Quella norma che liberò perfino un sospettato di strageIl riferimento alla «legge Valpreda»

Pietro Valpreda, in carcere da tre anni con l'accusa di strage, nel maggio '72 viene candidato nelle liste elettorali de «Il Manifesto» ma non viene eletto. In dicembre il Parlamento approva una legge per permettere la scarcerazione di Valpreda, vissuta come un'ingiustizia bruciante da troppe persone. Quella legge, passata alla storia come «legge Valpreda», abroga la norma precedentemente in vigore, secondo la quale un imputato per gravissimi reati (tra cui, la strage) non poteva essere scarcerato fino ad una sentenza di assoluzione. Con la nuova legge, invece, la scarcerazione anche in quei casi è possibile. E così Pietro può uscire, salutato da festosi articoli di gran parte dei mass media, compresi quelli che l'avevano definito «mostro» e «belva».

Commenti

giovannibid

Sab, 14/09/2013 - 16:50

ma è"NORMALE" quelli di sinistra non sono né criminali né ladri ma sono eroi CHE SCHIFO e poi si domandano come mai l'Italia è divisa in due. Chissà se esiste un modo "DEMOCRATICO" per liberarsi di questa feccia sinistrorsa e dei suoi accoliti come hanno fatto nei paesi ex comunisti VIVA LA LIBERTA'