Salvatore, il «poeta» che borbottava sempreL'assassino

Era noto come «il poeta», per la sua passione di scrivere testi, ma sembrava anche «uno che ce l'aveva col mondo intero». È descritto così Salvatore Lo Presti, il bidello di 69 anni che, a pochi giorni dalla pensione, ha sparato uccidendola l'insegnante di religione Giovanna Nobile, di 53 anni, che lavorava nella sua stessa scuola, l'istituto comprensivo «Pappalardo» di Vittoria, nel Ragusano. «Ce l'aveva col mondo intero - dice un suo collega, Biagio Cirica - ma non andava al di là dello sproloquio. In fondo era uno tranquillo, mai e poi mai avrei pensato che gli scattasse questo raptus. Scriveva anche poesie, non a caso lo chiamavano tra i colleghi “il poeta“». «Anche ieri mattina stava facendo i soliti discorsi - ricostruisce il bidello - quando è arrivata la professoressa Nobile, l'ha seguita per le scale e appena dentro la segreteria ha cominciato a sparare. Ma non mi sono preoccupato perchè conoscendolo ho pensato che avesse sparato a salve, invece, aveva fatto terribilmente sul serio».