La primadonna degli chef? È la nipote di De Laurentiis

Le sue ricette fanno tendenza, spopola in tv e in libreria, aprirà persino un ristorante a Las Vegas. Giada è bellissima. E prende l'America per la gola

«Stai dappertutto, scrivi un sacco di libri, spadroneggi nei nostri canali gastronomici, dai lezioni all'università, sei intervistata tutti i giorni. Non ti basta?» Scherza, naturalmente, l'intervistatore della Cnn. Osserva questo fenomeno venuto da lontano. Quella piccola, spigliata, 42enne prezzemolina italiana che parla un inglese perfetto e con un cognome che conta come De Laurentiis è una di quelle per cui varrebbe la pena essere orgogliosi. È Giada, la De Laurentiis più conosciuta nel mondo: Aurelio, il presidente del Napoli, se ne faccia una ragione. Giada è uno chef rinomato, fisicamente una via di mezzo tra Natalie Portman e Lorena Bianchetti. Buon sangue non mente. Giada - ritorno alle origini - viene da una stirpe di pastai: il papà di Dino, Rosario, aveva un laboratorio a Torre Annunciata dove c'era sempre la fila fuori. Negli Stati Uniti, dove ha condotto Everyday Italian e ora Giada at Home, ora incominciano a trovargli difetti: ha la testa troppo grossa e un naso non propriamente piccolo. E capirai. Quando c'è di mezzo l'invidia nessuno è perfetto, chiedete alla Clerici, l'equivalente italiano. Romana, figlia di Veronica De Laurentiis e Alex De Benedetti ha avuto per nonni Dino De Laurentiis e Silvana Mangano. Come dire la storia del miglior cinema italiano, tanto per gradire.

Ma Giada ha dovuto vincere più di un pregiudizio. All'inizio, intorno al 2004, i telespettatori avevano accusato il canale Food Network di giocare sporco, scegliendo una modella che non sapeva cucinare ma era solo in grado di mostrare le grazie a intermittenza. E in effetti i primi filmati rintracciabili su Youtube mostrano qualche spaghetto pasticciato in improbabili sughi e un bel decolletè. Tutto risolto con pratica e molta passione, fidando in un carattere aperto e battagliero. Ora le ricette fanno tendenza, gli ascolti sono ottimi e la gente si fionda in libreria per farsi autografare i libri. In Italia «La mia cucina tutti i giorni», editore Luxury Book, ha venduto bene. La blogosfera, poi, l'adora, soprattutto per la bellezza e la simpatia. Spesso il cibo passa in secondo piano. Insomma, roba da rivolerla in patria se non fosse che ormai è lanciata altrove e difficilmente la rivedremo.

Giada, sposata da 10 anni allo stilista Todd Thompson che gli ha dato una figlia, Jade Marie di quattro anni, è pronta al clamoroso sbarco a Las Vegas dove l'anno prossimo a Sin City aprirà il suo primo ristorante. Un lussuoso locale senza precedenti ubicato al secondo piano di un nuovo megaresort, il «Gansevoort» sopra il casinò e con vista mozzafiato sulla «Strip» e sulle spettacolari fontane del Bellagio. Cucina a vista come detta la moda di oggi e una sfilza di vip già in lista d'attesa faranno il resto. Tanto i posti a sedere sono 308. Racconta soddisfatta: «Fin da piccola sognavo di avere un ristorante tutto mio, proprio come quello di mio nonno. In passato ha avuto qualche opportunità, ma non mai avuto il coraggio di sfruttarle, volevo aspettare di essere pronta a una sfida ambiziosa cpome questa». Del resto l'ubicazione, la vista e l'opportunità di mangiare all'aperto erano occasioni da non lasciarsi sfuggire. La sua, annuncia, sarà una proposta che unirà le origini italiane e romane in particolare con un pizzico di modernità californiana. «Giada è un gioiello - aggiunge Jeffrey Frederick, vice presidente della Caesars Entertainment - ed è la prima grande personalità femminile che raggiunge la nostra famiglia e si adatterà alla perfezione con il nostro schieramento di grandi chef». Gordon Ramsey, guardati le spalle...

Commenti

cgf

Dom, 01/09/2013 - 09:03

è seguitissima in tutto il nord america, personalmente trovo diverse sue ricette 'adattate' ai gusti locali. CMQ, per non sbagliare, ho già dato, è difficilissimo che vada mangiare italiano fuori dai confini nostrani. A casa mangerei pasta/pizza anche tutti giorni, ma all'estero non sono di quelli che se non ne mangiano dopo tre giorni già non sanno più cosa mangiare.