Sabotaggio al Frecciarossa: caccia agli anarchici

Un attentato, non per provocare morti o feriti, ma per ricordare che «loro» ci sono. Che possono colpire sempre e comunque. Che la guerriglia non si ferma.
Non ci sono rivendicazioni, ma obbiettivo, modalità, tecniche rudimentali ma sempre efficaci fanno intravedere ancora una volta la mano degli anarco-insurrezionalisti, gli stessi che si confondono con i No tav, con i centri sociali e le varie galassie di dissenso che agitano il Belpaese. Ieri ad essere preso di mira è stato un treno Eurostar in viaggio per Bologna e diretto a Roma: intorno alle 06.15, si è bloccato per un guasto (provocato) al pantografo lungo la linea ferroviaria all'altezza di Anzola Emilia, a pochi chilometri dalla stazione centrale di Bologna. Stessa sorte è toccata a un convoglio che arrivava dalla direzione opposta.
Non un inicidente, ma un sabotaggio: secondo le prime verifiche alcuni uncini di metallo erano stati agganciati sulla linea aerea e quando il Frecciarossa 9501 è transitato hanno spaccato il pantografo. Inevitabile il blocco della circolazione nella tratta compresa tra Anzola Emilia e Modena rimasta, fino alle 12.30, a binario unico, con ritardi compresi tra i 10 ed i 20 minuti di alcuni treni ad alta velocità.
Sul treno in quel momento non c'erano passeggeri. Il Frecciarossa è poi riuscito a ripartire e ad arrivare nelle officine di Bologna per i controlli di funzionalità. Il convoglio, proveniente da Milano, viaggiava verso Bologna dove sarebbe dovuto partire, con i passeggeri a bordo, per Roma e Napoli.
Sui cavi dell'alta tensione dei due binari, all'altezza di Anzola nell'Emilia, come detto, gli investigatori hanno trovato due ganci di metallo agganciati con del filo di nylon, utilizzato probabilmente per lanciare i tondini.
L'Eurostar, secondo l'intenzione di chi ha studiato il sabotaggio, si sarebbe dovuto fermare a pochi chilometri dalla piccola stazione di Anzola. Il treno, invece, è stato soltanto danneggiato nel pantografo ma ha potuto proseguire la marcia fino alla stazione di Bologna.
Si cerca ora di capire come i due ganci siano stati posizionati sul cavo dell'alta tensione e soprattutto chi li abbia posizionati. La tecnica del sabotaggio tramite ganci sulle linee aeree è, in realtà, già nota agli inquirenti poiché stata già usata in passato dai gruppi anarchici per interrompere questo tipo di collegamenti ferroviari.
Tutto questo mentre ancora non è chiaro cosa abbia provocato il deragliamento di sabato mattina, quando il treno regionale 2885, sempre nel comune di Anzola Emilia, era uscito dai binari a Lavino di Mezzo adagiandosi sulla massicciata.
Bilancio, ventisei tra feriti e contusi, fortunatamente nessuno in maniera seria.