Prof di religione litiga con l'ex moglie: 30 coltellate poi si butta dalla finestra

AversaSi erano separati da un mese ma forse lui non si era mai arreso all'idea del fallimento del proprio matrimonio. Ieri mattina Paolo Prisco, 39 anni, insegnante di religione in una scuola di Bologna, si è recato a casa della sua ex per prendere i bambini, 5 e 2 anni, e portarli a tagliare i capelli: erano contesi da entrambi i genitori.
All'improvviso nella casa di via dell'Archeologia ad Aversa (Caserta) è esplosa la lite tra Prisco e la ex moglie, Paola Guglielmi di 36 anni, psicologa. La donna, prima che lo scontro si facesse più acceso ha invitato il più grande dei bimbo ad andare a chiudersi in bagno. Il docente ha aggredito la moglie, impugnato un coltello da cucina e ferita al viso, all'addome, alle braccia: trenta coltellate. Con lo stesso coltello si è tagliato le vene. Voleva morire mentre dal bagno si udivano i pianti disperati dei bimbi. Il docente poi si è diretto verso il balcone, ha scavalcato la ringhiera e si è lanciato nel vuoto, morendo sul colpo.
I vicini hanno avvertito i carabinieri. Sono stati loro a soccorrere Paola Guglielmi, poi portata in ospedale. I bambini sono stati affidati alle assistenti sociali. Le condizioni della psicologa sono gravi, ma non è in pericolo di vita. È stata interrogata dai carabinieri ai quali ha raccontato il film della tragedia.

Commenti
Ritratto di giuseppe zanandrea

giuseppe zanandrea

Lun, 23/12/2013 - 09:28

Ancora un caso di FEMMINICIDIO (tentato) e di suicidio dell' attentatore (riuscito). Mi chiedo se la norma in questione che dorebbe essere varata dal Senato- per ora si tratta di uxoricidio- tenga conto dello stato psicologico e delle coppie coinvolte, delle ripercussioni sull' equilibrio della sfera intima dell' autostima e dei risvolti socioeconomici di una coppia in crisi- non importa se da separere o già seperata, di fatto o di diritto. la norma che vorrebbe riconoscere alla sola donna lo status di soggetto da tutelare, implica che nell' uomo vi sia uno status latente o meno di aggressività congenita da reprimere. Le cose non stanno affatto così!! E basta pensare a quanta letteratura abbia rimarcato nella donna aggressività e sottile ferocia- spesso superiore a quella dell' uomo- nel portare a compimento i propri propositi omicidi. Oggi si vuole dividere la coppia anche sul piano dello status dei soggetti che la formano imponendo una cesura tra debole (la donna ) da tutelare e violento (l'uomo) da reprimere NON é' COSI'! La questione ha prevalentemente risvolti sociali ed economici ed è sotto gli occhi di tutti che nella separazione i figli sono nel 95% dei casi assegnati ala madre, così la disponibilità dell' unica abitazione, l' assegno di mantenimento -legato ai figli- a prescindere dal reddito di lei, ecc. Perché no ci si chiede quale sia lostato d' animo de coniuge maschio che viene privato di colpo e anche senza colpa di figli, reddito, abitazione ? Ma chi in questa situazione è PARTE DA TUTELARE? Non basta vedere gli effetti ultimi di questa situazione di disagio quando il maschio per DISPERAZIONE spara , accoltella e uccide la donna (e spesso anche se stesso)! Forse non è sotto gli occhi di tutti che le donne separate, divorziate ecc. si rifanno subito una vita ,con figli, reddito assicurato e casa dove ben presto ci portano anche il nuovo COMPAGNO. Mentre l'ex consorte- se non ha più la mamma che lo accoglie e accudisce - si riduce a fare il barbone senza gli affetti dei figli, ridotto alla miseria dall' assegno mensile alla ex moglie e senza la casa da cui è stato sloggiato ! Ma non viene in mente a nessuno che un atto di violenza in questa situazione sia solo un ATTO DI DISPERAZIONE? O non è così nei tanti casi che tutti vediamo . Care e da me sempre amate signore ...diceva mio padre ..." se il mondo oggi va male è perché vanno male le donne..."

angelomaria

Mer, 26/11/2014 - 16:42

SE ERA DI MATEMATICA LA METTEVA NEL FRULLATORE!!!