Sì al farmaco anticancro low cost

Vuoi più lacrime al tuo funerale? Niente paura, adesso puoi affittare degli amici addolorati. Persone discretamente in lutto che si mischieranno ai tuoi parenti e forse a qualche amico sinceramente afflitto, parleranno di come ti volevano bene e di quanto la tua dipartita li abbia lasciati senza parole. Oppure commenteranno che, dopo così tanta sofferenza, è stato meglio che il Signore ti abbia preso con sé. Dipende da come sei morto, se in un incidente, a causa di un improvviso infarto o dopo una lunga malattia. Sapranno parlare di te, di che cosa facevi, delle tue passioni e dei tuoi difetti. Tutto questo per la modica cifra di 45 sterline all'ora. È quanto prendono i venti attori non professionisti assunti da Rent-a-Mourner, la piccola compagnia di moderne prefiche fondata nell'Essex dal signor Ian Robertson. In pochi mesi di vita la società ha già collezionato 52 ingaggi tra veglie e funerali e ha dovuto rifiutarne altri sessanta perché il luogo di lavoro era troppo distante. Un ostacolo che molto probabilmente verrà rimosso dato che gli affari vanno a gonfie vele ed è quindi probabile che la società cresca e magari fondi altre sedi in posti diversi del Paese.
Per ora Mr Robertson ha scoperto un mercato di nicchia, ispirandosi a un'usanza già molto diffusa tra le popolazioni asiatiche. Secondo alcuni ricercatori il suo successo è dovuto in parte proprio ai forti flussi migratori che da decenni invadono il Regno Unito anche se chi piange a pagamento un defunto esisteva già nell'antica Roma e le prefiche non sono certo una novità per gli abitanti del Sud-Italia. Le donne che si lamentano strappandosi i capelli per il dolore seguendo una bara sono state immagine frequente e comune anche di un certo cinema italiano. Per i britannici però il fenomeno è nuovo e gli amici dolenti presi in affitto dai sudditi di Sua Maestà non avranno le stesse caratteristiche delle lacrimose donne siciliane o partenopee. Poco avvezzi a discutere di malattie e di morte, ancor meno ad esternare i propri sentimenti, questi professionisti del lutto saranno più simili a un imbarazzato mister Bean alle prese con un evento che non riesce a controllare. Quello che invece accomuna le prefiche italiane a quelle britanniche è la motivazione di coloro che affittano questi servigi. Tutti vogliono far credere che chi ha lasciato questa terra sia stato molto più amato e popolare di quanto invece era. I motivi possono essere i più disparati, legati alla classe sociale o a sentimenti più intimi. C'è chi lo fa perché gli secca rimanere in compagnia di quattro gatti al funerale dello zio e chi vuole a sua volta sentirsi sostenuto nel lutto che l'ha colpito. La differenza invece sta nel fatto che nessuno come gli inglesi è bravo nell'individuare una necessità e nell'inventare un servizio ad hoc per soddisfarla. Del resto sono i loro i padri della società del terziario. Sul sito ufficiale di Rent a Mourner l'offerta viene illustrata con estrema chiarezza, senza troppa prosopopea, ma con la tipica cortesia inglese, perfetta anche e soprattutto quando viene utilizzata per vendere qualcosa. «Volete delle persone discrete, educate e ben vestite che partecipino a un funerale o a una veglia per incrementare il numero dei visitatori o anche solo per offrire un po' di aiuto? - si legge sul sito - noi siamo qui». Per ora possiamo venire in Essex e in Suffolk, ma in alcuni casi possiamo anche prendere in considerazione altre destinazioni. Ovviamente a fronte di un piccolo aumento dei costi. E siccome nulla viene lasciato al caso chi verrà incaricato di recitare la parte riceverà un apposito training attraverso un colloquio con i clienti per conoscere più a fondo il carattere del defunto, in modo da rendere la propria parte più credibile e non farsi scoprire da chi il morto lo conosceva veramente. Non c'è dubbio che Robertson abbia avuto una buona idea, in tempi così difficili si è quasi inventato una nuova professione. Anche se, come hanno sottolineato in molti, dietro al successo della sua iniziativa si cela una triste e malinconica verità. Che sempre più persone oggi non solo muoiono sole, ma sono rimaste sole negli ultimi anni della loro vita.