Renzi si sente il capo di Letta e dà il benservito ad Alfano

Il nostro Abbondio, non nobile, non ricco, coraggioso ancor meno, s'era dunque accorto, prima quasi di toccar gli anni della discrezione, d'essere, in quella società, come un vaso di terra cotta, costretto a viaggiar in compagnia di molti vasi di ferro. Così il Manzoni, che pure non aveva la fortuna di conoscere ineguagliabili maschere dei nostri giorni.
Prendete per esempio Angelino Alfano, costretto a viaggiare in compagnia di Enrico Letta e Matteo Renzi, già polli che (renzianamente?) si beccano da par loro. A una settimana dallo scontro finale nel Pd - che non accende elettori ormai sfibrati - sono evidenti i mutati rapporti di forza. Il sindaco di Firenze rosola sulla graticola i lombi del suo rivale premier. Li rosola con tenerezza, va da sé, perché a cuocerli troppo rischia di bruciarsi le zampe. Ma se poi tra i due s'interpone un tenero polletto, ecco che fa la fine del vaso di coccio (magari a sua insaputa). È capitato ieri, quando sulla traiettoria dell'ultimo razzo di Renzi su Palazzo Chigi ha fatto da scudo umano l'ottimo Angelino, forse ancora inviperito perché quello ne ricordava, intervistato d a Repubblica, la veritiera e poco rivoluzionaria nudità: «Letta deve sapere che il suo esecutivo è incentrato sul Pd, le larghe intese non ci sono più. Alfano si deve adeguare: ha trenta deputati, noi trecento. Se non è d'accordo, dice che può far cadere il governo. Bene, così si va subito al voto. Io non ho paura. Lui sì. Perché sa che Berlusconi lo asfalta». Game over.
Punto sull'onore, ferito nel quid, Alfano s'è fatto ancora una volta corazziere. «Renzi deve spararla grossa... Per fortuna le primarie si stanno concludendo. Ma se ha l'obbiettivo di prendere la sedia di Letta lo dica con chiarezza». Da notare che, nel suo piccolo, anche Angelino dice cosa giusta anzi ovvia sul peso delle primarie nella comunicazione. Dimenticando - o sottovalutando - che oltre a quel peso c'è però la bilancia del reale che nessun Alto sostegno può truccare. Per intenderci, i trecento a trenta. Inevitabile che Renzi ne approfittasse come sul pesce che ha abboccato all'amo. «Caro Alfano, noi pensiamo al bene dell'Italia, non alle poltrone»; con ciò rinsaldando e rinfocolando anche quel po' di orgoglio di partito che s'andava smarrendo. Target raggiunto, si possono sperare i due milioni di elettori alle primarie e si può far sapere ad aree del Paese che non ne possono più (tra queste anche elettori di Civati, Grillo e del Pdl) che «Renzi c'è». Forse persino pronto a «mandare tutti a casa», se non fosse che ieri sera, dopo l'allarme rosso diffusosi in giornata tra i Colli romani, il sindaco non fosse tornato a precisare di non volerlo affatto. Basta che Letta realizzi risultati sui tre punti da lui indicati, ha intimato: riforme, lavoro ed Europa.
Un'infinita battaglia di nervi, come si sa. Anche perché, quando Enrico batte qualche colpo e accenna a qualche provvedimento, Matteo non manca di far sapere che è sbagliato. Ieri, da ultimo, il decreto legge su Bankitalia («meccanismo azzardato, non mi convince»). Ancor prima, le riforme («si mandino in pensione i saggi e la proposta di modifica dell'articolo 138 della Costituzione, stop agli inciuci») e le politiche del lavoro («Il Pd è il partito del lavoro solo ai convegni»). Solo propaganda elettorale? La tenaglia extraparlamentare Berlusconi-Grillo, evocata da Renzi, in verità non lascia possibilità di scelta neppure al sindaco. Che sa bene come l'ultimatum sia un'arma a doppio taglio: o cambia tutto, o andrà a casa pure lui.

Commenti
Ritratto di Agrippina

Agrippina

Lun, 02/12/2013 - 11:53

Renzi si sta prendendo la scena e tanto per ora gli basta.Lanciare quotidiani diktata su cui poi tutti gli altri sono costretti ad inseguire.Tutti tranne uno,grillo,che va per la sua strada ululando alla luna.La tecnica usata da renzi e' pari pari quella usata da B. per ventanni,il fiorentino non s'inventa nulla.Dovra' solo stare molto attento a gestire in equilibrio il renzi di lotta e governo come altri hanno fatto prima di lui e scegliere il momento giusto per andare al voto.Che alfano dichiari di non temere le urne e spavaldamente le minacci pure e' un bluff di quelli cui nessuno abbocca.Gli elettori berlusconiani lo massacrerebbero sebbene poi ci sarebbe il piccolo particolare di essere odiosamente insieme nella stessa coalizione.Quello che pero' ha il ruolo in apparenza piu' scomodo,letta,e' anche colui che ad oggi gode delle sponsorizzazioni piu' influenti(colle,bce,ecc..),non credo sia un pollo facile da spennare.Chi sara' uinvece facilmente spennato sara' il cittadino italiano che ad oggi non ha scelto questo governo,non questa politica e nemmeno il modo con cui far pesare le sue opinioni(legge elettorale).

