Quei rimborsi pagati a Renzi dalla Provincia

Interrogazione di Fratelli d'Italia sui soldi ricevuti nel 2004 dall'ex presidente come dipendente dell'azienda del padre

Come si dice, chi prevede, provvede. E certo tutto si può dire meno che il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, sia uno sprovveduto. Lo dimostra il fatto che nel 2004, a 29 anni, quando è stato eletto presidente della Provincia di Firenze, lui già pensava alla sua pensione. C'è un aspetto però che, tutt'oggi, non è chiaro e che non è mai stato chiarito fino in fondo dall'ex rottamatore. Ovvero la posizione che assumeva, all'epoca, nell'azienda di famiglia, fondata nel 1994 dal padre Tiziano, Chil Srl, con sede a Rignano sull'Arno, e che si occupa di marketing, strillonaggio e pubblicità, dal 2010 denominata Eventi6 Srl, (quasi 4 milioni di euro di fatturato nel 2011) e ceduta alle donne di famiglia: le sorelle Matilde e Benedetta col 36% e la madre Laura con l'8%.
Matteo ottenne, grazie al babbo, il suo primo lavoro, a 19 anni. E non proprio come magazziniere, ma come socio e dirigente della Chil. È rimasto lì fino al 2003, prima che decidesse di dare una sterzata alla propria vita diventando presidente della Provincia di Firenze. Peraltro, nella veste dirigenziale (1997-98), negò ai suoi ambulanti il rapporto di lavoro parasubordinato (i contributi costano), motivo per cui, il giovane imprenditore perse in Cassazione una causa contro l'Inps. Ma questo è un altro paio di maniche.
Quando salì a palazzo Medici Riccardi, nel 2004, Renzi non si licenziò, ma si collocò in aspettativa non retribuita (collocazione, pare, ricoperta tutt'oggi). Una posizione sufficiente ad ottenere dalla Provincia il legittimo rimborso per il mancato guadagno degli stipendi dopo l'elezione a presidente. Rimborsi che sarebbero confluiti nell'azienda di famiglia poi serviti per pagare i fondi pensionistici. Risulta, infatti, che Renzi sia iscritto al fondo di previdenza "Mario Negri" e al Fasdac (fondo di assistenza sanitaria per i dirigenti delle aziende commerciali): 2.893,94 euro (ogni due mesi) pagati allora coi soldi della Provincia.
Ora i consiglieri comunali Francesco Torselli (Fratelli d'Italia) e Marco Semplici (Lista Galli) pretendono chiarezza e per questo hanno presentato un'interrogazione urgente: "Eventuali rimborsi contributi previdenziali per Matteo Renzi" nella quale si chiede al sindaco "se risultava essere dipendente della società Chil durante il proprio mandato di presidente della Provincia", "quanti rimborsi e relativi a quali anni siano stati pagati alla società Chil (e ad eventuali altre società delle quali Renzi risulti dipendente dal 2009 ad oggi) da parte della Provincia di Firenze e del Comune di Firenze e "se risulta ancora oggi dipendente della società Chil". Il sospetto dei due consiglieri è che Renzi si sia fatto assumere dal padre come dipendente allo scopo di pagarsi i contributi pensionistici coi soldi dell'ente. La cosa strana è che dai bilanci della Chil risulta che, praticamente, nel 2006 e nel 2007, l'azienda pare essere quasi inattiva. Mentre Renzi riceveva rimborsi dalla Provincia.
Negli anni in cui l'ex rottamatore passò dalla presidenza della Provincia di Firenze a Palazzo Vecchio, la Chil ottenne il suo massimo fatturato. Ma Renzi ha sempre sostenuto: "L'azienda della mia famiglia non ha più ricevuto un centesimo dal pubblico dal momento in cui ho iniziato a far politica".

Commenti

camomilla

Gio, 26/03/2015 - 17:53

E' veramente un gran furbastro il pinocchio nazionale!