Quel «tin» che mi ricorda tutto quello che devo fare

di Marco Lombardo

Tin. Sì, lo so, vivere con la tasca che periodicamente suona sembra un po' da scemi, però il mondo è fatto anche di quelli che l'agenda di carta non l'hanno mai avuta. O meglio: ogni anno se la sono ritrovata nei cadeaux di Natale e poi chissà dov'è finita, sarà nel cassetto, ma in fondo io ricordo tutto, massì ma poi a che serve. Fino al Natale seguente, quando la promessa di utilizzare quella bella agenda in pelle che la banca aveva donato ai suoi migliori clienti finiva per riavviare il ciclo di cui sopra, con il sospetto tra l'altro di non essere poi un cliente così migliore.
Ma tant'è: avere e curare un'agenda non è roba da tutti, e me lo ripeto sempre quando vedo parenti e amici affezionati al proprio piccolo notes cartaceo, pieno di fogliettini a pezzi che svolazzano ad ogni consultazione. «Agenda elettronica?» butto là io facendo lo spiritoso, ricevendo in cambio la solita occhiata di traverso. Anche perché in quel momento, di solito, nella tasca scatta il micidiale tin, aggravando la situazione. Insomma: noi che l'agenda di carta non l'abbiamo mai avuto, adesso abbiamo un formidabile complice nel nostro cellulare, pieno di eventi che solo lui può ricordare e che appunto ricorda a noi con il fatidico suono. Appuntamenti, cose da comprare, compleanni, avvenimenti da non perdere: sapete quante volte quel tin ci ha salvato la vita e soprattutto da una figuraccia? Perché si sa, invecchiando la memoria inganna, il cellulare invece no. A patto, ovviamente, di tenerlo sempre in carica e su questo gli amici della vita cartacea avrebbero in effetti qualche problema.
In pratica, dunque, la tecnologia oggi sopperisce alla ricerca affannosa dell'agenda e questa è una cosa che mi impegno spesso a far notare a chi sfoglia nervosamente le pagine alla ricerca dell'appunto che aveva fatto per ricordarsi ciò che ha regolarmente scordato: noi un po' scemi abbiamo tutto in un unico posto e non dobbiamo fare neppure fatica a sapere dov'è. E con l'avanzare dell'era moderna stiamo in una botte di ferro: ad esempio abbiamo la nuvola, il posticino tutto nostro dove mettere gli appuntamenti in modo da ritrovarli dappertutto. Siamo insomma gli abitanti di iCloud e non c'è tablet o computer che possa dimenticare quello che ci appartiene. E poi abbiamo uno smartwatch, orgogliosamente indossato e collegato via Bluetooth (eh sì, nella vostra agenda questo non c'è) al telefono, cosìcché non c'è neppure da aprire la tasca: è tutto scritto lì al posto. E ancora possediamo un bracciale hitech che ci ricorda i passi fatti durante la giornata per tenersi in forma: metti che voglia saperlo il personal trainer...
Nulla ci sfugge, in definitiva, e semmai succedesse ecco arrivare quel tin per girare pagina della giornata senza essersi scordati le cose importanti. Oddio: magari poi capita che a un certo punto non ci ricordiamo perché abbiamo fatto squillare il cellulare. Ma non c'è problema: un altro tin ce lo ricorderà.