Pd, respinto il ricorso di Pannella

Il tribunale civile di Roma dice no al ricorso del leader radicale contro la decisione di escluderlo dalla corsa alla segreteria del Pd

Roma - Il tribunale civile di Roma, prima sezione, ha respinto il ricorso d’urgenza presentato da Marco Pannella, perché escluso dalle "primarie" per la candidatura a segretario nazionale del Partito democratico. È quanto apprende in ambienti politico-giudiziari. Le motivazioni della decisione pressa dal presidente Franca Mangano potrebbero essere depositate nel pomeriggio o al massimo domani mattina.

Le motivazioni: "Selezione ideologica degli aspiranti" "Non può dirsi inammissibile il ricorso allo strumento cautelare atipico, per sollecitare tutela avverso una violazione del regolamento quadro approvato dal "Comitato 14 ottobre" lesiva della situazione soggettiva di chi intenda avvalersi della clausola di adesione ivi prevista, con riferimento ai requisiti obbiettivi di cui è subordinata la titolarità dell’elettorato", premette il giudice del Tribunale Franca Mangano, nelle sette pagine di motivazione della sentenza che ha respinto il ricorso di Pannella.
Dal punto di vista giuridico, il magistrato sottolinea che "nel rispetto dello spirito della Carta costituzionale" è "dimostrato di non escludere la possibilità di un controllo giurisdizionale, ancorché rivolto a precisi e limitati fini, sulle relazioni interne agli organismi intermedi ai quali ha accordato pieno riconoscimento". In questo quadro, ha valore il ricorso presentato da Pannella. Però al tempo stesso il giudice ribadisce che le valutazioni di inammissibilità della candidatura, espresse dagli organi tecnici e di garanzia istituiti dal "Comitato 14 ottobre", "rispondono a finalità squisitamente politiche di selezione ideologica degli aspiranti alla carica di segretario politico nazionale del partito". E di fronte a questa situazione "il controllo giurisdizionale doverosamente arretra, senza possibilità di sindacato circa la conformità della decisione al parametro statutario, nel rispetto dell’autonomia politica dell’organismo sociale".

"L'esclusione è una non decisione" L'avvocato Giuseppe Rossodivita, legale di Marco Pannella, ha commentato così la decisione del tribunale di Roma di non accogliere il ricorso presentato contro l’esclusione del leader dei Radicali italiani dalle primarie del Pd: "È una non decisione. Perché a mio avviso, per quanto espressamente affermato nell’ordinanza, che peraltro non ha fatto propria alcuna delle eccezioni sollevate dai resistenti (i rappresentanti del Partito democratico), si tratta di una non decisione rispetto agli specifici profili di legittimità della delibera di eslcusione di Pannella, evidenziate nel nostro ricorso. Tant’è che nella motivazione non è spesa neppure una parola in ordine alla illegittima pretesa del Comitato 14 ottobre di scioglimento del partito".

Soro: "Vicenda chiusa" La decisione conferma la linea tenuta dal comitato promotore della costituente del Pd sulla richiesta di candidatura di Pannella. Lo dice il coordinatore dell’esecutivo della Margherita Antonello Soro. "La vicenda è chiusa e, come sempre, le discussioni politiche devono trovare la sintesi in sede politica. E comunque la decisione della magistratura conferma un orientamento che a noi sembrava aver trovato soluzione in sede politica. Resta l’auspicio - aggiunge - che nel percorso futuro del Pd si apra, con i Radicali e con tutti coloro che sono interessati al futuro della democrazia nel nostro Paese e all’affermazione di una grande forza di centrosinistra, un confronto più maturo, che lasci da parte anche gli aspetti tattici che hanno prevalso in questa fase".