Mediaset tuona: "Mai interferenze di Berlusconi"

La società: "Sempre stati corretti e trasparenti. Sui diritti tv siamo noi la parte lesa"

«Una sentenza fondata sul nulla», replica Silvio Berlusconi. «Motivazioni inesistenti», fanno eco i legali. E anche l'azienda, ieri ha fatto sentire la propria voce, dopo l'uscita delle motivazioni della Cassazione. «Sempre operato in totale legalità e trasparenza in un settore cruciale della sua attività, quale l'approvvigionamento di contenuti televisivi», ha tuonato Mediaset. I vertici aziendali sottolineano la buona fede dimostrate «dal fatto che davanti all'opportunità di eliminare ogni rischio penale attraverso un condono fiscale “tombale”», hanno deciso di non perseguire questa pista. In una nota Mediaset fa notare che «solo negli ultimi dieci anni, ha versato allo Stato circa 6,5 miliardi di euro. Palese la sproporzione rispetto a una presunta evasione pari a soli 7,3 milioni di euro: il presunto risparmio ammonterebbe a circa lo 0,1% del totale pagato».

Mediaset ribadisce che non c'è stata alcuna «interferenza da parte di Silvio Berlusconi sull'operato degli organi sociali che hanno sempre avuto cura di perseguire gli esclusivi interessi della società e di tutti i suoi azionisti». Entrando nel merito dei diritti tv spiega che «il valore degli acquisti di prodotto fornito da Frank Agrama non supera l'8% dei volumi complessivi di investimenti in contenuti di Mediaset. E tutte e tre le sentenze in merito (primo grado, appello e Cassazione) escludono l'esistenza di prova di retrocessione di denaro da parte di Agrama alla società o ai suoi azionisti che semmai avrebbero dovuto essere identificati come parte lesa viste le somme pagate da Agrama ad alcuni dirigenti dell'ufficio acquisti Mediaset per garantirsi continuità di rapporto di fornitura». Dirigenti che, peraltro, sono stati rimossi dai loro incarichi.

Commenti

@ollel63

Ven, 30/08/2013 - 12:49

Altro che sentenza allucinante, è MOSTRUOSAMENTE EVERSIVA, ANTICOSTITUZIONALE, perché senza uno straccio di prova provata. E' una sentenza (ma, che dico, è un pastrocchio ideologico, un misto di ideologia marxista-leninista, di becero comunismo staliniano, di fanatismo e odio politico incivile antiuomo e antistato) che mette a nudo lo stato comatoso di degrado civile, prima che giuridico, di una giustizia marcia e arrogante oltre che incapace ed inadeguata, che di giustizia non ha nemmeno la parvenza, anzi sa solo ed esclusivamente di ANTIGIUSTIZIA. Questo è comunismo da Corea del nord o vetero-cubano. E' una vergogna che chiama vendetta e condanna da parte dell'intero mondo civile.