbe già riformato. Ma basta vedere che giudizio ne danno i mercati, la confindustria e i sindacati per capire che nulla è fatto.

Ritratto di luigipiso

luigipiso

Lun, 23/07/2012 - 17:40

Non mi sembra di aver mai letto articoli di Feltri quando lo spread, per colpa di berlusconi, era a 590. L'Euro è irreversibile, oltre c'è la disperazione di tutti quelli che stanno al di sotto di 100.000 euro di reddito lordo. Qui dentro si raccontano favole non a lieto fine.

gdieci

Lun, 23/07/2012 - 17:52

Mi sembra che nessuno sappia di cosa sta parlando

bobsg

Lun, 23/07/2012 - 17:55

Draghi ha detto una fesseria. Da quando è diventato presidente della BCE il ragazzo continua a deludermi. Di irreversibile c'è solo la morte. ...o no? Visti gli zombie politici che da decenni siamo costretti a vedere affollare i palazzi delle istituzioni forse anche la morte non è irreversibile.

b.walter

Lun, 23/07/2012 - 17:57

Oltre tutti i guai che abbiamo dobbiamo sorbirci i commenti delle "Cassandre". A mio parere il popolo italiano deve cacciare tutti i responsabili di quanto sta avvenendo, nominare un Presidente della della Repubblica, con pieni poteri e per un tempo determinato, sospendendo tutti i diritti costituzionali e dedicarsi al lavoro. Come "extrema ratio", dovrà valutare l'ipotesi del ritorno alla liretta!

Ritratto di martello carlo

martello carlo

Lun, 23/07/2012 - 18:03

Dopo una lezione da capomastro su come si fanno le case ed una disamina al volo sulle banche cattive e la finanza speculativa, il caro Feltri salta il fosso del debito pubblico a piè pari e ci salva con il ritorno alla "CARA VECCHIA £".Probabilmente l' età ormai ha avuto il sopravvento sulla razionalità (a parte che un gran economista non lo è mai stato).Dunque,se ho ben capito, il Feltri dice: torniamo indietro,riapriamo la ns. zecca e torneremo ad avere le tasche piene,il debito scomparirà, recupereremo il 50% del potere d'acquisto dovuto all' entrata nell'euro,la speculazione scoppierà come la bolla immobiliare, la sicilia diventerà una macchina da PIL inarrestabile e vivremo tutti a lungo felici e contenti con pensioni da nababbi.CHE PENNA,ANZI,CHE PENA!Parliamoci chiaro: se torniamo indietro ci troveremo al 25 (minimo) del potere d' acquisto ante entrata nell'Euro, per di più CON GLI STESSI PROBLEMI ATTUALI,perché non è che il debito pubblico si azzererà, ma inflazionandosi fotterà l'80% di investitori italiani che ne sono in possesso,comprese la banche italiane che finora hanno cercato di mantenere lo spread a livelli sostenibili,per poi tornare in men che non si dica ai livelli "ante".La Germania ha ragione, non E' OBBLIGATA A TOLLERARE come i polentoni del nord questo andazzo alla siciliana.

Ritratto di scorpion12

scorpion12

Lun, 23/07/2012 - 18:06

La politica è riuscita a mangiare cosi tanto da buttare sul lastrico una nazione come l'Italia che è sempre stata produttiva e ha sempre tirato la carretta. La politica è la diretta responsabile e quello dovrebbe essere l'obiettivo di Feltri. Altro che l'euro. Figurarsi se i giochetti monetari per gonzi possono risolvere problemi strutturali come quelli creati negli ultimi 20 anni. Il ritorno alla lira è solo uno specchietto per idioti da novella 2000. Il vero percorso per tornare in piedi è riformare la politica, darle delle regole, darle un etica di lavoro e con questo passo favorire le idee, le imprenditorialità dell'italiano medio, e la ricerca scientifica. I calcoli sul tasso di cambio meglio lasciarli agli analfabeti da abbecedario.

Ritratto di thewall

thewall

Lun, 23/07/2012 - 18:08

Concordo su quasi tutto, a parte il fatto che secondo me non ci sarà il patatrac e che la situazione in cui ci troviamo è colpa di una cattiva gestione anche dello stesso Berlusconi, che in quasi 20 anni di governo non ha saputo fare nulla. Infatti per me sarebbe ora che non si ricandidasse e che con lui sparisse tutta la classe dirigente degli ultimi 30 anni.

masquenada

Lun, 23/07/2012 - 18:24

Come già altri, anche io mi domando, nel caso si ritorni alla vecchia lira, quale sarà il cambio?? Non oso pensare!!! Certo che se sarà sfavorevole, diventeremo ancora più poveri, e penso, ovviamente ai pensionati con pensioni già oggi da fame, ai lavoratori monoreddito, ecc ecc. Ci dovrà pur essere una soluzione, o no???

