PROCESSO A SENTENZA IL 19 LUGLIOI legali della Minetti: «Nicole è innocente. Le chiamate con Ruby? Errore di calcolo»

Milano C'è un mistero nelle carte del processo Ruby 2 in base al quale la procura ha chiesto la condanna di Nicole Minetti (come di Emilio Fede e Lele Mora) a sette anni di carcere per induzione alla prostituzione. È un mistero che riguarda i contatti tra la Minetti e Ruby: intensissimi, secondo la Procura; sporadici, secondo le difese. Lo hanno affermato ieri i legali della ex consigliera regionale del Pdl, Pasquale Pantano e Paolo Righi, chiedendo la assoluzione della loro assistita per non avere commesso il fatto.
Secondo i pm, Ruby e la Minetti avrebbero avuto ben 122 contatti telefonici tra il febbraio e il maggio del 2010. Ma analizzando i tabulati i legali hanno scoperto che molti di questi contatti si verificano a un secondo di distanza l'uno dall'altro: chiamate a vuoto, o la stessa chiamata riportata più volte. I contatti reali, sarebbero una trentina: una frequenza che conferma l'assenza di un rapporto preferenziale tra la Minetti e la giovane marocchina.
Siamo davanti, secondo i legali, a un «nulla probatorio», a pm «che non fanno prigionieri» e che «ghettizzano le donne trattandole come prostitute». Se qualcuno ha convinto Ruby a andare ad Arcore, dicono, non è stata certo la Minetti. Il 19 la sentenza.