Il Prof protesta: «Noi virtuosi, ma ci puniscono»

RomaDue passi indietro, ancora. Due schiaffi da Moody's, che retrocede l'Italia a quota Baa2, poco sopra il livello dei titoli spazzatura. Mario Monti, impegnato a Sun Valley con i guru della new economy, non la prende troppo bene. «Il declassamento è una disgrazia. Siamo virtuosi e, invece di premiarci, ci puniscono. Però ci ha premiato il mercato, l'asta è andata bene». Il Tesoro ha infatti collocato tre miliardi e mezzo di Btp triennali al 4,65 per cento, il tasso più basso da maggio. Eppure l'agenzia di rating, che teme il contagio spagnolo, ha tagliato proprio la nostra affidabilità nel ripagare i debiti. «Il sistema bancario è solido e sta resistendo agli choc esterni - commenta il premer - sul lavoro bisogna fare di più. Bisogna avere fiducia, il cambio culturale richiede tempo e sofferenza».
Attacco all'Italia? Per difendere Roma scendono in campo la Ue, la Germania, il Giappone. A Bruxelles la Commissione si pone «legittime domande sulla tempistica» di un downgrading che, fa sapere il vicepresidente Olli Rehn, «colpisce un Paese che sta facendo uno sforzo senza precedenti per risanare le finanze pubbliche». L'altro vicepresidente Antonio Tajani parla di «poca trasparenza, non si sa per chi lavorano». Corrado Passera definisce «ingiustificato e fuorviante» il giudizio. «Non tiene conto del lavoro che stiamo facendo e dei risultati già ottenuti nella gestione dei conti e nelle difficili riforme strutturali». Giulio Terzi ricorda che «stiamo parlando della stessa agenzia che dava alla Lehman rating altissimi poche ore prima del crac». E Giorgio Squinzi vede «un'Italia più forte di quanto appaia».
Secondo Pier Ferdinando Casini, «Moody's sta declassando la propria di credibilità, l'unico vero dato sono i sacrifici». Per Angelino Alfano, «queste agenzie puntano al profitto e non sono la bocca della verità, servirebbe un ente europeo affidabile e indipendente». Laura Ravetto, Pdl, membro della commissione Finanze della Camera, la considera «un'entrata a gamba tesa, una manovra alla vigila di un'asta pubblica». «Stupefatto» pure Francesco Boccia, coordinatore delle commissioni economiche del Pd: «Se non intervengono Esma e Consob, significa che la politica si è arresa».
Sull'altra sponda l'Idv. «Ci ritroviamo punto e a capo, il governo ha fallito», dice Maurizio Zipponi. Per il leghista Roberto Calderoli «Monti deve fare come Schettino, abbandonare la nave». E Beppe Grillo: «Otto mesi di tasse, disoccupazione, espropri di patrimoni con un Paese più in ginocchio di prima. In un'azienda privata con un successo simile l'amministratore sarebbe cacciato con un calcio in culo».