Per Napolitano va bene tutto: pure il parlamento decaduto

Il capo dello Stato benedice governo e Camere: "Sono legittimi". E critica le forze politiche: "La Consulta non può averle colte di sorpresa"

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano

Roma - Re Giorgio arriva a Napoli in treno e trova una piccola folla alla stazione centrale. Qualcuno batte le mani, qualcun altro grida «via la Consulta» e non si capisce bene se si tratta di un incoraggiamento o di una forma di protesta. Comunque sia, dice il capo dello Stato, le chiacchiere stanno a zero, adesso è diventato «un imperativo varare una nuova legge elettorale che superi il sistema elettorale». E non basta, sul piatto Napolitano mette pure «la riduzione del numero dei parlamentari» e la fine del bicameralismo perfetto. Può farlo, spiega, il Parlamento attuale. Anzi, «deve» perché è perfettamente in regola. Altro che scaduto. «La Corte stessa, dicendo che può ben approvare una riforma elettorale, non mette in dubbio la continuità nella legittimità».
Dunque presto e bene, questo è il monito presidenziale. Cioè, non tanto presto, visto che per rimettere in piedi un sistema bipolare non basterà una leggina, una riformuccia, ma servirà un gran lavoro politico-diplomatico per trovare un accordo del quale oggi non si scorgono nemmeno i presupposti. Nel frattempo Enrico Letta e le Camere possono andare avanti. La sentenza ha, infatti, corrazzato l'esecutivo e rilanciato lo scherma immaginato da Napolitano e dal premier: difesa dei conti pubblici, riforme istituzionali, fine del bicameralismo «paritario», taglio dei parlamentari, ritocchi alla giustizia e infine il voto. Muoversi sì, ma senza accelerare troppo perché nessun governo può mai sopravvivere a un cambio della legge elettorale.
Per il Colle il verdetto della Corte Costituzionale ha un sapore agrodolce. Quel poco di agro sta tutto sulla parte che tocca la legittimità del Parlamento e getta ombre sulla sua rielezione, denuncia l'incapacità del Palazzo di mettersi in regola da solo, senza aiutini. Il presidente, mentre difende la capacità delle Camere di proseguire il loro mandato, prende le distanze dai partiti che non gli hanno mai dato retta. «La decisione della Corte non può aver stupito o colto di sorpresa chiunque abbia ricordo delle numerose occasioni in cui sono intervenuto per sollecitare fortemente il Parlamento». Dei dubbi, ricorda, «erano stati segnalati dalla Consulta nel 2008 e nel 2011».
La parte dolce riguarda le ricadute sul quadro politico. Il partito trasversale della crisi ha dovuto frenare e le elezioni sono più lontane. E indicando il «superamento del proporzionale» come via d'uscita, Napolitano riafferma il suo credo bipolarista senza terremotare Palazzo Chigi. Il brodo s'allunga.
«Il problema - conclude il capo dello Stato - resta quello dell'espressione della capacità del Parlamento di produrre una riforma elettorale giudicata necessaria da tutti i partiti». Peccato che nessuno l'abbia fatto: il Porcellum, con il suo superpremio di maggioranza, evidentemente stava bene a tutti, le liste bloccate pure. Ma indietro non si torna: «Il superamento del proporzionale è stato sancito nel 1993», con un referendum.

Commenti

MEFEL68

Ven, 06/12/2013 - 09:09

Non credo di avere virtù paranormali se ieri ho previsto che della sentenza della Consulta non gliene sarebbe fregato niente. Le sentenze della Corte Costituzionale vanno rispettate alla lettera solo se convengono. Così, il Presidente Napolitano, la Boldrini e i loro partiti di riferimento, si ergono a supremi e competenti Organi in grado di sconfessare la Corte. Va tutto bene è tutto legittimo, avanti tutta. Allo stesso modo hanno ignorato i referendum che a loro non piacevano. Allo stesso modo i Sovrani del popolo ignorano le aspettative del Popolo Sovrano. A me queste cose fanno venire la cirrosi epatica; non riesco a capire come i sinistrati possano accettare, senza preoccuparsi, simili atti arroganti e antidemocratici.

