Putin folgorato dall'Argentario Ora cerca casa

Italiani, diciamoci la verità: misurando con il Pil, non siamo esattamente un paradiso terrestre. Ma se per un attimo fosse possibile basarci sul Bim (Benessere individuale medio), potremmo guardare il mondo dall'alto in basso. Siamo i custodi più incoscienti, cialtroni, inaffidabili e sgangherati di un patrimonio impareggiabile: la bellezza. Per quanto da decenni ci attiviamo per deturparla, svilirla, umiliarla, ne sopravvive ancora tantissima. La bellezza dei luoghi, la bellezza dell'arte, la bellezza della moda, la bellezza della tavola.
Non a caso, i grandi della terra sono tutti in coda per accedere nelle giornate festive a questa strana Italia, dopo averla trattata nei giorni feriali, durante i summit, più o meno come la suburra del pianeta Terra, piena di insidie, di imbrogli e di tranelli.
Eppure vengono tutti qui, nemmeno fossero masochisti professionali. Ci viene la Merkel, montagne dell'Alto Adige o fanghi di Ischia, con la sola scocciatura dei paparazzi, ci viene Cameron, sorpreso ai tavolini dei bar nei borghi antichi, ci vengono gli sceicchi, ci vengono magnati e registi, attori e sportivi. Anche nella bassa stagione della grande crisi, si segnala l'invasione degli ultimi benestanti, cinesi, russi e sceicchi.
Giorni fa, la notizia pubblicata dal Corriere Fiorentino: Vladimir Putin, che già altre volte ha gradito la nostra villeggiatura con il cicerone amico suo, Silvo Berlusconi, avrebbe intenzione d prendere casa all'Argentario. Uno chef di nome se l'è ritrovato nel ristorante di Porto Ercole la domenica delle Palme, seguito dall'attentissimo seguito in vetri e occhiali scuri. La visita resta coperta da rigido top secret, ma pare che davvero il potente di Russia voglia farsi una dimora nella zona.
Nell'intera area grossetana si respira già una certa eccitazione: l'arrivo di un inquilino così importante e inevitabilmente così ingombrante, anche solo a livello di sicurezza, va a scalfire l'atmosfera quasi ascetica che l'indefessa snobberia di una certa Roma radical chic aveva costruito nel tempo, questa sorta di mistica alchimia tra effluvi di stalla e pensieri profondi, dibattiti filosofici e unto di porchetta.
Con Putin in giro, sarà tutta un'altra Maremma. Essere riconosciuti senza essere conosciuti non sarà più il magico incantesimo nella libera repubblica di Capalbio: il nuovo coinquilino accende i riflettori e c'è il serio rischio che non si trovino più zone d'ombra.
E comunque: che venga o non venga Putin, l'Italia sta sempre più diventando la Riccione del mondo. I potenti e i danarosi arrivano a battaglioni e piantano le tende. Prima la Costiera Amalfitana, poi la Toscana, quindi la Costa Smeralda, ultimamente occhi puntati sul Salento.
Si porta avanti il primo, si trova bene, arrivano tutti gli altri. Questo paese di Pulcinella, capace di finire sulle copertine autorevoli solo con la pizza e la P38, con la mafia e con lo spread, piace ancora da matti. A noi indigeni potrebbe anche far piacere, ma è inevitabile un fondato timore: l'Italia piace talmente tanto che se la stanno comprando tutta.