Rinvii e falsi divorzi Gli stratagemmi dell'Italia che non paga

Ci sono famiglie che fanno lo slalom tra le scadenze: la Tarsu si fa slittare, la luce no. E i furbi dribblano anche multe e fisco

Ritardare, prorogare, dilazionare, differire, aggiornare, procrastinare. Se a qualcuno fosse rimasto un dubbio sul fatto che siamo il Paese-culla dell'arte di non pagare, consulti il dizionario dei sinonimi e contrari alla (ricca) voce «rinviare». Oppure si faccia un giro sui tanti forum in cui ci si scambiano consigli di economia domestica il cui minimo comun denominatore è uno solo: cercare scorciatoie, sconti, e nei casi estremi, furbate. O anche semplicemente modi per spostare un po' più in là quello scomodo traguardo che ci angustia l'esistere: la scadenza.
Certo, c'è di mezzo la crisi, ormai un tormentone oltre che un tormento. Dice Adiconsum che, sommando le varie utenze, si arriva a un'iperbole: 17 milioni di morosità. Giovedì sera un servizio di Ballarò, ha dato la ribalta tv al popolo della quarta settimana, quelli che per evitare di arrivare a corto di risorse a fine mese, si arrabbattano in un complesso gioco di rinvii, un mosaico di dilazioni accuratamente costruito. Un mese pago la luce e il mutuo (che è meglio non procrastinare per più di due rate), quello successivo il telefono (uno dei servizi che viene sospeso più in fretta), per il gas si può tirare un po' di più la corda, anche perché spesso la bolletta è trimestrale. Per il bollo auto se ne parla l'anno prossimo, tanto entro 12 mesi la mora è irrisoria. Per molti sono invece un'una tantum tassa sui rifiuti, tanto la raccolta della spazzatura non viene sospesa, e condominio, anche se la recente riforma ha reso obbligatori i decreti ingiuntivi entro sei mesi. Racconta un'amministratrice condominiale dell'associazione Anammi che a Napoli aveva fatto eseguire la confisca di un pianoforte a un inquilino moroso. Ma al suo arrivo l'ufficiale giudiziario ha trovato solo la parte esterna dello strumento, l'interno era stato smontato e asportato, rendendo il pignoramento praticamente senza valore.
Ma i professionisti del mancato pagamento non sono solo disoccupati costretti a barcamenarsi o imprenditori tartassati e ridotti alla disperazione. Nei forum su internet in tanti chiedono «come si può evitare il distacco della corrente?», «Cosa faccio per non pagare l'abbonamento Rai?», «Ho preso una multa, mi conviene fare ricorso?». Alcuni dei quesiti arrivano da professionisti, da gente che evidentemente non ha un problema di solvibilità, ma ne fa un punto di principio. Alla domanda sulle multe è un'avvocatessa a consigliare di stare tranquilli, «tanto i pignoramenti non arrivano e comunque io non mi intesto nulla».
Ammettiamolo, nulla ci dà soddisfazione quanto trovare il cavillo per non pagare. A rinviare troppo la bolletta della luce si rischia di restare al buio, ma in Lombardia, non in una regione depressa, qualcuno si è rivolto al Tar ed è riuscito a farsi dar ragione: si può cambiare fornitore elettrico anche se si hanno arretrati in sospeso, e la nuova non può esigerli per conto della vecchia. Per il canone Rai, la tassa più evasa, la maggioranza consiglia di non far nulla, semplicemente non rispondere ai solleciti. Ma c'è anche chi ha elaborato il vecchio stratagemma della lettera con cui si rinuncia alla tv e si chiede alla Rai di venire a sugellare l'apparecchio, sicuri che non accadrà mai. Ci sono poi le furbate estreme: sono stimati in 12.000 le coppie separate per finta: 1.500 euro di spese legali recuperate in un lampo se uno dei coniugi ha un reddito molto più elevato dell'altro e può defalcare dalla dichiarazione un ricco assegno di alimenti. Lo Stato con i suoi condoni, le multe a tradimento, il fisco iniquo, la giustizia civile impantanata, ripaga i cittadini con la stessa moneta e alimenta questa cultura perversa. Ma è anche vero che il confine tra la resistenza civile e la semplice furbata è sottile. Un diaframma esile. Come una cartella esattoriale.

Commenti

piedilucy

Dom, 29/09/2013 - 14:46

i primi furbetti come li chiamate voi sono i politici un esempio? la idem che denunciava come palestra la casa dove abitava per non pagare un soldo...che diano l'esempio loro e la smetta di fregare i cittadini