Riaperta la caccia all'uomo

È bastato l’annun­cio di una quasi discesa in campo per riaccendere l’entusiasmo di magi­strati frustrati e in malafede...

La caccia a Silvio Berlusconi è ufficial­mente riaperta. È bastato l’annun­cio di una quasi discesa in campo per riaccendere l’entusiasmo di magi­strati frustrati e in malafede. In poche ore la Procura di Palermo, ma Milano e Napoli non saranno da meno, ha aperto e riaperto inchie­ste e processi sulla mafiosità dell’ex premier e di Marcello Dell’Utri, coinvolgendo, si presu­me come testimone, pure Marina Berlusconi, tanto per suscitare più clamore. Non sono ba­state26non condannesu 26processi, non èsuf­ficiente che negli ultimi 18 anni ben tre Procu­re si siano dovute arrendere di fronte all’asso­luta mancanza non dico di prove ma neppure di indizi che Forza Italia sia nata da un patto con la mafia. Il pm dichiaratamente simpatiz­zantecomunista Ingroia ( in predicatodi entra­re in politica) e i suoi compari non si danno pa­ce: Berlusconi deve morire, e visto che non ci ha pensato la mafia se ne incarica l’antimafia, una organizzazione politico-giudiziaria che è cancro del Paese peggio della prima, con l’aiu­to dei soliti giornali. Non è una battuta: di re­cente ha fatto più vittime l’antimafia militante che le cosche. Qualcuno si è salvato per un sof­fio, ultimo in ordine di tempo l’ex ministro Ro­mano assolto perché completamente estra­neoai fatticontestati da pm incoscienti. L’elen­co è lungo, una sintesi la trovate a pagina 3  del Giornale di oggi.

La novità non riguarda soltanto la new entry nella macchina del fango giudiziario di donna Marina. C’è del nuovo anche nelle tesi investi­gative, e cioè che Berlusconi sia ricattato da Dell’Utri: soldi in cambio del silenzio su fatti di mafia. Prove? L’acquisto da parte dell’ex pre­mier di una villa del suo vecchio amico. Ora, in unPaesenormalepuòunmiliardariocompra­re ciò che crede da chi crede? Può un miliarda­rioaiutare il compagno ditante avventure fini­to in difficoltà economiche proprio per fare fronte a spese giudiziarie ingenti per processi finiti(per ora) nelnulla?Secondo i pmdiPaler­mono, il fatto è sospetto. Siamo allo Stato di po­lizia, alla giustizia del sospetto. Siamo allo Sta­to mafioso, alla negazione del rigore morale e professionale di Falcone e Borsellino. Prepa­riamoci a una nuova stagione di veleni e veline (giudiziarie). Che loro, i pm, devono cercare pure direcuperare la simpatiadella sinistra do­po lo scivolone delle intercettazioni illegali a Napolitano. E per farlo, che c’è di meglio che riaprire la caccia a Berlusconi?