Risorge la Lega «No euro» La cura Salvini vale il 6%

L'onda anti-euro è un'onda lunga che dalla Francia si propaga anche in Italia nel risultato della Lega Nord. Un esito elettorale sorprendente, che non era atteso nelle dimensioni preannunciate dagli exit-poll e confermati dalle proiezioni. Al Carroccio dovrebbe incassare una percentuale tra il 6 e il 7 per cento, mentre alla vigilia ci si domandava se avrebbe superato la soglia di sbarramento del 4 per cento.
I padani hanno continuato a tessere la rete sul territorio con incontri e comizi in tutto il Nord e Centro Italia, puntando non su un generico anti-europeismo ma concentrandosi contro un obiettivo preciso: l'euro, additato come il principale responsabile della crisi finanziaria del continente. È una scelta politica che ha premiato, assieme alla decisione del gemellaggio con le posizioni di Marine Le Pen. «Un risultato che ha del miracoloso. È l'inizio della fine di questa Europa, ne costruiremo un'altra: sono molto contento e orgoglioso di aver cominciato a collaborare con Marine Le Pen da mesi - ha dichiarato il segretario Matteo Salvini - Ci davano per morti, invece ci siamo. Abbiamo passato anni difficili ma la nostra scelta sembra aver pagato. L'Europa che sembra disegnarsi è completamente nuova».
Nelle scorse settimane Salvini ha incontrato la Le Pen, la leader di quello che è diventato il primo partito francese, e si è fatto fotografare con lei, senza timore di incorrere in comportamenti «politicamente scorretti». La battaglia contro l'euro ha fatto riguadagnare voti alla Lega, che può considerare definitivamente archiviata la difficile fase di transizione da Umberto Bossi alla generazione dei quarantenni passata per l'interregno «traghettatore» di Roberto Maroni.
Anche ieri Salvini è stato un mattatore. Si è presentato al seggio, una scuola accanto alla chiesa di Santa Maria delle Grazie, in bermuda e senza insegne verde-padano, ma indossando una maglietta nera con la scritta rossa «Milano». Il segno distintivo è stato un tablet che il numero 1 della Lega Nord ha portato con sé al momento di votare. Un gesto che ha sollevato qualche polemica subito spenta dal segretario del Carroccio: «Era spento, come tutti hanno potuto verificare - ha chiarito più tardi - sono rimasto in cabina otto secondi. Non vedo dove sia il problema, nessuno al seggio mi ha contestato. O forse qualcuno pensa che il segretario della Lega abbia bisogno del tablet per votare?». Dopo aver votato, una foto rilanciata da Twitter immortala Salvini in tuta e stivaloni seduto in una stalla accanto a un vitello di 30 chili, Alba, appena nato.
L'asse Parigi-Padania, dunque, si consolida. Prima ancora che si chiudessero le urne, Salvini ha annunciato che tra domani e mercoledì i leader del nascente gruppo degli euroscettici guidato dal Front National francese si riuniranno a Bruxelles per coordinarsi. Al FN e alla Lega si dovrebbero unire anche il partito della Libertà olandese di Geert Wilders e la formazione austriaca del Fpoe, il partito fondato negli Anni '90 da Joerg Haider che ha raddoppiato i consensi. Al gruppo euroscettico, che si dovrebbe chiamare European Alliance for Freedom (Alleanza europea per la libertà), potrebbero aderire altre formazioni di Belgio, Svezia, Slovacchia, Danimarca e Germania.