Ritratto di vincenzoaliasilcontadino

vincenzoaliasil...

Lun, 23/07/2012 - 18:26

Napolitano$soloni gridano:“Integrazione,Coesione e Stati Uniti d'Europa”in tempo Marximo? SMEmo che tutti questi soloni Politici erano europeisti e contenti dell'euro tanto di regalargli un fondo salva Stati? Ma come ma non era la Sinistra allergica a dire Forza Italia allo stadio per non confonderlo con Forza Italia Partito di plastica?Sbaglio che Giorgio Napolitano proviene questa Sinistra che prendeva il fresco sull'Aventino e lui non era un leader carismatico o SMEmorato che si diede il nome“UE-UNIONE EUROPEA”per non confonderla con gli USA-STATI UNITI D'AMERICA?”

gustavo

Lun, 23/07/2012 - 18:44

Esperimento fallito, ci abbiamo provato ma, era prevedibile, c'è troppa distanza tra la "Sicilia" e l'Europa del nord. La nostra unica risorsa rimane la svalutazione di una nostra moneta. Quando avremo debellato le mafie, rinnovato la costituzione, ammorbidito i sindacati, neutralizzato la magistratura rossa, cambiato mentalità ecc ecc , forse ci potremo riprovare, ma per adesso, ha ragione Feltri, l'unica salvezza è la lira e la nostra fantasia.

Ritratto di jasper

jasper

Lun, 23/07/2012 - 18:52

Egregio Dottor Feltri, Lei si sbaglia, toccato il fondo non c'è l'effetto rimbalzo: si può cominciare a scavare.

Ritratto di maurofe

maurofe

Lun, 23/07/2012 - 18:58

Condivido totalmente la Sua analisi Direttore, ma se mi permette aggiungerei che il risparmio dei conti pubblici si attua anche eliminando quelle "sacche" di sovra-occupazione che molte aziende statali, parastatali, comunali, comunque pubbliche continuano ad avere. Il periodo delle "vacche grasse" purtroppo e' passato e certi malcostume devono essere eliminati. Parità tra privato e pubblico questo e' un dovere e un obbligo. Non possiamo più permetterci di far esistere aziende pubbliche perennemente in perdita con migliaia di occupati in esubero. Capisco dietro ad un dipendente pubblico c'è una famiglia, e questo mi rattrista......ma anche dietro ad un dipendente di un'azienda privata in cassa c'è una famiglia e che disparità di trattamento mi sembrano sinceramente incostituzionali!

Ritratto di maurofe

maurofe

Lun, 23/07/2012 - 18:57

Condivido totalmente la Sua analisi Direttore, ma se mi permette aggiungerei che il risparmio dei conti pubblici si attua anche eliminando quelle "sacche" di sovra-occupazione che molte aziende statali, parastatali, comunali, comunque pubbliche continuano ad avere. Il periodo delle "vacche grasse" purtroppo e' passato e certi malcostume devono essere eliminati. Parità tra privato e pubblico questo e' un dovere e un obbligo. Non possiamo più permetterci di far esistere aziende pubbliche perennemente in perdita con migliaia di occupati in esubero. Capisco dietro ad un dipendente pubblico c'è una famiglia, e questo mi rattrista......ma anche dietro ad un dipendente di un'azienda privata in cassa c'è una famiglia e che disparità di trattamento mi sembrano sinceramente incostituzionali!

Ritratto di maurofe

maurofe

Lun, 23/07/2012 - 19:04

Condivido totalmente la Sua analisi Direttore, ma se mi permette aggiungerei che il risparmio dei conti pubblici si attua anche eliminando quelle "sacche" di sovra-occupazione che molte aziende statali, parastatali, comunali, comunque pubbliche continuano ad avere. Il periodo delle "vacche grasse" purtroppo e' passato e certi malcostume devono essere eliminati. Parità tra privato e pubblico questo e' un dovere e un obbligo. Non possiamo più permetterci di far esistere aziende pubbliche perennemente in perdita con migliaia di occupati in esubero. Capisco dietro ad un dipendente pubblico c'è una famiglia, e questo mi rattrista......ma anche dietro ad un dipendente di un'azienda privata in cassa c'è una famiglia e che disparità di trattamento mi sembrano sinceramente incostituzionali!

Ritratto di unLuca

unLuca

Lun, 23/07/2012 - 19:10

Ma ancora lo tengo li l'incapace ????????

