La rinascita di Orlando: schiaffo per Falcone

Negli anni ’90 il "nuovo" primo cittadino di Palermo con veleni e accuse delegittimò il giudice in prima linea contro la mafia: il suo ritorno al potere è un brutto segno

Si potrebbe senz’altro definire Leoluca Orlando «vecchio arnese della politica», se la parola «arnese» non evocasse qualcosa di utile, cosa che il politico palermitano non è mai stato. Naturalmente dotato fin da giovane - prese la migliore maturità d’Italia del suo anno - ha sempre rovinato tutto per il suo troppo odiare e spargere veleni.

Rieletto ora sindaco di Palermo per la quarta volta, dopo un lungo purgatorio, Orlando si è riallacciato al quindicennio, 1985-2000, in cui dominò la scena cittadina. Prosperò nelle brighe. Si autopromosse denigrando i rivali. Se non gradiva il risultato di un’elezione accusava l’avversario di brogli elettorali o di avere rastrellato voti mafiosi. Usò il metodo anche con il socialista Claudio Martelli che nel 1987, per capriccio, si fece eleggere alla Camera a Palermo. Martelli se lo legò al dito e quando Orlando, nel ’93, fu rieletto sindaco gli dimostrò che era stato votatissimo nei quartieri più coppoluti: Kalsa, Zen, Ciaculli. Leoluca fece spallucce, perché quello che vale per gli altri non vale per sé, e continuò metodicamente a «mascariare» il prossimo.

Tuttora, che ha 65 anni (in agosto), non ha perso il vizio. A marzo invalidò, nella sostanza, le primarie palermitane della sinistra, gridando come un ossesso, «brogli, brogli» senza averne le prove. Con questa scusa, si è autocandidato sindaco contro il vincitore della lizza e suo ex pupillo, Fabrizio Ferrandelli e ha vinto con il 72,4 per cento dei voti contro il 27,5 di Ferrandelli. Senz’altro un trionfo sull’avversario, ma un fiasco in termini assoluti. Essendo stata l’affluenza inferiore al 40 per cento, ne deriva infatti che solo il 28 per cento degli aventi diritto ha votato Orlando e che il restante 72 si è ben guardato dal farlo.

Questo ripudio di una parte cospicua della città è la sola attenuante che i concittadini di Giovanni Falcone possono invocare per avere scelto come sindaco il suo nemico più subdolo. L’elezione di Orlando è infatti uno schiaffo alla memoria del giudice ucciso.

Per non dimenticare. La sera del 17 maggio 1990, il faccione di Leoluca, anche allora sindaco, fece capolino nella trasmissione Samarcanda di Michele Santoro. L’ospite mise il solito broncio da intrigante e sparò: «Il giudice Falcone nasconde le carte nel cassetto». L’accusa si riferiva a un episodio dell’anno prima: i presunti favori di Falcone ad Andreotti e ai suoi uomini in Sicilia, Salvo Lima, in primis. All’osso, il sindaco col ciuffo sosteneva che il Divo Giulio fosse «punciutu», cioé avesse stretto con i mafiosi il patto di sangue - dito bucato contro dito - e che affiliati fossero i suoi amici politici. La colpa di Falcone invece - sempre ai suoi occhi - era di non essersi lasciato infinocchiare da un mafioso, certo Giuseppe Pellegriti, pseudo pentito che godeva però della piena fiducia di Leoluca. Costui aveva «rivelato» che fu Lima a ordinare l’omicidio di Piersanti Mattarella, avvenuto nell’80. Falcone capì al volo la panzana e incriminò Pellegriti per calunnia. Ciò scatenò la rabbia del sindaco e dei suoi professionisti antimafia che volevano invece incastrare gli andreottiani e avevano passato il tempo a catechizzare Pellegriti (come rivelerà Falcone al Csm). Questo l’antefatto della «denuncia» di Orlando allo show di Santoro, in cui l’interessato fu aggredito in sua assenza e contro il principio di lealtà.

L’accusa mise Falcone nelle peste. Il giudice che da anni era l’icona della lotta alle cosche viveva un momento delicato. Preso di mira per il suo rigore dai fanatici che confluiranno nella Rete (il partito orlandiano), finì nel tritacarne della «primavera» di Palermo, l’orrida stagione dominata dal duo Orlando-Padre Pintacuda al motto imbecille: «Il sospetto è l’anticamera della verità». Al punto che perfino l’attentato alla villetta all’Addaura, di cui Falcone fu vittima, si ritorse contro di lui. Sventato con la scoperta in extremis della carica di tritolo, il giudice ne trasse due indizi: che la mafia lo voleva morto e che tentava di ucciderlo adesso perché lo considerava più vulnerabile. Gli orlandiani sparsero la voce che era stata una messinscena di Falcone. La figura di Falcone, più che specchiata fino allora, perdeva smalto. Il Csm volle vederci chiaro e convocò il giudice a Roma.

