Pentito sbugiardato dalla Cia

Stavolta ha superato se stesso, il pentito Carmine Schiavone, il nuovo guru «ambientalista» della Terra dei fuochi che ha raccontato di presunti fanghi termonucleari e di altrettanto presunte scorie radioattive sotterrate nelle province di Napoli e Caserta. In una delle ultime interviste, l'ex boss casalese ha denunciato che, per sabotare l'inchiesta nata dalle sue dichiarazioni, dovettero intervenire addirittura i servizi segreti americani. Come? Infettando con dei virus informatici i computer della Direzione investigativa antimafia dov'erano custoditi i suoi esplosivi verbali. Ovviamente, come raccontato dal sito internet Julienews.it, l'ombra della Cia e dei servizi segreti a stelle e strisce non è mai spuntata in alcun processo legato al mondo camorristico casertano né allora né oggi. Vero è, invece, che molte delle sedicenti rivelazioni di Carmine Schiavone si sono rivelate infondate come pure hanno confermato i magistrati antimafia che se ne sono occupati. O sono pure loro agenti sotto copertura?