Piccole e medie imprese con il Polo: «Gli unici che ancora ci ascoltano»

«La manovra ci ha tolto 13 miliardi e ne ha restituiti 3»

da Roma

La manifestazione della Casa delle libertà contro la Finanziaria serve al Paese? Se il presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo non ha avuto dubbi nel rispondere negativamente, c’è un bel pezzo di imprenditoria che la pensa in modo diverso. Oltre ai commercianti, artigiani e professionisti ci sono le 50mila aziende (per circa un milione di addetti) della Confapi, la principale organizzazione delle piccole e medie imprese. «A una categoria come la nostra - spiega il presidente Paolo Galassi - non rimane che assicurarsi l’appoggio delle forze di minoranza. Non abbiamo alternative per farci ascoltare anche perché fino ad ora siamo stati completamente ignorati». In altre parole, la manovra è stata scritta dall’accoppiata sindacati-Confindustria che Galassi definisce «la lobby delle lobby». L’unica eccezione è quella di Piero Fassino. Il segretario del Ds ha incontrato i piccoli imprenditori assicurandogli tempi migliori dopo la Finanziaria. La famosa «fase due», insomma, anche se il sospetto di Confapi è che sarà «più nebulosa della prima».
Per il momento restano i conti della Finanziaria. E il saldo non è positivo per le Pmi: «Ci sono stati prelevati 13 miliardi e ne hanno restituiti solo tre attraverso il cuneo fiscale». E proprio per questo «noi ci affidiamo a tutte le forze che consentano di far cambiare rotta». Quello che Galassi vorrebbe è che dalla manifestazione uscissero anche proposte. Come la contro-Finanziaria messa a punto dalla sua confederazione che prevede, tra i punti più significativi, l’eliminazione dell’Irap, la soppressione della manovra sul Tfr, la totale deducibilità dei costi aziendali e la rivisitazione degli studi di settore.
Galassi non è nuovo a uscite contro il governo. E se nei giorni scorsi ha spiegato che l’auspicio delle Pmi è che l’esecutivo cada «il più presto possibile», oggi spiega che né questa affermazione né l’appoggio implicito dato alla manifestazione di oggi equivalgono a un’iscrizione al centrodestra. «Io - assicura - non posso che essere super partes. Le piccole e medie imprese dialogano sempre con il governo, ma si riservano di chiedere alla minoranza di intervenire a loro favore. E in questo momento sono state solo le opposizioni a raccogliere le nostre istanze attraverso gli emendamenti che hanno presentato alla Finanziaria. Noi appoggiamo questa manifestazione così come abbiamo valutato positivamente quelle degli artigiani, dei commercianti e tutte quelle contro un governo che non ci ha nemmeno permesso di sederci a un tavolo per discutere». Il risultato, commenta Galassi, è che il Paese è tornato indietro. «È un po’ - sintetizza Galassi - come quando si diceva lavorare meno per lavorare tutti. È andata a finire che non ha lavorato più nessuno. Oggi stanno facendo la stessa cosa criminalizzando i nostri imprenditori».