Di Pietro bussa a Grillo e Vendola, ma prende porte in facciaSolo niet per l'asse dei non allineati lanciato dal leader Idv

Si sentiva un po' Fidel Castro, Antonio Di Pietro. E sulla scia di quello anti-imperialista, aveva lanciato un asse dei «non allineati» all'impero di Pd e Pdl. Poche ore e Tonino è rimasto solo. In quel raggruppamento di forze «messe ai margini» dai grandi partiti, il leader Idv aveva arruolato Movimento 5 stelle e Sel. Solo che quelli ai margini non è che ci si sentano granché: se Beppe Grillo veleggia sulle corna di tutti con percentuali a doppia cifra, Nichi Vendola fa sapere di non aver archiviato la speranza di un'alleanza di centrosinistra. Del resto, qui l'unico in difficoltà è proprio l'ex pm, cui i sondaggi sorridono sempre meno. Affari suoi, hanno chiarito gli altri. Il primo è stato Gennaro Migliore della segreteria nazionale di Sel: «Sentire parlare di “non allineati” è come sentir parlare Casini di “fronte dei responsabili”: vecchissima politica». Di più: «Il M5S? Non capisco cosa potrei discutere con chi ritiene che destra e sinistra non voglia dir più nulla. Preferisco costruire un fronte largo, come quello convocato dalla Fiom, dove si discuta di contenuti e non solo di calcoli elettorali». Poi ecco Grillo, gelido: «Non ci alleiamo con nessuno, né abbiamo ricevuto proposte». Un niet cui neppure s'è preso la briga di dedicare un post sul blog, ma solo post scriptum.