Ritratto di liberopensiero77

liberopensiero77

Lun, 02/12/2013 - 12:28

Cara Agrippina, concordo abbastanza con quello che dici, tuttavia vorrei integrare l'analisi. Renzi sta facendo un gioco pericoloso. Non è ancora stato eletto Segretario del PD, e già lancia diktat come se lo fosse, mettendo a rischio la stabilità del governo (il quale comunque andrà almeno "rimpastato". Inoltre ha detto che se viene eletto ha intenzione di sopprimere le correnti nel PD, ma questo potrebbe provocare grossi contraccolpi sull'ala sinistra, dove potrebbero coalizzarsi per bloccare la sua elezione. Comunque il PD lo vedo sempre a rischio scissione. Quanto a NCD di Alfano, è un partito senza una chiara identità, appunto un "vaso di coccio", che se non si unisce agli altri vasi di coccio centristi, rischia di essere frantumato alle prossime elezioni ...

Ritratto di Agrippina

Agrippina

Lun, 02/12/2013 - 13:03

Caro Liberopensiero77,credo che il "giochetto" di renzi che lei ritiene rischioso e' proprio quello elettoralmente parlando il piu' reddittizio se fatto con abilita'.Questo governo non piace a nessuno ed infatti lui ne prende le distanze.Ma farlo cadere ora,subito,e' un peccato di presunzione ed egoismo che pagherebbe caro,per questo il sindaco punta almeno alla riforma elettorale,dopo non ci sara' piu' nessun motivvo.Quanto ad alfano,non fara' come fini,fossero anche un pugno di voti,li portera' nel cdx,ne va della sopravvivenza sua e del cdx stesso ed in questo B. e' molti piu' astuto dei suoi collaboratori attuali per cui non tralascera' nemmeno la piu' civica delle liste,come alle ultime politiche la coalizione di cdx sommava tredici liste e se monti non avesse rifiutato ne avrebbe fatto parte anche lui con buona pace degli elettori,si ricorda la proposta a monti leader dei moderati?

Ritratto di liberopensiero77

liberopensiero77

Lun, 02/12/2013 - 13:50

Agrippina, capisco quello che dici, attaccare il governo è al momento l'atteggiamento che porta maggiori consensi, tuttavia rimango perplesso sul fatto che Renzi assuma atteggiamenti così forti prima di essere eletto (Cuperlo parla di "assist" a Berlusconi ...). Inoltre parlare di "asfaltare" la sinistra PD, anche in questo caso, prima ancora di avere vinto, mi sembra come quello che faceva i conti senza l'oste ... Il NCD di Alfano, al momento, è al governo, mentre Berlusconi è all'opposizione, e mi sembra che i forzisti stiano assumendo atteggiamenti sempre più radicali e anti-europei (è di oggi l'articolo di Brunetta che parla dell'euro come di un imbroglio ...). Alle elezioni che faranno, dopo aver seguito per più di un anno linee politiche divergenti, improvvisamente uno dei 2 partiti cambierà idea per mettersi insieme all'altro? Ne dubito molto, gli Alfaniani per me sono più vicini ai centristi che ai berlusconiani ...

Ritratto di Agrippina

Agrippina

Lun, 02/12/2013 - 14:10

I suoi dubbi sono legittimi dopotutto qui' si sta facendo solo propaganda.Quanto ad alfano lei sa bene che alle europee non ci sara' alcuna alleanza tra nessuno,c'e' il sistema proporzionale secco.Quando invece ci saranno elezioni amministrative o nazionali presumo che l'alleanza di cui sia lui che B. hanno subito chiarito ci sara' per i motivi che ho detto prima,ne hanno bisogno entrambi e sul fatto che oggi il ncd sembra un partito centrista,tanto meglio visto che porterebbe nella coalizione voti che sono usciti.Almeno questa la mia semplicistica lettura.Cordiali saluti.

Ritratto di liberopensiero77

liberopensiero77

Lun, 02/12/2013 - 14:24

Agrippina, chiaramente mi riferivo alle elezioni politiche, che si potrebbero tenere nel 2015 se va in porto il nuovo patto di governo che propone Alfano. Col proporzionale secco, sic stantibus rebus, Alfano rischia grosso, stante il sistema proporzionale e lo sbarramento al 4%, rischia addirittura di non avere rappresentanti ... Ma anche UDC e Lista Civica rischiano, ammenoché non decidano di riunirsi. Vedremo se preferiranno affrontare da soli un bagno di sangue, oppure mettere da parte le (minime) divisioni e procedere uniti. Cordialità