Il razzismo alla rovescia di Sel «Calderoli orango», ira padana

Politica e oranghi: adesso ci si mette pure il gruppo di Sel in consiglio comunale a Bologna. L'altra mattina, infatti, a riaprire la questione, evidentemente mai sopita, è stata una vignetta (nella foto) apparsa sulla porta dei consiglieri vendoliani nel palazzo comunale. Una giovane di colore accovacciata sulle ginocchia, sorridendo, si rivolge ad un cucciolo di orango che, eretto sulle zampe, china il capo: «Dai! Scherzavo quando ti ho chiamato Calderoli...». Questo l'ultimo capitolo della saga di polemiche, scuse e dissertazioni all'indomani della frase pronunciata dal vicepresidente leghista del Senato durante un comizio a Treviglio, una settimana fa. Ora ad insorgere è il capogruppo del Carroccio in comune a Bologna, Manes Bernardini, che etichetta il gesto come «un gravissimo episodio di razzismo al contrario che dimostra come i puritani di Sel siano in realtà i più intolleranti della piazza politica». E naturalmente chiede le dimissioni degli autori del gesto.