Alemanno vuol rottamare Equitalia

Con un referendum i romani sceglieranno fra l'inflessibile esattore statale e una nuova società comunale, più attenta ai casi difficili

Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno

Il Comune di Roma vuole sostituirsi a Equitalia. Il prossimo primo luglio, infatti, scadranno i termini di tutte le concessioni che i Comuni italiani hanno rilasciato a Equitalia per la riscossione coattiva delle entrate tributarie e patrimoniali.

E il Campidoglio non vuole farsi trovare impreparato al cambiamento. Una delibera sarà presentata in Giunta a inizio maggio. Non prima, però, di aver sottoposto il «nuovo corso» al vaglio dei romani attraverso una rapida ed efficace consultazione popolare via internet.

Insomma, saranno i romani a decidere con un semplice clic chi dovrà bussare alla loro porta per ritirare i tributi comunali (o le eventuali multe per more). Si dovrà scegliere tra Equitalia o Aequa Roma. Questo, infatti, sarà il nome della nascente società capitolina che dovrà gestire la fase di «riscossione coattiva» delle entrate tributarie e patrimoniali per conto del Campidoglio.

Secondo il sindaco di Roma Gianni Alemanno l'utilità del cambiamento è tutta nella maggiore duttilità di uno strumento - quello pubblico - capace di vagliare con maggior flessibilità i singoli casi attraverso il parere vincolante di un Comitato etico. «Dobbiamo essere consapevoli del fatto - osserva il primo cittadino romano - che esistono due casi completamente diversi: chi non vuole pagare per truffare lo Stato o gli Enti locali, da colpire quindi duramente, e chi non può pagare avendo come unica alternativa quella di chiudere l'attività e precipitare sul lastrico». Il sistema comunale prevede un doppio sportello per il pubblico: il primo per le imprese e il secondo per le famiglie. E questo front office è stato concepito proprio per rispondere a chi si trova in difficoltà (con possibilità di generose rateizzazioni). Il Comitato etico, poi, avrà il compito di distinguere il grano dal loglio ovvero sia capire chi non paga pur potendoselo permettere e chi invece non lo fa perché senza risorse.

Alla stessa conclusione era arrivato Roberto Maroni. Il nuovo governatore della Lombardia aveva messo tra i punti principali della sua campagna elettorale proprio lo svincolo dell'ente regionale da Equitalia in modo da istituire un proprio soggetto di riscossione tributaria. Questa emancipazione fiscale è già realtà a Torino e anche il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, sta studiando la possibilità di emanciparsi fiscalmente prendendo a modello il capoluogo piemontese. Intanto è già operativo sul sito di Roma Capitale il banner dove partecipare al referendum. Si potrà rispondere fino alle 23 del primo maggio. I risultati del sondaggio saranno resi noti dal Comune di Roma il 2 maggio.

Commenti

eovero

Gio, 25/04/2013 - 09:18

e io vorrei rottamare:Alemanno,D'Alema,Finocchiaro,Amato,Vendola,La Russa,Fassina,e qualche altro centinaio di nomi,che ora non posso fare anche perchè non me lì ricordo tutti,ma quelli letti sono sicuramente da buttare nel fosso!!anche il sindaco di bari...