Riecco l'Isee per stanare i falsi poveri

RomaA ognuno la sua rata. Senza ingiustizie e senza sconti per i finti poveri. Il governo ha deciso di mettere mano all'Isee, l'indicatore della situazione economica equivalente. Troppo spesso risolto con sommarie autodichiarazioni, nell'intenzione dell'esecutivo, che lo ha approvato ieri in Consiglio dei ministri, questo strumento rinnovato dovrà offrire «una definizione più ampia del reddito», estesa all'intera situazione patrimoniale. «Un passo fondamentale per una maggiore equità» secondo l'auspicio del ministro del Lavoro Enrico Giovannini. Evitando, per dirla con le parole di Letta, che chi «ha le esenzioni all'Università vada in facoltà con la Ferrari». È uno strumento «importante per il cambiamento che interviene in modo significativo in favore delle famiglie e dei disabili», ha detto ancora il premier.
Prima di tutto partiranno più controlli e sarà applicato un sistema accurato di incrocio dei dati. L'Isee sarà aggiornabile con frequenza, contestualmente ai cambiamenti in cui incorre il titolare della posizione, come la perdita del lavoro, la cassa integrazione, o la riduzione del reddito di oltre il 25%. Viene così introdotto il calcolo dell'Isee «corrente». Sarà dato un «peso più adeguato» alla componente patrimoniale. Vengono considerate nell'indicatore «tutte le forme di reddito, comprese quelle fiscalmente esenti». Il nuovo Isee considera inoltre «le caratteristiche dei nuclei con carichi gravosi, come le famiglie con 3 o più figli e quelle con persone con disabilità». Vengono sottratti dalla nozione di reddito gli assegni di mantenimento, i redditi da lavoro dipendente (quota del 20% fino a un massimo di 3.000 euro), le pensioni (quota del 20% fino a 1.000 euro), il costo dell'abitazione (da 5.165 a 7.000 euro all'anno) e le spese per persone con disabilità o non autosufficienti. Sono aumentate le franchigie per ogni figlio successivo al secondo (500 euro per la deduzione dell'affitto, 2.500 euro sulla prima casa, 1.000 euro per il patrimonio immobiliare).
«Molte delle voci, oggi parte delle autodichiarazioni - ha spiegato Giovannini - verranno compilate automaticamente dall'Inps attraverso le banche dati, in modo che nessuno si possa dimenticare di indicare i valori corretti». Si riduce «quindi l'area della autocertificazione». Le risorse «sono limitate e quindi è fondamentale che vadano a chi è in uno stato di necessità».
La riforma dell'Isee, si sottolinea dal governo, era stata una delle proposte dei saggi incaricati dal Quirinale. «La cronaca è testimone di truffe, veri e propri scempi sociali - ha insistito Giovannini - come certificato dalla Guardia di finanza, che ha registrato nel corso di un controllo su alcune università oltre il 60% di certificazioni false». La riforma dell'Isee dovrà contribuire a creare l'impianto del nuovo piano di sostegno all'inclusione sociale attiva, che prevede sussidi per le famiglie più povere in cambio di un impegno sul piano sociale e lavorativo: «Questa riforma - ha quindi sottolineato Giovannini - rappresenta anche un tassello fondamentale per sviluppare politiche efficaci di contrasto alla povertà, come quelle basate sul Sostegno dell'inclusione sociale attiva».