Pedopornografia, assolto Stasi Cassazione: il fatto non sussiste

Assolto dalla Cassazione «perché il fatto non sussiste»: questo il dispositivo della Cassazione con il quale l'ex studente della Bocconi Alberto Stasi, nuovamente sotto processo con l'accusa di aver ucciso a Garlasco la sua fidanzata Chiara Poggi, esce pulito dal processo che lo aveva condannato per detenzione di materiale pedopornografico.
In primo grado, il tribunale di Vigevano, il 13 febbraio 2012 gli aveva inflitto 30 giorni di reclusione poi commutati dalla Corte di Appello di Milano, lo scorso 14 marzo, nella multa di 2.540 euro di cui 1.140 in sostituzione della pena detentiva.
Successo della difesa di Stasi che nella sua arringa aveva battuto il tasto sul fatto che quelle immagini non scaricate e dunque non visionate dall'ex bocconiano «non possono essere in alcun modo il movente» per spiegare l'uccisione di Chiara. Il Sostituto Procuratore generale della Cassazione Sante Spinaci aveva chiesto la conferma della condanna dell'imputato ritenendo «non fondati» i motivi di ricorso.
Tuttavia il Procuratore generale non aveva nascosto che il ragionamento alla base del verdetto di condanna seguiva un percorso «deduttivo» piuttosto che basato su prove certe, in base al quale il ritrovamento sul pc di Stasi di alcune immagini pedopornografiche presupponeva che poi fossero state caricate sul disco esterno.