Quei colori ipnotici per donne esotiche

Le forme dell'eleganza partono da un alfabeto nato in sartoria negli Anni 50 (A, H, I, T) e arrivano su capisaldi del guardaroba femminile come le gonne a ruota, quelle a matita, il tubino, le piccole giacche con maniche a tre quarti e i calzoncini. Ermanno Scervino trasforma tutto questo nel vocabolario della modernità per donne che si vestono di luce e dinamismo. Così per la collezione dell'estate 2014 in passerella ieri a Milano ha usato materiali dal mondo dello sport con il profumo davvero inebriante della couture. Il canvas di cotone color Kaki accoppiato con raso stretch giallo pulcino diventa un delizioso completo da giorno con i calzoncini a vita alta elegantemente mascherati da minikilt. Poi ha ricamato il Pvc con l'inconfondibile motivo pied de poule oppure a macramè. Divino il caban in candida pelliccia leggera come un soffio, perfette le scarpe open toe e finalmente con un tacco umano. Dello stesso segno la poetica collezione di Tomas Maier per Bottega Veneta con un supremo uso del cotone intrecciato con il filo di rame (un'esclusiva della maison), del popelin, dell'organza e del satin per costruire delle spettacolari ruche che definiscono la linea dei modelli. Pazzesco l'abito color notte con le ruche in pelle nera e serpente blu per non parlare di tutti gli accessori: i più belli visti finora sulle passerelle di Milano.
La vera sorpresa della giornata arriva con Stella Jean, adorabile young lady italo-haitiana (ha scelto il cognome creolo della madre, ma si chiama Novarino come il padre torinese Doc) scelta da Armani come ospite sfilante nel suo celebre teatro progettato da Tadao Ando. «Più felice ed emozionata di così non potrei essere» dice nel backstage la 34enne stilista bella come una modella e pure fortunata visto che con le amiche ha giocato al lotto la data della sfilata vincendo. Nota per il suo interessante mix tra l'arte sartoriale e i coloratissimi tessuti Wax che dall'Olanda sono approdati in Africa, stavolta ha aderito a un progetto patrocinato dall'Onu per far tessere a telaio dalle donne del Burkina Faso il tessuto a grandi righe dei suoi raffinati soprabitini. «Controcolonialismo» spiega mentre con la stylist aggiunge gioielli a forma di gallo, sottogonne in crinolina, cappelli di paglia: cose che riempiono il cuore di allegria. Tutta diversa ma come sempre impeccabile, la donna Jil Sander è un'elegantissima spitinfia con il cappottino in cashmere double rosa carne asciutto davanti e con quattro canne di tessuto sulla schiena.
La sfilata di Angelos Bratis, emergente di origine greca, può essere raccontata come otto minuti ellenici in un'infernale giornata milanese. Le righe della bandiera, i colori lavati dal sole, la paglia dei cestini di fichi, l'evoluzione del peplo: a casa gli direbbero «Bravo» e noi confermiamo.