«Pure Violante non prese posizione sul 41bis»

Siamo vicini a scoprire cosa accadde veramente

RomaIn tanti dovranno spiegare perché Amato nel 1993 venne improvvisamente cacciato dal Dap e perché, da allora, sulla sua sostituzione e sul successivo cambiamento della politica penitenziaria in fatto di 41bis sia calato un silenzio assordante. Lo dovrà spiegare il presidente della commissione Antimafia Giuseppe Pisanu, che in questo momento di polemiche ha tenuto nascosto un documento importante come il memoriale di Amato. Lo dovranno spiegare l’ex ministro Nicola Mancino e anche Luciano Violante, già presidente della medesima commissione. Ne è convinto il deputato Amedeo Laboccetta del Pdl, che quel memoriale è riuscito a recuperare.
Perché rendere noto il dossier?
«Perché ritengo molto grave che Pisanu tenesse nel cassetto un documento del genere, che contiene informazioni clamorose. Amato ha scritto alla commissione chiedendo di essere risentito e dalle sue parole si evince che se lo Stato non ha trattato con la mafia, di certo si è arreso ad essa, e che Scalfaro lo ha defenestrato perché sapeva che non avrebbe mai firmato le revoche dei 41bis».
E la commissione che ha fatto?
«Nulla, e questo è inammissibile. Pisanu deve riascoltare subito Amato, che durante la sua audizione, un anno fa, è stato oggetto di un’aggressione violenta da parte di alcuni esponenti del Pd, e anche Capriotti, che fu reticente e non rispose a molte delle mie domande. In commissione non ci arrenderemo finché questo non avverrà».
La verità su chi si piegò alla mafia verrà alla luce?
«Siamo vicinissimi a scoprire cosa accadde e a far emergere eventuali complicità. Se avesse avuto la possibilità di lavorare seriamente l’Antimafia ci sarebbe già arrivata. La politica dell’epoca, invece, fu acquiescente a questo atteggiamento di resa. L’allora presidente della Commissione Luciano Violante, quando venne a conoscenza che lo Stato del dopo Amato stava procedendo alla revoca del 41bis, non prese posizione. E questo mi stupisce».