La seduta si tenne il 15 ottobre 1991. In mezza giornata, di fronte a un sinedrio attento, Falcone smontò la trappola, fece alcune rivelazioni e inchiodò Orlando con alcuni giudizi che lo dipingono per l’eternità. «Orlando - disse - sarà costretto a spararle ogni giorno più grosse. Lui e i suoi sono disposti anche a passare sui cadaveri dei loro genitori. Questo è cinismo politico. Mi fa paura». Spiegò che, contrariamente alle accuse del sindaco, «nei cassetti non c’erano prove, perché ormai erano stati tutti svuotati» e gli eventuali accantonamenti erano solo «indagini fatte male». Se poi il sindaco si è incattivito, è perché non ha digerito l’arresto di Vito Ciancimino, il mafioso. Ma come proprio Orlando, che dell’antimafia ha fatto una religione, prende cappello se sbattono don Vito in gattabuia? Eh sì, rivela Falcone - e questa è davvero bella - «perché nonostante un sindaco come Orlando (ironia?, ndr) la situazione degli appalti a Palermo continuava a essere la stessa e Ciancimino continuava a imperare sottobanco...». Ecco, dunque, messi a nudo gli altarini: Leoluca ce l’aveva col giudice perché gli aveva arrestato il Cianci. Oltre, naturalmente, avergli mandato a monte il piano contro Andreotti.

Verso la fine dell’udienza, il giudice fa un affresco della Palermo del duo Orlando-Pintacuda. «Non si può andare avanti in questa maniera... è un linciaggio morale continuo... Facendo come fanno loro le conseguenze saranno incalcolabili. Ma veramente incalcolabili». Le ultime parole dell’arringa sono da incidere nel bronzo: «La cultura del sospetto non è l’anticamera della verità; la cultura del sospetto è l’anticamera del khomeinismo». Poi, prima di lasciar il Csm, il giudice aggiunse stancamente, senza sapere - o forse sì? - quanto fosse profetico: «Mi stanno delegittimando. Cosa Nostra fa così: prima insozza la vittima, poi la fa fuori».
Falcone morì sette mesi dopo, il 23 maggio 1992, dilaniato con moglie e scorta dall’ordigno di Capaci. Orlando andò al funerale, ciuffo in doglie e aria del cane bastonato. Sul sagrato della chiesa, Maria Falcone, sorella dell’ucciso, lo affrontò: «Hai infangato il nome, la dignità, l’onorabilità di un giudice integerrimo». E gli girò le spalle. Leoluca piagnucolò: «È una cosa che mi fa molto male». Di Orlando ci sarebbe molto altro da dire. Ma ho preferito utilizzare lo spazio per riassumere la vera storia tra lui e Falcone. Chi oggi li accomuna, come se fossero stati sulla stessa barricata, mente. I morti non parlano ed è sul silenzio di Falcone che retori e scribacchini hanno creato il gemellaggio fasullo del giudice e del sindaco, mettendoli sullo stesso altare. Chi è dalla parte di Falcone non può stare con Orlando. Ecco perché la scelta elettorale di Palermo è un brutto indizio.

Commenti

gpl_srl@yahoo.it

Lun, 04/06/2012 - 09:03

ogni città ha i dirigenti che merita: leoluca orlando è quindi il piu adatto a gestire la città di paòermo che lo ha eletto a pieni voti: vuol dire che forse palermo ha scelto il male minore ...ma allora in questo caso chi ' l' altro finalista??

giovanni PERINCIOLO

Lun, 04/06/2012 - 10:09

Perna fa benissimo a ricordare tutti i fatti, ripeto fatti non balle, relative al signor sindaco di Palermo autoproclamatosi unico antimafioso garantito doc. Pero' mi assale un dubbio : come é possibile farsi eleggere sindaco di Palermo per ben quattro volte con risultati bulgari e, in tanti anni di strenua lotta contro la mafia, non aver mai subito il minimo attentato o intimidazione???? forse che la "lotta" é sempre stata solo presunta?? La storia e le cronache insegnano che chi veramente ha dato fastidio alla mafia ha sempre pagato, perché lui no?? E' delitto di lesa maestà fare proprio l'assioma di Orlando e Pintacuda : «Il sospetto è l’anticamera della verità».........??!! Il dubbio resta.

