Le ricette per cambiare i connotati all'Italia

Tutti i presidenti della Repubblica ci dicono che abbiamo una Costituzione ammirevole. E la stampa, la televisione li seguono nella loro esaltazione. In realtà, la nostra Costituzione porta i segni della situazione eccezionale in cui è nata

Tutti i presidenti della Repubblica ci dicono che abbiamo una Costituzione ammirevole. E la stampa, la televisione li seguono nella loro esaltazione. In realtà, la nostra Costituzione porta i segni della situazione eccezionale in cui è nata. In Italia passava la Cortina di ferro di cui erano espressione la Democrazia cristiana e il Partito comunista, due nemici mortali costretti a convivere. La Costituzione è stata fatta in modo che nessuno potesse governare da solo.

Il Pci non era molto grande ma aveva una leadership forgiata nella Terza internazionale. Aveva egemonizzato la Resistenza e si preparava a egemonizzare, secondo l'insegnamento di Gramsci, scuola e magistratura. Ma anche la Dc era forte. De Gasperi si era formato al parlamento austriaco e in Vaticano godeva della fiducia illimitata della Chiesa e degli americani. Per paralizzarsi a vicenda hanno messo nella Costituzione un doppio Parlamento con le stesse funzioni, un presidente del Consiglio senza potere, una magistratura che è uno Stato nello Stato, e poi le amministrazioni locali e quelli che venivano chiamati «corpi intermedi» sindacati, potenti cooperative e un grosso parastato da lottizzare. Una Costituzione perfetta per la guerra fredda che è continuata fino al crollo del muro di Berlino.

Poi tutto è esploso. La guerra fredda è diventata scontro bipartitico feroce, la magistratura ha spazzato via democristiani e socialisti, poi è incominciata la macelleria politica quotidiana, lo sbriciolamento dei partiti al punto che abbiamo dovuto chiamare un «Podestà» esterno come i litigiosi Comuni medioevali. E, giorno per giorno, la situazione peggiora.

Che cosa si dovrebbe fare? Se fosse possibile, cambiare una Costituzione obsoleta mettendo una sola Camera o due Camere con funzioni diverse, una presidenza alla francese con un solo rinnovo, una magistratura efficiente e non politicizzata. Poi eliminare le Regioni a Statuto speciale, le Province, e adottare modelli fiscali moderni, seguendo l'esempio svizzero.

Lo faranno gli economisti che ci governano? Per ora ci terrorizzano con le cifre ma il problema non sta nelle cifre, sta nella architettura dello Stato e del sistema politico e nel fare tutte le cose che servono quotidianamente allo sviluppo economico e semplificano la vita.

Commenti

killkoms

Lun, 23/07/2012 - 18:48

la pseudocostituzione andrebbe azzerata di sana pianta!ma per farlo ci vorrebbe una rivoluzione dei volenterosi,e npn solo culturale!

bruco52

Lun, 23/07/2012 - 19:04

D'accordo su tutto, anche se penso che bisognerebbe abolire le regioni, vero buco nero delle finanze italiane, carrozzoni di corruzione clientelare, palestre d'allenamento per la spartizione partitocratica del potere, da applicare poi a livello nazionale.Le province si dovrebbe invece ridurle, abolendo quelle fatte nascere negli ultimi quarant'anni.Ma tanto questi sono sogni irrealizzabili....è cosi da settant'anni.

roby55

Lun, 23/07/2012 - 22:26

Ci sono milioni di persone che remeranno contro, perché l'unica cosa che sanno fare è posare il loro sedere...su un posto fisso, e quello lo dà loro la PA, cioè tutto un sistema che ormai definire parassitario è dir poco.

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balonid

Mar, 24/07/2012 - 00:11

bruco52:pienamente d'accordo ! il saccheggio inizio' con l'istituzione delle regioni! ma i Lanzichenecchi erano piú saggi. Consentivano alle vittime di accumulare altre ricchezze prima di saccheggiarli di nuovo.Questi qui sono cosi' imbecilli da saccheggiare i morti di fame. God bless we all!

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Angus

Mar, 24/07/2012 - 09:05

Non mi sembrano novità eclatanti quelle lette nell'articolo. Sono anni che si parla di snellire lo Stato. Ma la domanda è: a chi conviene? Certo non all'apparato dei partiti e della magistratura. I veri responsabili del decadimento della nostra Italia.

