LA REAZIONE Il portavoce: in quegli articoli abbondante materiale per i nostri legali

«Il tandem l'Espresso-la Repubblica spaccia per clamoroso scoop la riesumazione di vicende vecchie di oltre vent'anni, ampiamente note e ampiamente chiarite in tutti i loro aspetti, la cui irrilevanza sotto ogni profilo è stata dichiarata con un ampio e dettagliato provvedimento di archiviazione fin dal 2006». Lo sostiene il portavoce di Marina Berlusconi in relazione agli articoli pubblicati sul numero in edicola dell'«Espresso» e sull'edizione di Ferragosto di «Repubblica». «Ma, quel che è molto più grave - sostiene il portavoce - gli articoli non si fermano qui: sono infarciti di inesattezze, insinuazioni, veri e propri travisamenti. Abbondante materia per i nostri avvocati, i quali hanno avuto mandato di valutare le iniziative più opportune al riguardo». Negli articoli dell'«Espresso» e di «Repubblica» è stata ricostruita la vicenda di un «tesoretto» offshore di Marina Berlusconi. La storia risale agli anni '90 quando Silvio Berlusconi, prima di sposare Veronica Lario, decise di riservare ai figli di primo letto (Marina e Piersilvio) una parte del suo patrimonio affidando la pratica all'avvocato inglese David Mills, che avrebbe costituito due società in altrettanti paradisi fiscali.