Piano speciale per la moda: «Le passerelle ci salveranno»

RomaUn piano d'azione per potenziare l'industria della moda e dei prodotti d'alta gamma. A questo mira la trasferta del vice presidente della Commissione Europea, responsabile per l'Industria e l'Imprenditoria, Antonio Tajani, che ieri si è recato a Londra per incontrare, insieme al collega spagnolo Josè Manuel Soria, illustri rappresentanti dei due settori, dai vertici di Harrods a quelli di Walpole British Luxury, Comité Colbert, Louis Vuitton, Altagamma, Christian Dior, Cartier, Hermès, Prada, Armani Burberry, Church's, Harry Winston.
Il rafforzamento della competitività, la lotta alla contraffazione, la tutela della proprietà intellettuale, la mancanza di manodopera qualificata e l'accesso ai mercati internazionali e ai finanziamenti sono le principali sfide che la Commissione deve affrontare per aumentare fino al 20 per cento la quota di Pil spettante all'industria, come previsto dalla strategia Europa 2020. L'attuazione, passa attraverso questo programma, che prende vita dai colloqui dell'ultimo anno a Bruxelles, Madrid, Milano e Parigi tra i membri dell'Ue e rappresentanti della moda e dei prodotti di lusso.
«Queste due realtà - sottolinea Tajani - possono aiutare l'Europa a uscire dalla crisi creando occupazione». Il comparto della moda, infatti, con oltre 850.000 imprese e cinque milioni di posti di lavoro, rappresenta attualmente il 3 per cento del Pil dell'UE. Il 10 per cento delle esportazioni totali e un milione di occupati sono i numeri relativi al comparto dei prodotti di alta gamma. La strategia per arrivare all'obiettivo del 20 per cento del Pil verrà presentata nel Consiglio europeo fissato per il prossimo febbraio.
Il piano presentato ieri da Tajani prevede undici step, che partono da una più stretta cooperazione tra industria e istituti d'istruzione e formazione professionale. Importante in questo ambito, il ruolo rivestito dal programma Erasmus, che permette ai giovani di imparare da imprenditori più esperti di altri Stati membri. «Bisogna anche sensibilizzare i ragazzi sulle opportunità professionali che offrono moda e alta gamma in campi diversi - spiega il commissario - dalla vendita al dettaglio, al design, dalla fabbricazione al marketing. Vogliamo, poi, promuovere le abilità artigianali e le competenze tradizionali e puntare su un'alleanza europea per l'apprendistato».
Il piano vuole convincere le aziende a sfruttare soluzioni innovative basate sulle tecnologie dell'informazione e della comunicazione e a stimolare la creatività delle imprese. Tutto, naturalmente, gira attorno alla lotta alla contraffazione, se si considera che il mercato mondiale delle merci «taroccate» è pari a oltre 200 miliardi di euro ed entro il 2015 potrebbe addirittura raddoppiare. Gli oggetti maggiormente falsificati sono proprio abiti firmati, cinte, borse, scarpe, accessori e oggetti d'alta, che rappresentano circa il 50 per cento dei sequestri nelle dogane europee. La campagna lanciata dalla Commissione europea già nel 2013, non è stata sufficiente ad arginare questa piaga, per questo l'UE punta sul rafforzamento del dialogo con consumatori e autorità nazionali per dire «no alla contraffazione».
«È nessario anche intensificare il sostegno alle PMI, rafforzarne l'internazionalizzazione e migliorare l'accesso ai finanziamenti, perché queste incontrano sistematicamente grandi difficoltà nell'ottenere i prestiti - dice Tajani - in particolare in questo periodo di crisi economica. I nuovi programmi COSME e Orizzonte 2020 offriranno finanziamenti per lo sviluppo di idee creative ed innovative anche nei settori della moda e dei prodotti di alta gamma, mettendo a disposizione 4 miliardi di euro sotto forma di garanzia dei crediti e strumenti di capitale».
Infine, per individuare con maggiore precisione le esigenze dei vari settori, verrà creato un forum permanente multilaterale, che non sarà solo incaricato di proseguire lo scambio di informazioni ma dovrà anche dar seguito a questo Piano.