Il prof pedofilo: guadagno poco fatemi lavorare

Aosta, infuriano le polemiche per il ritorno in classe dell’insegnante condannato. La Regione sta cercando di trasferirlo in un posto lontano dai bambini. Lo sfogo: "Non sono
il mostro che dicono.
Ho moglie
e figli e con 800 euro non tiro avanti". Procaccini (Fi): "Altro
che reintegro,
va cacciato&quot;<br />

Aosta - Condannato per diffusione di immagini pedopornografiche, poi sospeso dall'insegnamento, infine reintegrato nel proprio incarico da una sentenza di un giudice del lavoro. Il professore quarantacinquenne che due giorni fa, tra enormi imbarazzi e feroci polemiche, è tornato a insegnare musica in una scuola media di Aosta, si difende e prova a togliersi di dosso la fastidiosa etichetta di orco. «Non sono quel mostro che tutto il mondo pensa», spiega. Poi chiede aiuto alla regione Valle d'Aosta: «Sono un padre di famiglia e ho moglie e figli da mantenere, per favore datemi un posto lavoro. Con uno stipendio da 800 euro non ce la faccio ad andare avanti».

Ha assunto ormai contorni paradossali la vicenda personale e professionale di M.F., sorpreso nel 2001 a scambiare materiale pedopornografico e a chattare con pedofili dal computer di una scuola media della bassa Valle d'Aosta. Denunciato dalla polizia postale di Bari, fu sospeso da scuola e poi condannato a due anni di reclusione, quindi sospeso una seconda volta dall'assessorato regionale all'Istruzione. Il giudice Eugenio Gramola lo ha però reintegrato, spiegando che il professore era già stato sospeso dall'insegnamento e la legge impedisce di punire due volte una persona per lo stesso reato. Il prof, però, sa che a scuola nessuno lo vuole. Per questo ora chiede una promozione per lasciare le aule. «Si è trattato di un errore della pubblica amministrazione - aveva già detto il suo legale, Giuseppe Greppi -, abbiamo tentato una conciliazione, ma ci hanno sempre risposto che non c'erano posti disponibili. Dopo la sentenza a noi favorevole, il mio cliente accetterà un nuovo posto solo se è premiante».

Un eventuale trasferimento dell'insegnante può però avvenire esclusivamente con il suo consenso, e nel caso specifico «non si tratta di mobilità, ma di un distacco, visto che il personale scolastico in Valle d’Aosta, pur essendo trasferito alla Regione, ha mantenuto lo status giuridico dei dipendenti dello Stato ed è a quelle regole che la Regione deve attenersi. Nei prossimi giorni - spiega il presidente della Regione Luciano Caveri - il docente potrebbe già ricevere la proposta di distacco presso un dipartimento dell'amministrazione regionale. Ieri mattina, intanto, il professore si è presentato «sorvegliato a vista» regolarmente a scuola per il suo secondo giorno d'insegnamento. Ha tenuto un'ora di lezione a una classe di terza, tutti gli alunni erano regolarmente presenti in aula. «Le lezioni - commenta la dirigente scolastica - si stanno svolgendo in maniera serena, per quanto la situazione sia particolarmente delicata. Ai ragazzi e ai loro genitori - conclude - sto provando a spiegare le ragioni della situazione».

Una situazione che ha suscitato e continua a suscitare polemiche. «È vergognoso che quell'insegnante sia stato reintegrato - accusa Maria Burani Procaccini, responsabile nazionale Famiglie e minori di Forza Italia -, chiedo immediatamente al ministro di sospenderlo dalla carica. Questa decisione della magistratura mi offende profondamente, considerando la gravità dei reati e gli sforzi compiuti per tutelare i bambini».