Ritratto di franco-a-trier_DE

franco-a-trier_DE

Ven, 06/12/2013 - 09:36

devo dire che i comunisti vogliono sempre avere ragione, mi ricordo negli anni 70 che con il taxi portai un signore di nome D'Alema, l'attuale non poteva essere cosi anziano però controllando sul wikipedia devo dire che era il padre dell' attuale D'Alema , lo stavo portando in salita San Leonardo credo si chiami, la via che sfocia questa salita da via Corsica paraggi,lo portavo alla sede del PCI, gli feci alcune domande quando ad una mi disse non sapendomi rispondere lei deve essere un fascista, lo lasciai perdere.

Ritratto di franco-a-trier_DE

franco-a-trier_DE

Ven, 06/12/2013 - 09:54

successe a Genova

Ritratto di liberopensiero77

liberopensiero77

Ven, 06/12/2013 - 10:38

Vorrei fornire un contributo a chi vuole capire. Le sentenze della Consulta di incostituzionalità di una legge o di un atto avente forza di legge, che rendono la norma inefficace ex tunc e quindi estendono la sua invalidità a tutti i rapporti giuridici ancora pendenti al momento della decisione (ma che tuttavia non si applica ai cosiddetti «rapporti esauriti»), è un orientamento "rigido" che è stato abbandonato fin dal 1986. Tale orientamento rigido iniziale, come rilevato dalla stessa Corte, può produrre effetti profondamente sconvolgenti sul piano sociale, ovvero oneri economici insopportabili, e darebbe luogo ad un grave turbamento della convivenza sociale, e potrebbe indurre la stessa Corte a non riconoscere il vizio di illegittimità costituzionale. La Corte stessa ha assunto quindi un atteggiamento più prudente e realistico, cominciando a emanare sentenze di illegittimità costituzionale non retroattive, ma valevoli per il futuro. Ora, non v'è dubbio alcuno che dichiarare incostituzionale la legge elettorale "Porcellum" ab origine estendendone gli effetti a tutti i rapporti giuridici derivati è semplicemente INSENSATO perchè avrebbe effetti devastanti sulle istituzioni e sul quadro normativo esistente, dal quale sono già derivati innumerevoli rapporti giuridici, anche di natura privatistica. Va da sè quindi che la sentenza della Corte non potrà che avere un'efficacia valevole per il futuro, come lascia anche presupporre l'osservazione della stessa Corte che il Parlamento deve approvare una nuova legge elettorale, e pertanto risulta ancora essere nella pienezza delle sue facoltà legislative. Per chi volesse approfondire: www.cortecostituzionale.it/ActionPagina_1034.do - 2) Efficacia retroattiva delle sentenze di accoglimento.

onurb

Ven, 06/12/2013 - 10:51

Mi sembra che la tiritera dei sinistrati, a qualunque livello, sia la seguente: le sentenze vanno rispettate. Aspetto pazientemente che diano seguito a questo loro profondo pensiero. Diversamente avremo la conferma, se ce ne fosse ancora bisogno, che questi signori le regole democratiche le rispettano solo quando tornano utili. Quando invece li mettono in difficoltà, chissenefrega della democrazia e di tutte le sue regole cervellotiche.