voce.nel.deserto

Lun, 04/06/2012 - 10:26

Brutto segno? Penso che a Palermo pochi siano in grado di capire come siano andate le cose nella loro città. Neppure i più diretti interessati. Un articolo come questo può essere stimolo alla ricerca di verità nascoste.Certamente l'avversione per Orlando di Cossiga era un altro elemento che faceva riflettere. Grazie a Dio gli uomini possono cambiare ,migliorarsi. Auguriamo a Palermo ogni possibile bene.Ma chi si sente all'opposizione è bene che stia in guardia e controlli.E' il sale delal democrazia. Un pensiero riverente al giudice Falcone ancora oggi punto di forza della nostra magistratura per la sua coerenza di vita e per il suo sacrificio.

stesicoro

Lun, 04/06/2012 - 10:26

Dopo l'attentato di Capaci, sparirono coloro che avevano osteggiato Falcone, che diventò "Giovanni" per tutti. Più che complimentarmi, ringrazio per quest'articolo che viene a configurarsi come una vera e fedele testimonianza.

doris39

Lun, 04/06/2012 - 10:47

" Chi è dalla parte di Falcone non può stare con Orlando. " E' quello che mi sono detta ,quando ho scoperto che la signora Borsellino, sorella del Magistrato, sosteneva Leoluca Orlando Cascio. L'indecenza non conosce limiti,purtroppo

roscor

Lun, 04/06/2012 - 11:22

"Essendo stata l’affluenza inferiore al 40 per cento, ne deriva infatti che solo il 28 per cento degli aventi diritto ha votato Orlando e che il restante 72 si è ben guardato dal farlo" Questa è un brano dell'articolo di cui sopra , e la dice lunga su chi ha votato il caro Orlando ...lui già sapeva in parecchio anticipo che avrebbe vinto le elezioni a sindaco ... anche perchè chi osa contrastarlo viene subito indagato e messo alla gogna ..chissà perchè.... povera Palermo questo è l'ultimo atto...

eglanthyne

Lun, 04/06/2012 - 11:30

Egregio Signor Perna , EVIDENTEMENTE se Orlando Cascio è stato RIeletto per i SUOI elettori quelli da Lei ricordati sono avvenimenti di NESSUN RILIEVO .

MMARTILA

Lun, 04/06/2012 - 11:52

Chi fosse Orlando lo si sapeva: la sua infamia, il suo essere voltagabbana, il parlare di tutto e tutti senza dire niente, il suo ostracismo per l'eroe Falcone...se è stato votato e rieletto, evidentemente è ciò che i palermitani meritano.

mariorossi98

Lun, 04/06/2012 - 11:54

la cosa assurda è che questo losco individuo da del mafioso a tutti,poi però stravince a palermo ...............................a chi vanno i voti della mafia?

Stella

Lun, 04/06/2012 - 11:56

La mafia ha tante facce, probabilmente anche quella di Orlando. Meditate gente!

lulumicianera

Lun, 04/06/2012 - 12:19

leoluca orlando cascio,unto e bisunto dalla mafia?.Il sospetto pare più che giustificato,visto che i suoi avversari sono morti e lui è ancora vivo e ben grassamente vegeto in una posizione in cui dubitare è lecito,anzi quasi un' obbligo.

killkoms

Lun, 04/06/2012 - 13:00

il nuovo che avanza!o meglio,come narrato nel"gattopardo",quel che deve cambiare affinchè nulla cambi!

giuseppe.galiano

Lun, 04/06/2012 - 13:33

Palermo deve soltanto vergognarsi. Avrebbe dovuto prendere coscienza di se, della storia della città, dei suoi uomini ed eroi più rappresentativi e cacciare, letteralmente, gli imbonitori dal tempio. Non l'ha voluto o saputo fare e questa è solo vergogna per tutti i suoi abitanti.Si potrebbe dire ''ben gli sta'', pensando ad un futuro ravvedimento, ma non succederà mai, è una città dalla memoria corta e dalla scarsa dignità. Non per niente, ancora, è sfregiata nel corpo dagli ultimi bombardamenti del.......1943.

