Ratzinger primo in classifica tra i libri (a dispetto dei santi)

Non c’è Moccia che tenga. In vetta alla classifica dei best seller c’è Benedetto XVI (nella foto) che con la sua enciclica «Caritas in veritate» ha lasciato nelle retrovie pure il fresco vincitore del premio Strega, Tiziano Scarpa. Un primato che garantisce al Pontefice un’attenzione e un rispetto davvero rari. Tra scrittori di fama e altri di moda, il popolo dei lettori, in Italia non sempre foltissimo, sembra preferire le dissertazioni del Vescovo di Roma. Ecco così che la lettera-enciclica «Caritas in veritate» scala la graduatoria e muove alla riflessione anche chi, di questi tempi, si sarebbe portati a credere più incline a letture leggere. E invece il largo consenso dimostrato a un testo che richiede un indubbio sforzo mentale porta Ratzinger a precedere nell’ordine Camilleri («Le stanze del gabbiano»), Tiziano Scarpa («Stabat mater»), Ruiz Zafon («Marina») e Giorgio Faletti con «Io non sono Dio». Tutti scrittori e autori, non soltanto campioni d’incasso ma anche pagine sempre molto vicine alla sensibilità del grande pubblico.
Trionfatore tra i libri, a dispetto dai santi. Sì, d’accordo, possiamo anche dirlo: San Solutore non è in realtà notissimo ai più ma a Romano Canavese è molto popolare. Infatti non è passata inosservata la candida ammissione di Ratzinger che, entrato nella parrocchiale a lui dedicata, ha detto: «Finora non conoscevo il suo nome ma sono sempre lieto di conoscere nuovi santi intercessori». Per la cronaca, Solutore, nel martirologio che lo riguarda, è una delle vittime del III secolo. Una «Passione» del V secolo narra che fuggì al massacro generale di Agaunum. Inseguito, fu preso nei pressi di Torino con Avventore e Ottavio; gli ultimi due, raggiunti, vennero trucidati sul posto. Solutore, invece, riuscì a proseguire nella fuga fino alle rive della Dora Riparia, dove, scoperto, fu decapitato.