Dal Quirinale alla Calabria Rodotà punta un'altra poltrona

Grillini e vendoliani non si arrendono. Fallito l'assalto al Quirinale, immaginano per Stefano Rodotà (nella foto) un ritorno alle origini: l'ex parlamentare e pluridecorato professore universitario nato in provincia di Cosenza nel 1933 è il candidato ideale di Sel e M5S alla presidenza della giunta regionale calabrese. Il Prc, a mezzo stampa, ha già manifestato il suo gradimento. E pure tra le fila della Cgil c'è chi lo indica come l'uomo giusto «per guidare un nuovo processo di cambiamento». Difficile, però, che l'interessato possa accettare: dalla presidenza della Repubblica a quella d'una regione il salto (all'indietro) sarebbe notevole. E poi, fermo restando che nessuno è mai profeta in patria, ci sarebbe un problema: il rapporto con l'anagrafe. Salvo anticipi, in Calabria si voterà nel 2015, quando Rodotà avrà spento 82 candeline. Ma se Giorgio Napolitano a 87 anni ha le forze per guidare una nazione, il suo concorrente di primavera (e di primavere) ben potrebbe scendere in pista nella sua regione di nascita facendo suo un vecchio adagio: largo ai giovani.