Patente revocata all'ex spacciatore: "Non risponde ai requisiti morali"

La decisione presa dal prefetto in applicazione del nuovo articolo 120 del codice della strada. Nel mirino un rappresentante di commercio

Genova - Articolo 120 del codice della strada: la patente di guida può essere revocata per mancanza dei requisiti morali per disposizione del Prefetto nei confronti di delinquenti abituali, professionali o per tendenza, coloro che sono sottoposti a misure di sicurezza personali o di prevenzione. Una legge entrata in vigore nel 2010 ha trovato applicazione, forse per la prima volta, a Genova solo qualche settimana fa, quando a un rappresentate di commercio residente ad Arenzano è stata revocata la patente di guida come conseguenza di vicende giudiziarie risalenti al 2006.
Una decisione a sorpresa che fa riferimento a fatti avvenuti sei anni fa e che non permetterà a chi ha subito la pena di poter guidare per tre anni. Protagonista un uomo oggi quarantunenne che venne arrestato per questioni riguardanti un giro di stupefacenti e che, dopo il processo, aveva subito una condanna a tre anni e mezzo di reclusione scontati prima in carcere, poi ai domiciliari e, infine, con l'affidamento in prova. Pena estinta e persona riabilitata completamente.
L'uomo riuscì a riprendersi in mano la propria vita, trovando un lavoro come rappresentate e anche l'amore. Si è sposato e ha messo su famiglia con una figlia che arriverà tra qualche mese. Ma nel 2010, il rappresentante di commercio viene raggiunto da una nuova condanna, pari a nove mesi, sempre riferita agli stessi fatti per cui aveva subito la precedente, cioè a quel traffico di cocaina che gli sta ancora condizionando l'esistenza. Fatti che, peraltro, risalgono addirittura a quando l'uomo la patente nemmeno l'aveva. Eppure, proprio con riferimento all'ultimo episodio contestato, è arrivata la doccia fredda sulla base di una legge mai applicata, mentre si è ancora in attesa che il testo venga corretto con una serie di accorgimenti già definiti.
La revoca della patente è arrivata alla fine di agosto quando il provvedimento è stato notificato al rappresentante mentre era in campeggio in Trentino insieme alla famiglia. A raggiungerlo tra le montagne è stato un ufficiale giudiziario incaricato dalla prefettura di Genova che si è fatto consegnare la licenza di guida lasciando l'uomo di stucco. L'inaspettata presa di posizione da parte della prefettura di Genova ha complicato non poco la sua vita. A partire dalla propria attività, visto che il rappresentante per professione deve muoversi e senza la patente la sua funzione al lavoro è pressoché inutile. Per non perdere l'occupazione l'uomo si è perfino trovato un autista che lo porta in giro dai clienti.
Per lui non c'è solo la scomodità di doversi spostare in treno con la famiglia, oppure di dover lavorare versando una parte del suo stipendio all'«autista» per evitare di avere problemi con l'azienda, c'è anche l'onta morale che pensava di aver già lavato con quelle due condanne a tre anni e mezzo e nove mesi già scontate. E con quella nuova vita che si era ricostruito dal giorno successivo all'estinzione della pena.
È soprattutto per questo motivo che i suoi avvocati hanno presentato un ricorso al giudice di pace che ha deciso di sospendere temporaneamente il provvedimento del Prefetto fino al prossimo 29 novembre quando un altro giudice dovrà dare valutazione della sua moralità.

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Commenti

wydma

Gio, 20/09/2012 - 10:28

i soliti due pesi e due misure: il socio della mia attivita' ( un bar) spacciava al suo interno, ovviamente a mia insaputa, e' stato arrestato e poi messo ai domiciliari. Gli era gia' stata ritirata la patente per guida in stato di ebbrezza eppure, revocati i domiciliari, ha ripreso bel bello a girare in auto. Fa il pizzaiolo e abita a 300 metri ( misurati) dal luogo di lavoro, per di piu' in un paese dove muovere la macchina anche per fare la spesa e' superfluo, data la vicinanza dei servizi e l'esistenza di mezzi pubblici che coprono agevolmente le distanze maggiori. Mi si spieghi come mai l' individuo da me citato e' ancora in circolazione, mrntre una persona riabilitata che ha bisogno dell'auto non puo' guidare Ora, mi si spiegh

Rombo.Di.Tuono

Gio, 20/09/2012 - 10:31

Per chi ancora non credesse che i giudici in Italia sono GRANDISSIME Teste...

pdoganieri

Gio, 20/09/2012 - 10:37

era ora!!!!! ke ci voleva l'art. 120???? sempre in ritaaaaardo... contro kuesti balordi delinquenti!!!!

pdoganieri

Gio, 20/09/2012 - 10:40

.... xrò mi devo correggere.. nn avevo letto bene, xkè se aveva scontato la pena ed era ritornato sulla strada giusta kuesta condanna è fuori tempo e fuori luogo, x me da annullare...