Ritratto di alasnairgi

alasnairgi

Lun, 04/06/2012 - 17:52

Non dannatevi l'anima !! ogni paese , ogni citta' ha i governanti che si merita !!!!!

Ritratto di Rosella Meneghini

Rosella Meneghini

Lun, 04/06/2012 - 18:11

#9 mariosirio 98# Sa perché da del mafioso a tutti? Perché lui le persone nemmeno le vede. Sono solo specchi nei quali si riflette, si riconosce e, coprendo di falsa indignazione quello che noi crediamo un insulto, si elogia con il titolo a lui più caro, come fosse un titolo nobiliare Quando invece, si è trovato davanti il grande Falcone, come nel libro “Il ritratto di Dorian Grey”. ha visto riflessa tutta la bruttura del suo essere e questo è stata una cosa imperdonabile al suo smisurato ego e fatale per il Grande Giudice. Palermo ha ucciso di nuovo, insieme all'altrettanto grande Paolo Borsellino, i suoi figli migliori.

Ritratto di robertoguli

robertoguli

Lun, 04/06/2012 - 18:24

Il solito complimento a Pernat per averci ricordato la sostanza della vita di Orlando. Forse si sarebbe potuto dire qualcosa anche del padre, ma bisogna riconoscere al soggetto la capacità di aver intuito di giocare in mezzo a vasi di argilla scadente e quindi tentare avrebbe potuto dare l'esito insperato. Distinti saluti. Roby

Albert1

Lun, 04/06/2012 - 18:50

Me lo ricordo questo brutto ceffo quando imperava con La Rete. Era, e non è cambiato, viscido, saccente e profondamente in malafede. Ha fatto, e non è cambiato, di tutto pur di arrivare al potere e a mantenerlo. L'unica mia certezza che mi fa spuntare un sorriso è che anche lui morirà. Spero a breve e soffrendo come Falcone. Big Shit! __NONO INVIO!! COMPLIMENTI AI CENSORI CHE LAVORANO ALLA CA.Z.ZO!!

mariorossi98

Lun, 04/06/2012 - 20:32

rosella meneghini la cosa più triste era il sostegno della borsellino ,deputata europea e che non so quali meriti abbia ,visto che l'unico merito è portare un cognome

vince50_19

Lun, 04/06/2012 - 21:40

Ancora non dimentico il comportamento viscido e insinuatorio di questo "signore" (a Tempo Reale), professionista in servizio permanente effettivo dell'antimafia, nei confronti del maresciallo dei CC Lombardo..

les paul

Lun, 04/06/2012 - 22:40

Orlando a mio avviso è proprio l'archetipo del politico nostrano, ben descritto da Falcone stesso, e in buona compagnia nell'attuale quadro politico. Ricordo benissimo la sua frase, quando perse le elezioni a Palermo, che recitava piu' o meno : " a Palermo è impossibile vincere senza l'appoggio della Mafia. E infatti io ho perso....". Per me è un grande politico : incompetente, bugiardo, camaleontico, cinico, arrivista, inetto e stolto quanto basta. E' un vero fenomeno, alla Casini.

Ritratto di Rosella Meneghini

Rosella Meneghini

Lun, 04/06/2012 - 22:57

#18mariosirio98# Pensi che quando questa persona, che non nomino per non offendere la memoria del fratello, si è presentata per le primarie, ho scritto un post nel quale mettevo in dubbio che fosse la sorella del grande Borsellino, ipotizzando uno scambio di culla. Cordialmente -Rosella-

emi46

Lun, 04/06/2012 - 23:17

strana italia. si partecipa alle manifestazioni in ricodo di faocone e borsellino e po si elegge sindaco di palermo orlando

enzo1944

Mar, 05/06/2012 - 07:18

.....Uno che vince per 4 volte le Elezioni di Sindaco a Palermo,e con maggioranze bulgare,come si fa a dire che non sia amico delle mafie!!....... purtroppo per Orlando, il giornalista Perna ha ricordato le verità ed i fatti successi in Sicilia!.........e credo che chiamarlo "mafioso",sia la minor cosa che si possa dire!!

Albert1

Mar, 05/06/2012 - 08:07

@ #19 vince50_19 E' vero, accidenti me ne stavo dimenticando!! Lombardo, che ha catturato Riina, "si è dovuto uccidere" e poi, senza difesa, è stato massacrato dal viscido con le solite accuse di collusione con la mafia; Orlando che è "dentro" Palermo dall'85, vincendo, invece non ha sospetti su di sè, è una verginella, impossibile che sia stato contaminato dalla mafia in soli 27 anni! La vita va proprio al rovescio.