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Zagovian

Mar, 24/07/2012 - 09:22

Caro Alberoni, le sue osservazioni sono esatte.Giusto!Per quanto riguarda la cura,forse occorre essere più decisi. Come vede,sotto continui colpi trasversali,il sistema politico "tradizionale" si va sgretolando. Serve una "nuova politica",basata su rappresentanze elette dal Popolo,in base ad affinità maggioritarie, su temi concreti,su prospettive,su valori condivisi di base. Come ho già scritto,la tecnologia consentirebbe di gestire questa "nuova-moderna politica",veramente DEMOCRATICA(senza guru),uno spaccato delle esigenze del "popolo",che si proietta,in un esecutivo funzionale,per l'attuazione delle sue esigenze maggioritarie. Questo è il NUOVO PARTITO,che non è certo ne Grillo,ne la attuale destra,sinistra,centro,ma il minimo comun denominatore trasversale,delle varie affinità ed esigenze,realizzabile mediante decisioni operative,demandate a costanti "referendum" propositivi ed abrogativi "ON LINE",esecutivi della volontà popolare LOCALE E NAZIONALE, espressa a maggioranza,su tutto. Queste sono RIVOLUZIONI!! Per quanto riguarda il sistema fiscale,il problema è RIDURRE LA SPESA PUBBLICA(incluso l’”accoglienza” di milioni di “migranti”),e contemporaneamente,RIVEDERE DI SANA PIANTA,L’IMPIANTO IMPOSITIVO,per renderlo più EQUO,secondo l’uso che uno fa del SERVIZIO reso dallo STATO,ripartendolo secondo classi di reddito,con la totale eliminazione di Tutte le attuali forme impositive:IVA-IMU,Accise,IRAP,etc.(rimarrebbe solo l'IRPEF) Eliminare il costo di questo enorme calderone,pagato sempre dai soliti,non sono più disposti a mantenere “gli altri.

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Angus

Mar, 24/07/2012 - 09:25

Il pezzo non dice niente di nuovo. La Costituzione italiana +è obsoleta e non ha saputo adattarsi ai tempi. Merito di una schiera di partiti che hanno fatto di tutto tranne il bene comune nell'esercizio della res publica latina. Non si è mai voluto mettere mano alla Carta per paura di "sporcarla". In realtà il fatto in oltre 50 anni ha fatto solo comodo a chi si è sempre dimostrato, con i fatti, un nemico dell'unita nazionale: i partiti e la magistratura. Lo dicono i fatti. Angus

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Rosella Meneghini

Mar, 24/07/2012 - 10:05

L’articolo evidenzia tutta la drammaticità di una situazione che è sfuggita di mano, ma non dice come uscirne da questo ginepraio. L’occasione l’ha avuta questo imbelle governo tecnico che avrebbe dovuto imporre per prima cosa le tre riforme fondamentali: Costituzione, Giustizia, Legge elettorale, senza dimenticare la caccia ai veri evasori fiscali che sanno benissimo chi sono, confiscando loro tutti i beni, seguita da una riforma fiscale al passo con i tempi. Invece ha pensato bene di caricarci di tasse affossando definitivamente la già macilenta economia del Paese. Ma evidentemente gli accordi con il golpista del Colle erano di tutt’altra natura. Perché qui le cose sono due: o Monti è l’uomo incaricato da certi poteri forti a mettere all’asta l’Italia, o è un emerito imbecille, dato che a caricare di tasse il popolo è capace anche un analfabeta. Ora ci troviamo con le elezioni dietro l’angolo da affrontare e qualsiasi coalizione vinca rimarremo sempre al palo. Questo è il dramma! Un dramma che spalancherà le porte alla ferocia della dittatura con tutte le sue nefaste conseguenze. La Storia insegna, ma nessuno impara.

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brunobeard

Mar, 24/07/2012 - 10:32

Sante parole, egregio Professore! Se la stampa italiana, anzichè essere espressione di un proprio partito, fosse mezzo d'informazione dura, critica, ma onesta, nel senso di rappresentare la realtà senza pregiudizi, da tempo tutti sarebbero convinti di quanto Lei chiaramente rappresenta in questo articolo. Altra condizione necessaria va ricercata nella scomparsa dalla scena politica di quanti hanno partecipato alla stesura della Costituzione "più bella del mondo"!

Albi

Mar, 24/07/2012 - 10:55

Per i nostri media esistono purtroppo delle regole ferree di ipocrisia: 1) anche se Napolitano starnuta, la stampa in coro deve dichiarare la propria ammirazione per l'impagabile e saggia esternazione 2) la Costituzione, anche se piena di anacronismi, è intoccabile 3) la nazionalità dei criminali si pubblica solo se sono italiani. Chi non si adegua cambi mestiere.

lenzed

Mar, 24/07/2012 - 10:54

Era molto meglio lo Statuto Albertino. Viva il Re! (quello vero però, non quello attuale tarroccato).

Martino70

Mar, 24/07/2012 - 12:08

La nostra Costituzione è VECCHIA .... fatta per non scontentare comunisti e democristiani .... BASTA, è ORA di CAMBIARLA! Smettiamole di nasconderci dietri false utopie e ipocrisie. Quuesto paese rischia il collasso perchè tutti vogliono governare .....