Frid54

Gio, 20/09/2012 - 10:48

Chissà se il """signor""" prefetto di Genova avrà avuto un orgasmo a firmare un provvedimento del genere? Quando politica e istituzioni sono nella @@rda, i magistrati - e "dintorni" - imperversano a loro piacimento: CHE SCHIFO!

Rossana Rossi

Gio, 20/09/2012 - 11:06

Questa ingerenza a tutto campo dei giudici è vergognosa e sa di Santa Inquisizione. Se questo signore ha pagato con una pena già scontata e oltretutto vecchia non vedo perchè a posteriori si debba infierire ancora.Quando lo Stato la smetterà di pretendere di sculacciarci come i bambini che si mettono le dita nel naso?

BlackMen

Gio, 20/09/2012 - 12:15

Rossana Rossi: visto il suo attegiamento prevenuto immagino sia inutile farle notare che la legge in questione è stata promulgata nel 2010 sotto il governo Berlusconi e che i giudici di Genova si sono limitati ad applicarla.

Ritratto di tirso55

tirso55

Gio, 20/09/2012 - 12:23

Nell'articolo si parla di legge "mai applicata", in questo caso sembrerebbe una legge "MALE applicata".

blackbird

Gio, 20/09/2012 - 12:28

Non concedere la petente a chi non ha commesso reati per guida pericolosa è una stupidagine. Chi spacciava o trasportava droga si è ritrovato a scontare anni di carcere. Se volesse continuare su questa strada cosa volete che gli importi rischiare la multa per guida senza patente visto che rischia anni di galera per la droga. Le pene si devono scontare subito, non a rate. Così facendo non si "riabilita" il reo, come prevede la Costituzione, ma ci si vendica su una persona forse riabilitata.

fraktal

Gio, 20/09/2012 - 13:30

Per Rombo.Di.Tuono e Rossana.Rossi: i prefetti non sono giudici e neanche magistrati. Frid54 se l'è cavata con "dintorni", per altro sbagliando. L'unico magistrato che compare in questa assurda storia è il giudice di pace che ha sospeso questo provvedimento. In questa storia fanno una scadente figura il Parlamento che ha prodotto una legge "in attesa di correzione" ed il Governo di cui il Prefetto è un rappresentante locale, ma non la Magistratura.

Rossana Rossi

Gio, 20/09/2012 - 15:30

Caro BlackMan hai capito poco. Non mi interessa chi abbia fatto la legge o chi la applichi, a me questa ingerenza dello Stato nel giudicare chi è morale (cosa vuol dire?) e chi no a discrezione di un giudicante che può per sua volontà agire o meno magari per simpatia mi disturba, tantopiù se per un reato commesso c'è già stato giudizio e pena scontata. Se per voi invece va bene vi auguro di finirci dentro così proverete di persona cosa significa..........

Ritratto di franco@Trier

franco@Trier

Gio, 20/09/2012 - 16:45

mi sembra anzi e' giusto il provvedimento.

BlackMen

Gio, 20/09/2012 - 17:25

Rossana Rossi: sarà che non essendo un delinquente la cosa non mi tange

Seawolf1

Gio, 20/09/2012 - 17:39

era ora! Ma perchè non si applica SEMPRE? Fa notizia su un quotidiano solo perchè non è mai stato applicato. Deve essere l'applicazione di regola e non di eccezione. Ed allora vedrete che farà notizia solo se beccano un qualche personaggio famoso.

Ritratto di gian td5

gian td5

Gio, 20/09/2012 - 18:37

Tutti buonisti, eh? Pensate al danno che ha fatto vendendo morte, se non può usare la macchina vada in bici o cambi mestiere.

peroperi

Gio, 20/09/2012 - 18:48

dovrebbe essere un esempio per tutti. Non è sufficiente fare la galera , chi rovina la vita altrui , vende la morte e finanzia le mafie non dovrebbe piu' ottenere nessun permesso.

Raoul Pontalti

Ven, 21/09/2012 - 18:36

per Rossana Rossi: il provvedimento di revoca della patente è del prefetto non dei giudici che ovviamente nel caso avevano fatto bene a condannare uno spacciatore. Ora il prefetto deve ben valutare se infliggere una sanzione di quel tipo a chi si mostra effettivamente redento e quindi chiuse le pendenze con la giustizia non deve meritare altri ingiusti castighi.