Ritratto di marforio

marforio

Mar, 05/06/2012 - 08:24

Piu che continuare agrattare , (e intanto noi paghiamo) non puo fare.La sicilia non si smentisce . Pero la sua popolazione sta sempre a piangere.Abituata ad essere coccolata dalla nascita , prima i genitori , poi lo stato . E intanto quelli del nord nel suo piccolo si in.azzano.

Ritratto di Rosella Meneghini

Rosella Meneghini

Mar, 05/06/2012 - 09:10

#18mariosirio98# Pensi che quando questa persona, che non nomino per non offendere la memoria del fratello, si è presentata per le primarie, ho scritto un post nel quale mettevo in dubbio che fosse la sorella del grande Borsellino, ipotizzando uno scambio di culla. Cordialmente -Rosella-

Ritratto di miladicodro

miladicodro

Mar, 05/06/2012 - 09:12

Questo brutto figuro dovrebbe vergognarsi per due cose,primo di essere l'infame della morte morale di Falcone,secondo di cantare vittoria con solo il ventisette percento dei votanti all'elezione di Sindaco.Solo un affarista senza scrupoli come adp può cantare vittoria,come l'altro a Genova votato dagli immigrati.Se questo è il futuro di questo paese,c'è di che allibire,se poi aggiungiamo i seguaci del clown assatanato siamo veramente alla frutta.Ora non resta che attendere il saviano scalfardebenedettiano con l'apporto del fazio fazioso et voilà,la repubblica delle banane è al suo apice.Sveglia Italia,altro che terremoto e per Palermo tempi bui da inquisizione.

Albert1

Mar, 05/06/2012 - 09:29

@ #19 vince50_19 E' vero, accidenti me ne stavo dimenticando!! Lombardo, che ha catturato Riina, "si è dovuto uccidere" e poi, senza difesa, è stato massacrato dal viscido con le solite accuse di collusione con la mafia; Orlando che è "dentro" Palermo dall'85, vincendo, invece non ha sospetti su di sè, è una verginella, impossibile che sia stato contaminato dalla mafia in soli 27 anni! La vita va proprio al rovescio.

Ritratto di marforio

marforio

Mar, 05/06/2012 - 10:58

x22emi46-Carissimo le ricordo che la sicilia sta in italia ,pur bem piazzata in tutta italia, ma noi non lo abbiamo votato sto pataccaro in concussione mafiosa.

lodovicop

Mar, 05/06/2012 - 13:32

Il dubbio(da semplice lettore di cronache,ma con buona memoria) mi era sorto: Ho letto con molto interesse l'articolo, che è scentifico come un'algoritmo in una metanalisi.

Ninanina

Mar, 05/06/2012 - 15:29

Questo articolo andrebbe incorniciato, e fatto leggere tutti quei babbei che si guardano le fiction rai e si riempiono la bocca di Falcone e Borsellino. Concordo con ROSSELLA e MARIOSIRIO sulla sig.ra Borsellino aggiungendo anche il Borsellino Salvatore senza vergogna.

guardiano

Mar, 05/06/2012 - 16:32

orlando ha vinto a Palermo, parafrasando ciò che disse un ex sindaco del suo rivale è stato votato dalla mafia.

pieropomiga

Mar, 05/06/2012 - 17:40

se uno non conoscesse i fatti e leggesse solo questo articolo, ne trarrebbe l'impressione che Andreotti e i suoi innocentissimi erano...

precisino54

Mar, 05/06/2012 - 17:45

Due ore fa avevo inviato, insisto. Orlando: Il peggior politico siciliano o il peggior siciliano in politica? La differenza è poca! Articolo ke fa le pulci a qsto personaggio. Ai tempi della denuncia sulle inchieste nei cassetti, seguivo Santoro, e ho assistito al “je accuse” orlandiano. La “moderazione” del personaggio in assenza di contraddittorio nn ebbe limite nel conduttore ke da allora spara ad alzo zero nelle sue trasmissioni. Credo nella stessa serata ci fu nke l’accusa al m.llo Lombardo, indicato in chiaro, sempre in assenza di controparte, nke in qsto caso Santoro nn fece una piega. Eletto nel ‘93 con circa il 70% ebbe a sentenziare: “la Palermo degli onesti ha votato!” Costituì il movimento “La rete” affiancandosi ad elementi di sinistra ed ex radicali, fra di essi un avvocato ke difendeva contemporaneamente oltre 30 pentiti di mafia, x cui, fu provato dopo, faceva convergere le dichiarazioni dei suoi assistiti, che liberamente si incontravano nelle caserme.

