La politica italiana fa squadra per portare Frattini alla Nato

Prima Mario Monti poi Enrico Letta stanno lavorando per l'obiettivo. Silvio Berlusconi ne sostiene la candidatura. E Giorgio Napolitano da tempo si spende per l'ex ministro degli Esteri. Un lavoro «multilaterale» che continuerà nei prossimi mesi in vista della scelta del successore di Rasmussen.

É il primo vero esperimento bipartisan della legislatura, un tentativo di fare squadra unendo le varie forze politiche per raggiungere un obiettivo di prestigio per l'Italia. Il lavoro sotterraneo è iniziato da tempo. A fine febbraio l'ex ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha presenziato alla Convention dell'Aipac, l'American Israel Public Affairs Committee, la «lobby statunitense pro-Israele». Qui, davanti a 13mila persone, Frattini è stato salutato come il «futuro segretario generale della Nato». Un segnale chiaro che gli Stati Uniti puntano su un politico considerato come un riferimento in Italia.
L'ex titolare della Farnesina sta da tempo tessendo la sua trama. E per una volta l'Italia sembra riuscire a muoversi in maniera compatta per sostenerlo. L'appoggio politico dell'attuale maggioranza è consolidato, anche alla luce dei buoni rapporti con Enrico Letta, Mario Mauro ed Emma Bonino. Lo stesso Silvio Berlusconi ha offerto il suo endorsement pubblicamente così come hanno fatto Massimo D'Alema e il viceministro degli Esteri, Lapo Pistelli. Nei mesi scorsi anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano aveva perorato la sua causa negli incontri avuti con il presidente francese Francois Hollande e con il presidente del Consiglio Europeo, Herman Van Rompuy. E un nuovo endorsement da parte del governo italiano è arrivato in occasione della Festa dell'Europa celebrata a Firenze giovedì scorso.
Ci sono dunque premesse interessanti per una partita che entrerà nel vivo a giugno con la riunione dei ministri della Difesa dell'Unione Europea e si chiuderà a fine anno, quando si arriverà a una designazione condivisa. Il mandato del Segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, è stato prolungato di un anno con scadenza fissata al prossimo 31 luglio 2014, cioè pochi mesi prima della prevista conclusione delle missione dell'Alleanza Atlantica in Afghanistan. Una scadenza non troppo lontana per la quale Frattini continua a tessere pazientemente la sua tela e conta, già oggi, di poter aggiudicarsi il via libera di 19 Paesi su 28.