La pm anti Vendola pronta a fare politica

È un addio dal retrogusto amaro, quello di Desireè Digeronimo (nella foto) il magistrato antimafia che osò indagare il presidente della Puglia Nichi Vendola per abuso d'ufficio, al fine di appurare se avesse favorito la nomina di un primario ospedaliero. Nell'annunciare il suo trasferimento da Bari, la pm sì è tolta qualche sassolino dalla scarpa: «Vado via dalla mia città lasciando processi delicati e indagini in corso, forse a qualcuno ciò piacerà, ma a loro dispetto Bari sarà sempre il centro dei miei affetti e dei miei pensieri», ha scritto la Digeronimo in una lettera aperta e poi sibillina ha aggiunto: «Se si creeranno le condizioni, sarò felice di continuare a servire in altro ruolo i miei concittadini». Facendo insomma intendere di essere pronta a candidarsi a sindaco di Bari, confermando le voci che giravano su una sua discesa in campo per le amministrative del prossimo anno. A vedere in lei una possibile candidata è stato per primo Donato Cippone, ex consigliere comunale: «Il centrosinistra - ha detto - dovrebbe convincersi a sostenerla». Su Facebook la pm spiega la sua domanda di trasferimento: «La mia incompatibilità ambientale nasce dall'incolpevole circostanza di essermi imbattuta in un'indagine che avevo il dovere di approfondire e concludere: non voltare la testa, non tenere le carte nei cassetti».

Commenti

viola vale

Sab, 24/08/2013 - 13:43

Il Presidente Vendola e' stato assolto con formula piena.Cosi' come i magistrati confermano che le sentenze di condanna vanno applicate,altresi' quelle di assoluzione vanno rispettate.Detto questo:il magistrato ha cercato, a mio parere,di trasformare una eventuale illegittimita' amministrativa (riapertura dei termini di una selezione) in un processo penale senza capo ne coda. All'esame universitario,,difficilmente l'avrebbero promossa.