Ritratto di unLuca

unLuca

Lun, 23/07/2012 - 19:18

Non è IRREVERSIBILE l'euro è INCURABILE.

ariete38

Lun, 23/07/2012 - 19:22

Allora l'idea pazza di Berlusconi di tornare alla lira non è poi così pazza. E' la ns salvezza.

The_Dark_Inside

Lun, 23/07/2012 - 19:27

L'unica cura è questa: BTP decennali venduti non a tasso di mercato ma a tasso fisso del 2-2,5 per cento. E se il mercato non li vuole, lo Stato i soldi che gli servono SE LI STAMPA. Che si chiamino Lira o Euro non fa differenza. Finchè l'offerta di beni c'è -ancora per poco- la temuta iperinflazione è solo uno spauracchio messo su dal sistema bancario. E una inflazione "contenuta" è la migliore delle tasse perchè colpisce tutti senza possibilità di evasione. Saluti.

Ritratto di FrancoTrier

FrancoTrier

Lun, 23/07/2012 - 20:31

E' da un anno che dico che ritornera' la lira pero' nessuno mi crede,ci salveranno coloro i quali come Prodi,D'Amato e Ciampi coloro i quali dicevano che quando sarebbe arrivato l'euro ci sarebbero stati meno disoccupati e si saremmo stati meglio chiedetelo a loro cosa fare.

Ritratto di echowindy

echowindy

Lun, 23/07/2012 - 21:15

Draghi, dire che il tumore Euro è irreversibile, a quale organismo decisionale a carattere sovranazionale ha risposto?...

Albert1

Lun, 23/07/2012 - 22:16

@ luigipiso Non ce la fai proprio a non scrivere minchi@te. A fine giugno 2011 lo spread era a 190!! Sopra i 500 con Silvio c'è stato per poco perchè tutti hanno gridato che era colpa sua e Lui ha lasciato. Ora non sento più quelle voci non ostante sia da molto più tempo a livelli insostenibili. E non ostante la valanga di tasse che a novembre NON avevamo. Di irreversibile c'è solo la Morte. E i tuoi scarabocchi.

Albert1

Lun, 23/07/2012 - 22:24

@ scorpion12 Il sapere che hai la soluzione mi fa dormire meglio! Si si. Tu hai capito tutto ed il resto del mondo o sono analfabeti o da novella2k. Contatta Monti e fagli capire quanto è semplice uscire da questa situazione. Ma perchè nessuna ci ha pensato prima ..... mah.

Albert1

Lun, 23/07/2012 - 22:23

@ scorpion12 Il sapere che hai la soluzione mi fa dormire meglio! Si si. Tu hai capito tutto ed il resto del mondo o sono analfabeti o da novella2k. Contatta Monti e fagli capire quanto è semplice uscire da questa situazione. Ma perchè nessuna ci ha pensato prima ..... mah.

Albert1

Lun, 23/07/2012 - 22:25

@ scorpion12 Il sapere che hai la soluzione mi fa dormire meglio! Si si. Tu hai capito tutto ed il resto del mondo o sono analfabeti o da novella2k. Contatta Monti e fagli capire quanto è semplice uscire da questa situazione. Ma perchè nessuna ci ha pensato prima ..... mah.

Ritratto di Bellinello

Bellinello

Lun, 23/07/2012 - 22:55

A Vittorio Feltri. Promuova un sondaggio per entrare in politica, sarei sicuro che riceve un ampio consenso , mi dispiace solo non poterla votare perche non ritiene opportuno entrarci. Grazie lo stesso

Lino1234

Lun, 23/07/2012 - 23:25

Questo luigipiso non lo sopporto più. Un fanatico ossessionato dall'anti berlusconismo. Forse è rimasto l'ultimo a non avere ancora capito che lo spread e la corrente crisi economica con Berlusconi c'entra come i cavoli a merenda .Saluti. Lino.

gi.lit

Mar, 24/07/2012 - 08:27

Gli effetti nefasti dell'euro si videro subito dopo la sua entrata in vigore ma nessuno fece niente. Sì, certo, si potrebbe tentare di reintrodurre la lira accanto all'euro per le transazioni interne ma chissà che in seguito non lo si possa fare anche per le transazioni internazionali. Per far questo però ci vorrebbe un forte governo di centrodestra fatto da gente decisa. Cioè, devono togliersi dai piedi i soliti noti, a cominciare da Berlusconi.

mariolino50

Mar, 24/07/2012 - 14:08

Bisogna fare come l'Ecquador, chiamare gli speculatori e dirgli, vi accontentate del 30% di rimborso altrimenti nisba, hanno accettato!!!