Processi pilotati a Milano Sotto accusa il procuratore

A rompere l'incanto è Alfredo Robledo, magistrato conservatore, esponente di Magistratura indipendente, dal 2009 procuratore aggiunto. Non certo un berlusconiano: ha chiesto cinquecentomila euro di danni al Cavaliere che in un comizio aveva parlato di «magistrati indegni e infami», e secondo Robledo si riferiva proprio a lui e al collega Fabio De Pasquale, autori dell'inchiesta sul caso Mills. Ma di sicuro lontano, anche per storia personale, da quella fucina di cultura giuridica progressista che è stato il tribunale di Milano negli anni Settanta e Ottanta, quando si sono formati praticamente tutti i magistrati che oggi in procura occupano posti chiave. Il capo Edmondo Bruti Liberati, gli aggiunti Ilda Boccassini, Piero Forno, Francesco Greco. Tutti, all'epoca, di Magistratura democratica, e tutti (tranne la Boccassini) ancora oggi nelle fila di Md. È questo il cerchio magico che Robledo accusa di monopolizzare le inchieste senza riguardo per le norme che regolano la vita interna della procure. A partire dalla assegnazione di ogni fascicolo al relativo pool specializzato: un criterio ripetutamente violato da Bruti Liberati, secondo l'esposto che Robledo fa partire il 12 marzo in direzione del Csm, del ministero e della procura generale.
Ieri, dagli esponenti del Csm legati a Magistratura indipendente - la corrente di Robledo - arriva la prima iniziativa: la richiesta che l'esposto del procuratore aggiunto venga assegnato alla prima commissione, che si occupa di trasferimenti per incompatibilità ambientale. È una mossa pesante, perché punta a portare direttamente sul banco degli accusati Bruti Liberati. E la rapidità della mossa fa capire che Robledo non è solo, che il suo non è un gesto di insofferenza mal meditato. Le toghe moderate che per anni hanno sopportato lo strapotere di Md nella giustizia milanese hanno deciso di uscire allo scoperto. Non è un caso, probabilmente, che questo avvenga quando all'interno della magistratura si sta per aprire la campagna elettorale in vista del rinnovo del Csm. Ma a rischio potrebbe diventare anche la riconferma, attesa per i prossimi mesi, di Bruti Liberati alla testa della Procura di Milano, dove arrivò quattro anni fa forte di un voto trasversale del Csm e della benedizione del Quirinale.
Sarebbe interessante capire quanto dello scontro in corso riguardi gli equilibri di potere tra le correnti e le singole persone, e quanto invece riguardi la questione che dovrebbe essere centrale: la trasparenza delle inchieste, il non utilizzo a fini politici del potere giudiziario. E qui, nel cahier trasmesso da Robledo, l'episodio più delicato è quello che riguarda l'inchiesta sulla privatizzazione della Sea da parte della giunta di Giuliano Pisapia, arrivato a Milano da Firenze nell'ottobre 2011 e affidato a Robledo solo nel marzo successivo, a appalto ormai concluso e indagini quasi impossibili. Robledo scrive di avere chiesto spiegazioni a Bruti. «Il Procuratore mi rispose che aveva dimenticato il fascicolo in cassaforte».

Commenti

angelomaria

Mar, 18/03/2014 - 09:15

forse c'e' la famo!