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romy

Mar, 24/07/2012 - 12:57

Bravo Alberone hai parlato da politico con le pa.lle,la competenza se c'è si vede,speriamo che si diano una mossa,chi di dovere,invece di litigare sempre che nel frattempo ci rimetteremo anche le 4 penne che ci sono rimaste.

mariolino50

Mar, 24/07/2012 - 13:56

Tutte le costituzioni sono nate dopo eventi eccezionali, quella americana dopo la rivoluzione, quella francese dopo la guerra d'Algeria, quella spagnola dopo la morte di FRanco, quella tedesca dopo la sconfitta come la nostra, solo per citare le principali, io preferisco questa che quelle che esautorano completamente il parlamento, ne vengono fuori delle dittature temporanee forse, già ora con l'abuso del voto di fiducia le leggi le fà il governo che invece chiamasi esecutivo e non legislativo, le ruberie possono poi avvenire con qualsiasi sistema politico ed elettorale, o credete che un sistema diverso scoraggi i ladri, quando poi ci si ritrova uno che non se ne vuole più andare, vedi qualche decennio fà, come la mettiamo, anche se a molti lettori credo tornare all'antico piacerebbe, ma non a tutti gli altri.

pietrom

Mar, 24/07/2012 - 14:43

Caro Alberoni, concordo con quanto ha scritto. Guardando la sua foto mi domando se fa anche il pugile...

Ruben

Mar, 24/07/2012 - 15:02

A mio avviso, invece, le regioni andrebbero mantenute e a tutte andrebbe dato lo stesso grado di autonomia con vincoli di spesa in modo da non generare deficit superiore al 3% delle entrate fiscali raccolte al loro interno. Queste rimarrebbero a disposizione delle singole regioni per l'80%, mentre il restante 20% andrebbe diviso tra fondo di perequazione e rimanente per lo Stato Centrale. Allo Stato Centrale dovrebbero rimanere solo le competenze legislative ed amministrative in materia di politica estera, economica ed esercito. Tutto il resto può essere demandato a Comuni e Regioni: scuola, sanità, viabilità, pubblica sicurezza, gestione dell'ambiente e del territorio e tutto ciò che possa riguardare gli interessi locali dei singoli territori...

antonin9421

Mar, 24/07/2012 - 16:06

zERO PROVINCE E ZERO REGIONI. PUNTO.

Ritratto di Rosella Meneghini

Rosella Meneghini

Mar, 24/07/2012 - 16:45

L’articolo evidenzia tutta la drammaticità di una situazione che è sfuggita di mano, ma non dice come uscirne da questo ginepraio. L’occasione l’ha avuta questo imbelle governo tecnico che avrebbe dovuto imporre per prima cosa le tre riforme fondamentali: Costituzione, Giustizia, Legge elettorale, senza dimenticare la caccia ai veri evasori fiscali che sanno benissimo chi sono, confiscando loro tutti i beni, seguita da una riforma fiscale al passo con i tempi. Invece ha pensato bene di caricarci di tasse affossando definitivamente la già macilenta economia del Paese. Ma evidentemente gli accordi con il golpista del Colle erano di tutt’altra natura. Perché qui le cose sono due: o Monti è l’uomo incaricato da certi poteri forti a mettere all’asta l’Italia, o è un emerito imbecille, dato che a caricare di tasse il popolo è capace anche un analfabeta. Ora ci troviamo con le elezioni dietro l’angolo da affrontare e qualsiasi coalizione vinca rimarremo sempre al palo. Questo è il dramma! Un dramma che spalancherà le porte alla ferocia della dittatura con tutte le sue nefaste conseguenze. La Storia insegna, ma nessuno impara.

Ritratto di Zagovian

Zagovian

Mar, 24/07/2012 - 17:57

Commenti "congelati"?...Quello che vi ho inviato questa mattina,non andava bene?

Ritratto di balonid

balonid

Mer, 25/07/2012 - 10:02

bruco52 ha ragione. Il saccheggio inizio' con l'istituzione delle regioni e da allora viene perpetrato con feroce determinazione. I Lanzichenecchi consentivano alle vittime la possibilita' di riarricchirsi far un saccheggio e l'altro, I nostri politici smetteranno solo quando non ci sara' piú nulla da saccheggiare (ci siamo quasi).

Ritratto di nw33

nw33

Mer, 25/07/2012 - 11:58

Penso che la Costituzione italiana sia vecchia e non adeguata alla situazione. Ed è la costituzione che si deve adeguare ai tempi e al nuovo panorama politico e non la diversa realtà che si è venuta a formare, alla legge italiana.

ferrante

Sab, 25/08/2012 - 12:22

prof. Lei cita sempre gli sbusafurmac, come se avesse qualche conto a Lugano. Ci faccia una verifica sulla storia della Lombardia e le faremo vedere che il re Alboin nel Sesto secolo ha unificato il Nord con la "einheit im verschidenheit" delle genti germaniche. Quello che il Bossi chiama federalismo. Gli svizzeri si sono unificati perchè sono dei cagasotto nei confronti dell'Imperatore tedesco e gli hanno proposto di tenergli gli sghei in cambio della cosiddetta libertà. Saluti dall'ultimo banco