Riforme, Palazzo Chigi in tilt E ora pure Monti vuole sfilarsi

Più che un rinvio, si profila uno slittamento per ragioni di opportunità politica, all'udienza del 14 gennaio. La Corte costituzionale, che oggi discuterà in camera di consiglio il ricorso sul Porcellum, prova a lasciare la palla al Parlamento, perché trovi un accordo sulla riforma elettorale. I Quindici della Consulta sperano di prendere tempo, mentre i partiti litigano sul nuovo sistema. Ieri c'è stata l'udienza pubblica sul ricorso presentato dalla Cassazione dopo l'iniziativa di un gruppo di cittadini, ma difficilmente oggi si arriverà a una decisione.
Il premier Enrico Letta intanto incalza le forze politiche: «Non possiamo permetterci di non fare le riforme, di mantenere il bicameralismo perfetto, di non ridurre i parlamentari, di non riformare il titolo V della Costituzione». Si appella a Fi, che con Renato Brunetta insiste per andare alle urne con questa legge elettorale. Attacca Beppe Grillo, che vuole «affondare il Paese». Dice che le riforme saranno «il cuore della richiesta di fiducia» dell'11 dicembre e che prima sentirà i partiti di maggioranza e «le nuove leadership». Dal capo del Ncd Angelino Alfano a Matteo Renzi, che dovrebbe vincere le primarie Pd e già detta condizioni: «Entro le Europee la maggioranza dovrà approvare almeno in prima lettura la legge elettorale». Anche per il ministro Gaetano Quagliariello, «o nel patto di maggioranza per il 2014 si inserisce a pieno titolo la riforma elettorale, oppure questo governo non ha più ragione di esistere». E Mario Monti medita di far uscire Scelta civica dalla maggioranza se non arrivano riforme in tempi rapidi.
Ma in Senato è stallo e il presidente Pietro Grasso avverte che se dovesse continuare, malgrado «la marea montante di rabbia», sosterrà il trasferimento della legge alla Camera, chiesto da Renzi e oggi sul tavolo dei capigruppo a Montecitorio. Lì «c'è una chiara maggioranza sul doppio turno», applaudono i renziani Andrea Marcucci e Michele Anzaldi. Per Maurizio Sacconi di Ncd, invece, il comportamento di Grasso è «paradossale» e attaccano pure i leghisti. Il vicepresidente Pd della Camera Roberto Giachetti continua lo sciopero della fame contro il Porcellum: giorni 59. Ma che cosa farà la Consulta? «Mandrie da voto», così il Porcellum ha ridotto gli elettori per l'avvocato Claudio Tani, che in udienza spiega i motivi del ricorso. Per tornare a essere «cittadini consapevoli», dice, devono poter scegliere chi votare, senza liste bloccate ideate da «curie di partito» e un premio di maggioranza che ha dimostrato con «un fallimento clamoroso» di non assicurare la governabilità. Tra i 15 giudici, il secondo da sinistra al tavolo a ferro di cavallo è Sergio Mattarella, padre del vecchio sistema che molti vogliono far rivivere. Come lo sfidante Pd, Pippo Civati. Più vicino al presidente Gaetano Silvestri siede il relatore Giuseppe Tesauro, cui tocca illustrare il caso. Parla l'avvocato Aldo Bozzi, primo firmatario del ricorso che, dice, dichiarare inammissibile per mancanza del requisito di «incidentalità» sarebbe «pretestuoso e infondato». Parla l'avvocato Felice Carlo Besostri per spiegare che se la legge Calderoli fosse bocciata «non si creerebbe un vuoto legislativo» e non si tornerebbe al Mattarellum: rimarrebbe un sistema «proporzionale con soglia di accesso, immediatamente applicabile». Grillo propone: «In attesa del responso della Consulta, che ha la velocità di un gasteropodo quando si tratta dei privilegi dei partiti, si dovrebbe avviare un sequestro preventivo dei patrimoni immobiliari dei partiti».

Commenti
Ritratto di Agrippina

Agrippina

Mer, 04/12/2013 - 09:49

Come dicevo in altro post,se portano a casa uno straccio di riforma ed una legge elettorale nuova,FI ci rimettera' parecchio,sia per essersi voluta autoescludersi,sia perche' sara' ovvio l'apprezzamento per chi qualcosa avra' fatto.Ma la strada e' davvero dura sebbene obbligata per tutti.

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Mer, 04/12/2013 - 12:42

Il comportamento del Grasso deve essere definito "untuoso".