Podestà: «Adozioni gay atto di egoismo»

Milano«Perché sono contrario all'adozione per le coppie gay? Una coppia omosessuale non ha nulla a che fare con la famiglia».
Presidente Guido Podestà, ma lei non era un liberal nel Pdl?
«Essere un liberale significa proprio non consentire che il mio diritto di libertà metta a repentaglio la libertà altrui e il bene comune».
E le adozioni che bene comune mettono a repentaglio?
«Quello della società che si basa su una cellula fondamentale come la famiglia e quello dei bambini che hanno il diritto di avere un papà e una mamma».
Se le dico che è un retrogrado?
«Ci sono liberali cattolici».
E cattolici retrogradi.
«Da adulti abbiamo la responsabilità di dire che il progresso della società si basa proprio sul dovere di mettere al sicuro i bimbi».
Il sindaco Giuliano Pisapia dice che per un bambino è meglio stare in una famiglia omosessuale che in orfanotrofio.
«Una scusa per nascondere un gesto di straordinario egoismo di adulti che non tengono in nessuna considerazione la condizione psicologica e umana dei piccoli».
Meglio dell'orfanotrofio.
«Ci sono tante coppie eterosessuali che desidererebbero tanto avere dei figli e non ci riescono per le troppe difficoltà procedurali».
Bisognerebbe fare qualcosa.
«Oggi i costi sono troppo alti. Bisogna assolutamente rendere più fluido il processo di adozione».
Sempre Pisapia dice che ci sono ottime persone omosessuali e pessimi genitori etero.
«Ho il massimo rispetto per chiunque, ma il quadro di riferimento per i bambini sarebbe profondamente disarticolato rispetto ai compagni di scuola».
E quindi la famiglia cos'è?
«È solo una cosa, un'unione stabile tra persone di sesso diverso che stanno insieme pensando di poter avere dei figli».
Eppure lei anche nel Pdl era stato tra quelli non contrari al registro delle coppie di fatto introdotto a Milano da Pisapia.
«Questa è la famiglia, ma anche le altre forme di unione hanno il diritto a essere tutelate dal punto di vista sociale. Cosa già garantita dalla Costituzione che nega discriminazioni di censo, religione, colore della pelle e anche predisposizione sessuale».
Riassumendo, per lei sì al registro delle coppie di fatto e no al matrimonio gay con adozioni.
«Le coppie di fatto non sono famiglia e per loro l'adozione non si può nemmeno immaginare».
Cattolici come Bruno Tabacci nella giunta Pisapia dovrebbero sentirsi a disagio?
«Questo dovete chiederlo a loro. Anche se quelle di Pisapia sono solo affermazioni personali e non atti dell'amministrazione. Almeno per il momento. E se non fosse così sarebbe gravissimo».
L'arcivescovo Angelo Scola e Papa Benedetto XVI sono stati molto chiari nel chiedere ai politici cattolici di difendere la famiglia tradizionale.
«Sante parole. Difesa assoluta della cellula fondamentale della società, ci si deve opporre a questa deriva. In Grecia e a Roma antica c'era l'omosessualità, ma nessuno si sognava di adottare figli».