precisino54

Mar, 05/06/2012 - 17:48

Anke qsto già inviato ore fa. X #2 giovanni PERINCIOLO, conosci la qstione dei professionisti dell’antimafia di Sciascia? Tutto lì il problema. Correttamente ricordi ke ki si è proclamato avversatore della mafia, non ha mai subito attentati. Fai attenzione: non mi riferisco solo al vi...do Leoluca, ma a tutti i procuratori ke dell’antimafia di facciata hanno fatto la bandiera. Ho più volte detto ke tolti di mezzo Falcone e Borsellino, ma nke Livatino e Scopelliti non abbiamo più avuto attentati: casualità o bravura dell’intelligence? Fa male assistere allo sproloquiare di qsto infimo nelle rievocazioni degli attentati a F e B ì, fa nke male ke Maria Falcone e Rita Borsellino consentano ciò: non ricordano le velenose esternazioni? X #7 eglanthyne, e se invece il motivo sta nelle pressioni delle cosche? X #18 mariorossi98, esatto è solo un simbolo vuoto ke ha svenduto il nome del fratello. X #20 les paul, ricordo quanto dici, il voltagabbana non ricordava le sue stesse parole ke ho già citato.

scipione

Mar, 05/06/2012 - 17:55

Leoluca Orlando Cascio sa bene cosa e' la mafia,la " pungitura " e il " santino bruciato "Sono addolorato che Palermo ha condiviso l'infamia di " mascariare" il giudice Falcone.Palermo mi fa un po' pena.

marco@

Mar, 05/06/2012 - 18:35

Leoluca orlando è come il suo padrino di pietro per loro tutti sono delinquenti criminali anche il più pulito se poi vengono presi con le dita nella marmellata allora gridano al complotto di pietro sulla sua coscienza si porta le morti di molti innocenti di tangentopoli leoluca orlando invece sulla coscienza si porta la morte di falcone la moglie e gli uomini della scorta di pietro fu fotografato con i mafiosi bulgari e scappò dalla sicilia prima della morte di falcone orlando dopo il botto lasciò la sicilia perchè si rese conto di averla fatta grande i due dopo si ritrovarono a roma e incominciarono ad inveire contro chi non la pensava come loro prima o poi i nodi vengono al pettine e allora si faranno i conti e allora ci faremo tante risate.

precisino54

Mar, 05/06/2012 - 18:45

X #33 pieropomiga, non so se Andreotti fosse innocente, certamente è stato assolto; come spesso capita, con una sentenza che lascia scontenti. La sentenza parlava di assoluzione per i fatti successivi ad una certa data, per quanto precedente non si esprimeva per sopraggiunta prescrizione. Ciò posto il sen Andreotti a mio avviso era meno mafioso di quelli che lo accusavano; non parlo dei pentiti, ma della procura che riteneva di dover processare, non per effettivi reati ma per mere questioni politiche. Stranamente le stesse procure, con gli stessi personaggi, non hanno avuto nulla da ridire né da indagare per le parole dell’ex guardasigilli Conso, che per sua stessa ammissione, aveva affievolito il 41 bis. Il tutto avveniva sotto l’egida di Scalfaro, che non ci stava; con Mancino, ministro dell’Interno, e Ciampi premier. Sentiti in materia Scalfaro sventagliò una sequela di “non ricordo”; Mancino negò; di Ciampi ..., chiedo scusa, non ricordo io.

mabebo

Mar, 05/06/2012 - 18:59

oltre a non apprezzare(eufemismo)il lavoro del giudice Falcone, ha accusato pubblicamente in tv di reati infami un carabiniere che per la vergogna si è suicidato.Parlemitani dalla memoria corta!!!!!!!!!

francisallenby

Mer, 06/06/2012 - 09:52

Finalmente! Un articolo ben scritto che parla di cose di cui nessuno parla o ha il coraggio di dire. Ma chi ne terrà conto? Leoluca Orlando è certo già pronto (lui e il suo dirigente, Di Pietro) a rintuzzare ogni accusa come una palla da tennis. E tutti, ormai, credono che lui sia il prolungamento delle figure di Falcone e Borsellino - o per meglio dire QUASI tutti, poiché vi sono anche quelli che, come in questo caso, hanno la memoria lunga.