Sanità, rivisti i criteri per dare i fondi statali alle Regioni

RomaBene Emilia Romagna, Veneto, Toscana, Lombardia e Piemonte. Male Puglia, Calabria e Campania. Ancora una votla la valutazione del ministero della Salute sull'efficienza dei servizi sanitari regionali evidenzia un'Italia divisa in due con un nord che garantisce i livelli essenziali di assistenza ed un sud che arranca con l'eccezione della Basilicata. La valutazione sulle performance del 2012 deve ancora subire qualche limatura ma sarà definita nei prossimi giorni e costituirà un fondamentale punto di riferimento per quella che rappresenta una vera e propria rivoluzione per la sanità pubblica, annunciata da tempo e ieri confermata dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. «Nel 2014 si procederà alla rideterminazione dei criteri di qualità dei servizi, appropriatezza ed efficacia per l'individuazione dei costi standard e per l'indentificazione delle regioni benchmark», promette la Lorenzin. La classifica sul rispetto dei Lea diventa quindi il punto di riferimento essenziale che poi determinerà anche «un meccanismo di premialità» per le regioni che riescono migliorare le loro performance, avvicinando le loro prestazioni a quelle delle regioni di riferimento. L'Emilia Romagna è in testa e diventa quindi regione di riferimento per quanto riguarda ad esempio l'assistenza domiciliare residenziale. La Lombardia invece migliora l'organizzazione dei punti nascita. La Toscana ha superato criticità relative alle liste di attesa ed ha potenziato le cure palliative.A fare uno sforzo enorme di adeguamento dovranno essere i fanalini di coda della classifica che non hanno raggiunto la sufficienza nè nell'assistenza ospedaliera nè in quella territoriale.