Quell'incarico d'oro a lady Carrai Così Firenze imbarazza il premier


Non c'è conflitto d'interessi, o casa dei misteri, che si rispetti, senza che ci sia di mezzo una donna. A parte rievocare inutili e inappropriati parallelismi finiani, anche nell'affaire lanciato da Libero, sull'affitto pagato a Renzi dall'amico-consigliere e fundraiser Marco Carrai, spunta come per magia una dama bianca.
È la fidanzata, e prossima sposa, dell'uomo ombra del rottamatore, Francesca Campana Comparini, ventiseienne laureata in Filosofia, designata come co-curatrice della più importante mostra fiorentina del 2014, quella sul pittore statunitense Jackson Pollock a Palazzo Vecchio, dal titolo «Pollock e Michelangelo», costata 375mila euro, che rappresenta uno dei principali eventi dell'anno michelangiolesco.
La notizia, che deve aver non poco imbarazzato il neo premier, già pubblicata giorni fa sul Corriere Fiorentino, e rimbalzata anche sul Fatto quotidiano, ha fatto insospettire i consiglieri di opposizione, Ornella De Zordo (Per un'altra Città) e Tommaso Grassi (Sel), i quali hanno posto al vicesindaco Dario Nardella, attuale reggente di Firenze, una semplicissima domanda: «Se una ragazza di 26 anni, laureata in Filosofia e senza alcuna esperienza curatoriale, riceve l'incarico di curare la principale mostra di un grande comune italiano, è perché conosce qualcuno, o perché conosce qualcosa?».
Ebbene, il fidanzato Marco Carrai, vicino a Comunione e liberazione, è presidente dell'Aeroporto di Firenze (partecipata del Comune), membro del cda dell'Ente Cassa di Risparmio di Firenze (in quota Comune) e di quello del Gabinetto Vieusseux (nominato da Renzi), oltre a essere stato presidente della super municipalizzata Firenze Parcheggi. Carrai è anche presidente della «Fondazione Open» (ex «Big Bang», fondata dallo stesso nel 2012, che ha gestito i finanziamenti delle campagne elettorali di Renzi) e, in questi giorni, è finito nel tritacarne mediatico per aver pagato l'affitto, per tre anni, all'amicone Matteo, avendolo ospitato, a titolo gratuito, nel suo appartamento in via degli Alfani a Firenze.
Circostanze che hanno indotto le opposizioni a chiedere «se si può ravvisare, in questo intreccio, un apparente conflitto d'interessi o almeno un inopportuno favoritismo verso la futura moglie di un personaggio assai vicino a Renzi». Secondo Il Fatto, la Comparini vanta appena un titolo contro i 62 dell'altro curatore, Sergio Risaliti, e ha pubblicato un solo saggio nel catalogo della mostra sullo scultore Zhang Huan (commissionata dal Comune di Firenze).
Riecheggia più che mai nell'aere la mozione con cui il rottamatore si era candidato alla segreteria del Pd: «Vanno cambiati i centri per l'impiego, in un Paese dove si continua a trovare lavoro, più perché si conosce qualcuno, che perché si conosce qualcosa: la raccomandazione, più che il merito». Ecco, appunto. Incoe-Renzi.