Ritratto di giuseppe zanandrea

giuseppe zanandrea

Ven, 06/12/2013 - 11:33

sig. Napolitano (non so come altrimenti appellarla vista la decadenza da Presidente!) mi sa che stavolta la Corte l'abbia fatta "fuori dal vaso"! Non saprei come qualificare altrimenti questa sentenza davvero eccezionale e storica che mentre ribadisce che il vero POTERE del Paese è nelle mani dei giudici, delegittima anche la figura del presidente della Rep. subordinando la promulgazione di una legge al proprio-della Corte- insindacabile ed inappellabile giudizio finale. Ed invero la sua statura ne esce alquanto ridimensionata, direi ridicolizzata, dal fatto che proprio lei non abbia mai fatto alcunchè , pur avendone la possibilità, per ribaltare una norma così pacchianamente incostituzionale, ed anzi abbia operato nel solco tracciato dal suo predecessore Ciampi avallando ogni atto del parlamento e suo personale compiuto in violazione dei suoi poteri e delle sue prerogative. Ora non è più tempo di "salvare il salvabile" di accalorarsi nella difesa indifendibile di un Organo -il Parlamento- dichiarato inesistente ,incostituzionale,illegittimo e finanche eversivo. Non ho commenti da fare ma mi incuriosisce un fatto che se da Lei spiegato potrebbe chiarire i meandri nascosti dell' intera vicenda che ha portato alla ,ripeto ,INCREDIBILE sentenza costituzionale che apre scenari cupi sul futuro del Paese dove è stato possibile far passare otto anni di silenzio nei quali si sarebbero potute fare mille leggi migliorative del "porcellum" per non arrivare alla deflagrazione di ieri? che "sgarro"ha combinato Lei ex-presidente, per irritare a tal punto i permalosi soloni nostrani? Non mi consola la constatazione che anche Lei sia finalmente chiamato a rispondere del suo operato difronte al tribunale dei giudici costituzionali! Avesse dedicato solo un pò del tempo speso a tessere trame di "larghe intese" al bene del Paese, oggi non ci troveremmo nella "gelatina maleodorante" di un parlamento camorristico e massonico che continua a girare su se stesso senza leader riconosciuti che anche Lei ha contribito ad allontanare dalla giuda del Paese. Si guardi intorno sig. ex-presidente e vedrà solo odio e diffidenza di ciascuno contro tutti, scandali e sconcezze di politicanti che nemmeno stanno più al soldo di chi li ha nominati ma si attaccano spasmodicamente solo ai privilegi di cui si nutrono con il denaro degli italiani.Fa male dirlo ma non si vede via d' uscita nè a destra nè a sinistra. Perfino quello che poteva essere antidoto al degrado - il ricorso al voto popolare- è ora sub judicio di incostituzionalità e si vorrebbe che gli italiani andassero al voto con strumenti farlocchi come la reviviscenza di norme morte e sepolte da 8 anni. Non si vede via d' uscita al potere dell'ordine giudiziario che ha conculcato le libertà fondamentali della democrazia.

Ritratto di w la rivoluzione

w la rivoluzione

Ven, 06/12/2013 - 11:34

Ancora una volta il comunista del colle ha centrato i suoi obiettivi. Il topo Amato da chi è stato mandato alla Corte Costituzionale ? dal comunista del colle e se la votazione è al 50% vuol dire che il topo ha fatto la sua parte cioè ha fatto in modo che questo governicchio possa stare fino al 2015 senza poter andare alle elezioni prima. E' questo era l'obiettivo del furbo comunista del colle. PERCIO' O FACCIAMO SUBITO UNA RIVOLUZIONE A QUESTO COLPO DI STATO OPPURE TURIAMOCI IL NASO E FACCIAMO SILENZIO. Purtroppo bisopgna riconoscere che la demenza senile non arriva in certi posti (al colle), perchè questo signore è ancora troppo lucido della nomenklatura comunista e sa come tenere il potere per lui ed i suoi compagnucci lecchini.

giovanni PERINCIOLO

Ven, 06/12/2013 - 12:45

…. »sul piatto Napolitano mette pure la riduzione del numero dei parlamentari e la fine del bicameralismo perfetto!»….. Come é bravo il nostro presidente ! come é sensibile ai voleri del «popolo»! Solo che direi che non pecca di troppa logica o pragmatismo, oppure dobbiamo imputare all’età avanzata le stonature più recenti ??? Infatti in piena stagione di spending review, di riduzione del numero dei parlamentari e cambiamento radicale del senato come ci spiega re Giorgio la nomina di ben cinque senatori a vita??? Passi per il primo, ma gli ultimi quattro a cosa diavolo servono se non a dare una mano alla «casa madre» ??? ce lo spieghi signor presidente!

killkoms

Ven, 06/12/2013 - 17:20

se le elezioni le aveva vinte il centrodestra,napoletano e komunisti avrebbero detto che il parlamento era illegittimo,e che bisognava ritornare al voto!