Rivendicata la bomba in redazione Ieri cubetti di porfido contro un'auto

Blocchi di porfido contro un'auto del quotidiano La Stampa sono stati lanciati ieri mattina a Torino durante un corteo di protesta di alcuni movimenti anarchici. L'autista della vettura è rimasto ferito a un braccio, mentre il redattore e il fotografo che si trovavano sull'auto sono rimasti illesi.
A lanciare le pietre, secondo la denuncia del giornalista de La Stampa, sarebbero stati alcuni individui incappucciati, che si sono staccati dal corteo per colpire l'auto del quotidiano torinese.
Gli anarchici che hanno colpito l'auto stavano protestando per gli arresti avvenuti in una manifestazione in cui il 28 febbraio scorso davanti al Cie del capoluogo piemontese era stato aggredito un altro cronista del quotidiano locale Cronacaqui. Il giornalista fu circondato da una quindicina di antagonisti, spintonato e rapinato della macchina fotografica che gli fu restituita solo dopo l'intervento delle forze dell'ordine, ma la scheda di memoria era scomparsa. Già lo scorso 5 dicembre un gruppo di autonomi torinesi fece irruzione nella redazione de La Stampa, dove furono accesi alcuni fumogeni e fu minacciato lo stesso redattore rimasto illeso nella vettura colpita ieri.
Altre aggressioni ai cronisti nel Torinese per iniziativa di appartenenti a frange anarchiche si sono verificate lo scorso anno durante manifestazioni No Tav.
La più significativa il 29 febbraio, a Chianocco, quando una troupe del Corriere della Sera web venne assalita da un gruppo di facinorosi che, oltre a minacciare e costringere gli operatori ad allontanarsi, impedendo loro la realizzazione di un reportage, avevano sequestrato loro l'auto e i documenti e avevano danneggiato le attrezzature tecniche. Per questo raid vennero arrestate due persone.
«Si tratta di un episodio gravissimo, che arriva a pochi giorni dalla busta esplosiva recapitata allo stesso giornale e oggi(ieri, ndr) rivendicata dal Fai»: il presidente del Gruppo regionale della Lega Nord, Mario Carossa, auspica che forze dell'ordine e magistratura possano presto individuare i responsabili. «Rinnovo ai giornalisti, ai lavoratori e ai collaboratori di La Stampa tutta la mia solidarietà e quella del Gruppo della Lega Nord - conclude Carossa - A loro dico di continuare con coraggio nel loro utilissimo lavoro, perchè è con la verità che si combatte la violenza. Auspico che le forze dell'ordine e la magistratura possano velocemente individuare e punire i vigliacchi delinquenti che hanno compiuto questi gesti».