«Roma trasparente», Alemanno sceglie 30 saggi

RomaÈ il sogno di ogni cittadino: entrare nella stanza dei bottoni e assistere al lancio di un progetto, avendo facoltà di intervenire. Ovviamente impossibile aprire la stanza a tutti. Basta, per questo un ristretto gruppo, che rappresenti la crême della società civile. Lontana dai partiti e vicina al sentire comune. Sarà questa crême a entrare nella stanza dei bottoni capitolina. Che per l'occasione diventa quindi una casa di vetro, per come l'ha pensata Gianni Alemanno. Già si conoscono i primi 18 nomi dei 30 componenti di quello che a tutti gli effetti risulterà essere il primo «city board» italiano. Un comitato di esperti che affiancherà il lavoro del sindaco e della giunta nella fase più importante: quella della ideazione e progettazione. «Marchini voleva discontinuità e cambio di passo? - commenta Alemanno - Eccolo accontentato. Di questo «board» di eccellenze fanno già parte nomi di caratura internazionale come Paolo Portoghesi, Carlo Ripa di Meana, Ferdinando Aiuti e Giorgio Albertazzi. Un'iniziativa, questa, che si somma alla proposta dell'istituzione delle commissioni dedicate a vigilare sulla semplificazione amministrativa, sui lavori pubblici e urbanistica e sulle valutazioni delle nomine. Come dire - spiegano al Comitato di Alemanno - trasparenza e meritocrazia non in linea con gli slogan astratti di Marino ma con una politica del fare molto concreta. Poi c'è la sfida lanciata da Marchini con i suoi 12 punti. Una sfida alla quale Alemanno reagisce mostrando il programma presentato all'inizio della campagna elettorale. «Abbiamo già parlato di riduzione dell'addizionale Irpef - replica il sindaco - la cosiddetta Veltron Tax, e dell'incremento delle nuove tecnologie, così come già fanno parte del nostro progetto l'istituzione di un ufficio del turismo e la lotta senza quartiere all'abusivismo in tutte le sue forme». Di sicuro interesse per il sindaco possono essere l'istituzione del vigile di quartiere e di un assessorato per lo Sport.
Però il tasto dolente sul quale spingono tutte le persone che in questi giorni affollano gli incontri con i candidati è quello della sicurezza. E nei programmi di Marino e Marchini è un capitolo vago se non assente, come sottolineano al comitato elettorale di Alemanno. «Con Marino Roma non avrebbe più barriere all'invasione di nomadi e sbandati - ha ricordato il sindaco, che ieri era a Tor Bella Monaca - mentre lo scontento dei cittadini riguarda soprattutto la sicurezza, i nomadi e la prostituzione: tutte cose sulle quali a noi chiedono di fare di più, ma che sono antitetiche alle offerte di Marino». Il chirurgo genovese, sostiene il sindaco, pensa «di poter risolvere tutto con l'utilizzo delle biciclette e ci metterebbe due anni solo per capire cosa fare: noi non possiamo permetterci di perdere tempo».
Intanto gli uffici elettorali hanno deciso un'apertura straordinaria da domani a sabato prossimo per soddisfare tutte le richieste di rilascio delle tessere elettorali.